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il mandorleto - escursioni punti di interesse attrazioni a enna

 AGRITURISMO IL MANDORLETO

AGRITURISMO
IL MANDORLETO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ENNA Pietraperzia Piazza Armerina Caltanissetta

SCALA DI S. MARIA DEL MONTE

SCALA DI S. MARIA DEL MONTE  Open
Loc. CALTAGIRONE - SICILIA  Navigatore
34 Km da IL MANDORLETO
Altitudine: 603 mt. s.l.m.  Area San Cono, Niscemi, Mazzarrone
  Brochure PDF
La Scalinata di Santa Maria del Monte venne costruita nel 1606 per collegare la parte antica di Caltagirone, citta' in provincia di Catania, alla nuova citta' costruita nella parte alta. La scalinata, lunga oltre 130 metri, e' fiancheggiata da edifici balconati ed e' diventata l'emblema della citta' ed una delle sue meraviglie.Era stata originariamente costruita a sbalzi che ne interrompevano la pendenza da maestranze gigantesche coordinate dal capomastro regio Giuseppe Giacalone. Nel 1844 vennero unificate le varie rampe, su progetto dell'architetto Salvatore Marino. Nacquero cosi' i centoquarantadue gradini della scalinata di Santa Maria del Monte, che dal 1954 e' interamente decorata, nelle alzate dei gradini, con mattonelle di ceramica policroma prodotte dalla Maioliche Artigianali Caltagironesi. In ogni alzata di gradino e' stato applicato un rivestimento di maiolica policroma, dello stesso tipo di quella che, nei secoli, ha reso famosa la citta'. Le maioliche sono decorate con motivi isolani che vanno dal X al XX secolo, raccolti e adattati - si legge a pie' di scala - da Antonino Ragona. L'effetto e' mirabile e il colpo d'occhio davvero spettacolare. La scala dei centoquarantadue gradini viene annualmente illuminata il 24 ed il 25 luglio (per la festa di San Giacomo, patrono della citta'), da migliaia di lumini a fiammella viva. Poiche' in questa occasione viene interrotta ogni forma di illuminazione elettrica, il risultato visivo che ne deriva e' una sorta di colata lavica, un fiume di fuoco che nella sua palpitante luminosita' disegna eleganti figure decorative, frutto dell'abilita' di un capomastro, agli ordini del quale lavorano diverse decine d'addetti alla sistemazione delle lucerne. A formare il singolare arazzo di fuoco e' un insieme di quattromila lanternine dette lumere. L'illuminazione della scala ha storia antica. Il primo ad aver pensato, verso la fine del 1700, ad un disegno luminoso, fu l'architetto Bonaiuto. Ma si deve ad un frate, Benedetto Papale, la fantasmagorica scenografia della scala illuminata. Per quarant'anni il monaco disegno' motivi ornamentali, soprattutto floreali, di grand'effetto. La sistemazione a disegno prestabilito della luminaria presuppone un mese di preparazione. Gli addetti se ne tramandano l'arte di padre in figlio.

PECORINO SICILIANO DOP

PECORINO SICILIANO DOP  Open
Loc. SICILIA, ITALIA - SICILIA  Navigatore
25 Km da IL MANDORLETO
  Area Caltanissetta, Enna, Pietraperzia
  Brochure PDF
Qualsiasi pecorino viene prodotto da latte di pecora e attraverso le medesime tecniche di produzione. Per quale motivo, allora, il Pecorino Siciliano DOP rappresenta un eccellenza dalle caratteristiche uniche e irripetibili al di fuori dell'ambiente di origine? La qualita' del pecorino dipende dalla razza e dal tipo di alimentazione delle pecore, questi fattori determinano la quantita' di grasso presente nel latte. I pascoli dai quali il gregge si alimenta marca fortemente il latte prodotto, l'alimentazione al pascolo spontaneo trasferisce al latte tutti i sapori e tutti i profumi del territorio. Contrari alle dinamiche della territorialita' e della tradizione sono i processi industriali. Alimentando gli animali con mangimi e pastorizzando il latte, cancellano tutti gli aromi presenti nella materia prima. Si ottengono in questo modo dei formaggi dal gusto comune, omologati e senza personalita'. Il pecorino siciliano DOP e' prodotto esclusivamente con latte di pecora intero, fresco e coagulato con caglio di agnello. Il latte da caseificare proviene da pecore allevate al pascolo spontaneo. La salatura viene applicata manualmente su ciascuna forma. Il periodo di stagionatura viene effettuato in locali areati naturalmente e non e' inferiore ai 4 mesi. Solo in questo modo il pecorino siciliano DOP acquisice la propria personalita', mantenendo in se tutti i sapori della Sicilia

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO  Open
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
45 Km da IL MANDORLETO
  Area Mazzarrone, Niscemi, San Cono
La Riserva Naturale Orientata del Bosco di Santo Pietro, distante circa 20 km da Caltagirone, e' una delle aree verdi piu' rigogliose ed estese del Calatino. La vegetazione del Bosco di Santo Pietro e' estremamente varia, grazie alla vasta estensione della Riserva, che comprende ambienti e paesaggi molto diversi fra loro. La fauna del Bosco di Santo Pietro e' ricca di specie appartenenti sia agli invertebrati che ai vertebrati

CALTAGIRONE

CALTAGIRONE  Open
Loc. CALTAGIRONE CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
34 Km da IL MANDORLETO
Altitudine: 553 mt. s.l.m.  Area San Cono, Niscemi, Mazzarrone
Terra ricca di argilla, Caltagirone e' conosciuta nel mondo per la produzione artigianale della ceramica che ancora oggi impegna centinaia di artigiani. L'arte della maiolica ha origini antichissime: i primi forni risalgono, infatti, all'epoca musulmana e ai normanni e testimoniano di un'attivita' che non si e' mai spenta nel corso dei secoli. Nel tempo gli artigiani, detti cannatari, hanno perfezionato la tecnica esecutiva e decorativa dando prova di grande originalita', conservando, tuttavia, i motivi moreschi e i colori della tradizione (turchino, verde ramino, giallo oro, manganese). Una miriade di negozietti anima le stradine della citta' esponendo i prodotti tipici di questa antica arte: mattonelle, candelieri, fischietti, piatti, albarelli, vasi. La produzione di questi ultimi fu particolarmente florida perche' utilizzati per la conservazione del miele, prodotto tipico della zona. Gli albarelli invece venivano impiegati tradizionalmente dagli speziali per le loro farmacie. Tra gli edifici color ocra si innalzano le chiese, i campanili barocchi e la splendida Villa comunale, giardino pubblico tra i piu' eleganti di Italia, costruito nell'800 da Giovanni Battista Filippo Basile (padre di Ernesto, maestro del Liberty siciliano). Il centro storico di Caltagirone si estende lungo due arterie principali: Corso Vittorio Emanuele e Via Roma. Sulla prima si affacciano bellissimi palazzi barocchi, tra cui segnaliamo Palazzo Gravina, e la basilica normanna di San Giacomo che ospita al suo interno preziose opere d'arte. All'inizio della Via Roma, che dal centro storico porta alla citta' nuova, si trova il 'Tondo Vecchio', scenografica costruzione a forma di esedra, progettata da Francesco Battaglia per celebrare l'apertura della strada. Percorrendo la via si incontrano diverse chiese e la balconata in ceramica policroma di Palazzo Ventimiglia. La piazza del Municipio e' il punto di incrocio delle due strade principali e su di essa si affaccia, oltre al Palazzo del Municipio, il Palazzo Senatorio, attuale Teatro comunale e sede della Galleria Don Sturzo. Nella vicina Piazza Umberto I sorge il Duomo di San Giuliano, costruzione dei primi del Settecento (anche se la facciata e' del primo Novecento). Attigua al Duomo e' la Corte Capitaniale, l'edificio piu' originale della citta', costruito su un unico piano e ingentilito da una serie di finestre e portali realizzati nel XVI - XVII secolo da Domenico e Antonuzzo Gagini. Tradizionalmente l'elemento di maggiore richiamo turistico per la citta' e' la scenografica scalinata: centoquarantadue gradini che collegano la citta' alta alla citta' bassa. La scala fu costruita da Giuseppe Giacalone all'inizio del '600 e nel 1954 le alzate di ogni gradino furono rivestite con mattonelle in maiolica, in un tripudio di motivi geometrici, antropomorfici e fitomorfici. Dalla piazza dell'ottocentesco Municipio si giunge cosi' alla chiesa di Santa Maria del Monte che, fondata nel 1100 e ridisegnata da Francesco Battaglia nel XVIII secolo, ha pianta basilicale ed ospita al suo interno la preziosa Madonna di Condomini, interessante opera del Duecento bizantino

SPERLINGA

SPERLINGA  Open
Loc. SPERLINGA - SICILIA  Navigatore
35 Km da IL MANDORLETO
  Area Nicosia, Agira, Enna
Sperlinga (Sperrenga in gallo-italico, Spillinga in siciliano) e' un comune italiano di 896 abitanti della provincia di Enna in Sicilia. Il comune fa parte del circuito dei borghi piu' belli d'Italia. E' situato tra i monti Nebrodi e le Madonie, nel cuore della Sicilia centrale, a 47 chilometri da Enna. Gia' definita una regale dimora rupestre scavata in una gigantesca mole d'arenaria, etimologicamente Sperlinga deriva dal greco e significa Spelonca, grotta. Il territorio comunale e' caratterizzato da numerose grotte scavate nella roccia arenaria. Sperlinga e' attestata come castrum (e quindi borgo dotato di strutture castellane) gia' in un documento del 1239. La storia di Sperlinga si identifica con la storia delle famiglie che hanno posseduto il castello e i feudi annessi, i Ventimiglia, i Natoli e gli Oneto. Il paese, nato come borgo feudale ai piedi del castello medievale normanno, si e' espanso dal 1597 in poi, quando il re Filippo II concesse a Giovanni Natoli, il titolo di principe di Sperlinga, e il privilegio di potervi fabbricare terre. Il Natoli fece edificare la Chiesa dedicata a S. Giovanni Battista fuori dalle cinta del Castello, i cui primi atti parrocchiali sono datati 1612. Il figlio Francesco cedette castello e proprieta' agli Oneto, duchi di Sperlinga, nel 1658. In contrada Capostra', nel luglio 1943, fu scattata la famosissima foto di Robert Capa che e' diventata a livello mondiale il simbolo dello sbarco alleato. Si segnalano quelle di Contrada Rossa, Cicera, Perciata, Grotta Vecchia, e all'interno del centro abitato quella del Balzo scavate in fila e sovrapposte con antistanti pittoresche stradine che costituiscono nel loro insieme un borgo rupestre, dove, ogni anno, il 16 agosto, si celebra la Sagra del Tortone. Tale manifestazione folcloristica consiste nella distribuzione e degustazione di cibi locali tipici, espressione della migliore e piu' genuina tradizione culinaria del luogo. Al centro della proposta alimentare riccamente imbandita il gustosissimo Tortone. Nei giorni precedenti, i vari rioni del paese, ognuno rappresentato da una Dama, si sfidano in vari giochi. La dama del rione che ha ottenuto il maggior punteggio viene eletta Castellana di Sperlinga. Il 16 agosto la Castellana, insieme alle altre dei paesi Gallo-Italici, partecipa al corteo storico, composto da molti personaggi, in costume d'epoca, che sfilano lungo le vie del paese. Una giuria eleggera' la Dama dei paesi Gallo-Italici. La serata in piazza Castello e' allietata da rappresentazioni di eventi storici, spettacoli pirotecnici, canti e balli. Il castello di Sperlinga e' un raro esempio di castello rupestre, in parte scavato nella roccia e risalente probabilmente al periodo anteriore ai Siculi pre-greci (XII-VIII secolo a.C.), in parte costruito sulla stessa roccia, intorno all'anno 1080. E' stato sede dei principi di Ventimiglia fino al 1597, poi dei principi di Sperlinga Natoli (1598 - 1658) e quindi del duca di Sperlinga Oneto (1658-1861), l'ultimo dei quali lo concesse in enfiteusi al barone Nunzio Nicosia, i cui discendenti lo donarono al comune di Sperlinga nel 1973. E' famosa la scritta postuma in latino scolpita sull'arco a sesto acuto nell'androne del Castello, dal Principe del Castello Giovanni Natoli: QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT, tale scritta postuma e' legata alle vicende dei Vespri Siciliani (1282) quando una guarnigione francese di angioini si asserraglio' all'interno del castello e resistette all'assedio per oltre un anno.

LA MORGANTINA

LA MORGANTINA  Open
Loc. AIDONE - SICILIA  Navigatore
20 Km da IL MANDORLETO
  Area Piazza Armerina, San Cono, Caltagirone
Il Museo Archeologico di Aidone, realizzato nel secentesco convento dei Cappuccini e inaugurato poco piu' di venti anni fa, costituisce l'ideale collegamento fra la cittadina e il piu' remoto passato di questo territorio. Quando i coloni lombardi di cui abbiamo scritto si stabilirono qui, non sapevano assolutamente di non essere stati i primi a scegliere come residenza questa zona della Sicilia. Ritenevano che le sparse pietre che emergevano nelle campagne, pochi chilometri a est di Aydon, appartenessero alla citta' di Herbita e non a Morgantina. Solo nel 1955, una spedizione di archeologi dell'universita' di Princeton riusci' a identificare Morgantina, mettendo in luce quel che era rimasto dopo la distruzione ordinata da Ottaviano nel 36 a.C. L'importanza di Morgantina e' legata soprattutto al fatto che la sua scoperta ha permesso agli archeologi di approfondire & attraverso la diretta visione di preziosi reperti e di strutture architettoniche & i rapporti fra le comunita' indigene della Sicilia e i greci che, a partire dal VI secolo a.C., intrapresero la colonizzazione delle aree interne dell'isola. Reperti che oggi sono in buona parte custoditi dal museo di Aidone, ordinati per temi e cronologia, illustrano ai visitatori le varie vicende della cittadina. Quelli che chiamiamo 'indigeni', a dire la verita' erano a loro volta venuti da fuori: i Siculi & e nel caso specifico la tribu' dei Morgeti & provenivano dalla penisola italiana, dalla quale erano giunti circa mille anni prima di Cristo. Essi ricacciarono verso ovest e sud i Sicani e si stabilirono in varie localita' dell'isola, fra cui appunto il pianoro fra le colline ove fondarono Morgantina. Un luogo che, ancora oggi, conserva intatta la sua selvaggia e solitaria bellezza. Intorno al 560 a.C., coloni provenienti dalla costa si impadronirono della citta'. In un primo momento la coabitazione fu pacifica, in seguito invece i Greci iniziarono una sistematica prevaricazione degli indigeni, impossessandosi, ad esempio, dei loro culti ed ellenizzandoli. Nel 459, Morgantina venne conquistata e distrutta dall'esercito di Ducezio, il capo della synteleia (lega sicula), repressa nel sangue dai Greci. L'abitato si trasferi' cosi poco lontano, in contrada Serra Orlando. Nel volgere di breve tempo, anche grazie alla sua fortunata posizione sulla via che collegava la costa settentrionale della Sicilia alla sua parte meridionale, divenne uno dei piu' importanti centri agricoli dell'entroterra, raggiungendo grande prosperita' e ricchezza, specie durante il periodo di Timoleonte e Agatocle (IV secolo) e soprattutto nel lungo regno di Gerone II (275-215 a.C.)

OLIVA NOCELLARA DEL BELICE DOP

OLIVA NOCELLARA DEL BELICE DOP  Open
Loc. PETRALIA SOTTANA - SICILIA  Navigatore
25 Km da IL MANDORLETO
  Area Caltanissetta, Enna, Pietraperzia
  Brochure PDF
Oliva Nocellara del Belice e' un prodotto ortofrutticolo italiano con due denominazioni di origine protetta (DOP). Si tratta di un'oliva particolarmente grossa e gustosa, che si produce in provincia di Trapani, prevalentemente nel triangolo compreso tra Castelvetrano, Partanna e Campobello di Mazara. Essendo un'oliva a duplice attitudine si produce anche un'ottima oliva da mensa. Raccolta da fine Settembre, produce un olio dal profumo interessante e dal gusto particolarmente inteso e corposo, fruttato e con sentori di pomodoro, il Valle del Belice DOP (almeno 70%) e il Valli Trapanesi DOP. E' consigliato per arrosti e contorni di verdure, sia crude che cotte. E' l'unico prodotto in Europa ad avere due DOP per la stessa varieta': Valle del Beli'ce per l'olio (GUCE L. 273 del 21.08.04) e Nocellara del Beli'ce per l'oliva da mensa (GUCE L. 15 del 21.01.98). L'oliva Nocellara del Belice e' usata per la produzione del Belicino, un formaggio riconosciuto prodotto agroalmentare tradizionale (P.A.T.) siciliano

UVA DA TAVOLA DI CANICATTI IGP

UVA DA TAVOLA DI CANICATTI IGP  Open
Loc. CANICATTI AG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
36 Km da IL MANDORLETO
Altitudine: 447 mt. s.l.m.  Area Caltanissetta, Agrigento, Pietraperzia
  Brochure PDF
L'Uva da Tavola di Canicatti' IGP presenta acini di forma sferoidale-ellissoidale di dimensioni medio grosse, caratterizzati da una polpa carnosa e croccante, dolce con delicato aroma di moscato. L'epicarpo e' giallo tenue - giallo paglierino dorato. La zona di produzione dell'Uva da Tavola di Canicatti' IGP comprende diversi comuni in provincia di Agrigento e Caltanissetta. La vite arrivo' nel Mediterraneo gia' nel 600 a.C.. I Fenici la fecero conoscere in Francia, mentre i Romani in Germania. In particolare la coltivazione dell'uva della tipologia 'Italia', pur essendo stata introdotta nella prima meta' del XX secolo, si affermo' solamente agli inizi degli anni &70 nella zona di Canicatti', dove prese il posto delle tradizionali colture di cereali, mandorli e leguminose. Prodotta nell'Agrigentino apprezzata e riconosciuta in varie parti del mondo, l'Uva Italia di Canicatti' e' 'creatura' dell'illustre genetista Alberto Piovano, grazie all'incrocio di due varieta' di viti, Bicane e moscato d'Amburgo. Il risultato di questo incrocio e' un'uva di bell'aspetto, di grossa pezzatura e molto resistente. Si riesce a conservarla per oltre un mese, se collocata in ambienti molto umidi a basse temperature. Oltre al canonico consumo fresco, l'uva puo' essere impiegata come ingrediente nella preparazione di dolci, marmellate e succhi. Disinfettante ed antivirale, diuretica e lassativa

ARANCIA ROSSA DI SICILIA

ARANCIA ROSSA DI SICILIA  Open
Loc. PETRALIA SOTTANA - SICILIA  Navigatore
25 Km da IL MANDORLETO
Altitudine: 622 mt. s.l.m.  Area Caltanissetta, Enna, Pietraperzia
  Brochure PDF
In inverno il modo migliore per combattere i malanni di stagione e' fare il pieno di vitamina C. Questo e' noto. Ma pochi sanno pero' che c'e' un frutto in particolare che ne contiene piu' degli altri, ben il 40%. E' l'Arancia Rossa di Sicilia IGP. Tale caratteristica e' dovuta alla presenza nella sua polpa di pigmenti, detti antociani, che le conferiscono il colore rosso, e una notevole concentrazione di sostanze antiossidanti (acido ascorbico oltre ai gia' citati flavonoidi), che aiutano a combattere i radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento. Rendendo il corpo piu' resistente verso diverse affezioni di varia natura tra cui bronchite, malattie cardiovascolari, cefalea e reumatismo. Ricca di acqua (87%), povera di grassi (34 calorie per 100 grammi) e proteine, l'Arancia Rossa di Sicilia IGP contiene molti minerali come calcio, fosforo, potassio, ferro selenio e soprattutto diverse vitamine fra cui, oltre alla vitamina C, la A, B1, e la B2. Ma non e' tutto. Migliora il sistema respiratorio, facilita la deposizione di calcio e fosforo nelle ossa e nei denti, e' indicata infatti nella dieta delle donne in gravidanza ed in menopausa. Inoltre i caroteni prei della vitamina A sono ottimi alleati del sistema visivo e contrastano le infezioni di varia natura. L'areale di produzione e' compreso tra le province di Enna, Catania e Siracusa. L'Arancia Rossa di Sicilia rappresenta un esempio di stretto legame tra fattori climatici e caratteristiche del prodotto; le stesse varieta' di arancia, infatti, coltivate in altri climi non presentano il particolare colore e le specifiche caratteristiche organolettiche che le hanno rese famose nel mondo. L'Arancia Rossa di Sicilia IGP, frutto dal sapore dolce e caratteristico, e' presente in commercio in tre varieta': Tarocco, Moro e Sanguinello. Grazie alle preziose proprieta' nutrizionali e alla succosita' e' da preferire alle altre arance. Ed e' bene consumarla soprattutto in questo periodo dell'anno, perche' proprio in questi mesi il frutto esprime il massimo delle sue qualita' benefiche in fatto di gusto e sapore. Spremuta o a spicchi, l'Arancia Rossa di Sicilia e' l'alleato piu' fedele e gustoso della nostra salute

AGYRION

AGYRION  Open
Loc. AGIRA EN, ITALIA - SICILIA  Navigatore
31 Km da IL MANDORLETO
Altitudine: 617 mt. s.l.m.  Area Sperlinga, Enna, Nicosia
Agyrion (Agyrium per i Romani, oggi Agira in provincia di Enna) e' stata una citta', prima sicula e poi greca. Fu la patria dello storico Diodoro Siculo (I secolo a.C.). Fu governata dai tiranni, uno dei quali, Agyris, fu il piu' potente governante della Sicilia centrale. Era contemporaneo di Dionisio il vecchio, e riusci' a resistere assieme a lui alle forze cartaginesi comandate da Magone che invasero il territorio di Agyrion nel 392 a.C. Agyrion divenne citta' greca solo nel 339 a.C. quando Timoleonte, corinzio, caccio' via l'ultimo tiranno ed insedio' una colonia di 10 000 greci, come riportato da Diodoro Siculo. Sempre secondo Diodoro Timoleone costrui' splendidi edifici. Diodoro attribuisce ad Eracle la creazione dei temenos di Iolao e di Gerione e del vicino lago. Intorno alla meta' del V secolo a.C. ad Agyrion vengono coniate alcune delle prime monete di bronzo, che rappresentano quindi uno dei primi esempi di monete fiduciarie, cioe' di monete il cui valore non era determinato dal valore intrinseco del metallo contenuto. I Romani la chiamarono Agirium. Da Agyrium veniva un certo Apollodoro, uno dei piu' influenti cittadini della citta', che testimonio' contro Verre. Dall'orazione appare l'immagine comunque di una citta' industre e benestante, derubata da Verre. Fu evangelizzata da San Filippo, detto il Siriaco, del quale assunse il nome che conservo' fino al 1860

VILLA DEL CASALE

VILLA DEL CASALE  Open
Loc. PIAZZA ARMERINA - SICILIA  Navigatore
13 Km da IL MANDORLETO
Altitudine: 573 mt. s.l.m.  Area San Cono, Aidone, Pietraperzia
  Brochure PDF
La villa del Casale e' una dimora rurale tardo-romana i cui resti sono situati nell'immediata periferia di Piazza Armerina (EN), in Sicilia. Dal 1997 fa parte dei Patrimoni dell'umanita' dell'UNESCO. Nei famosi mosaici della villa lavorarono maestranze africane (e forse anche romane, come testimoniano alcuni motivi di derivazione sicuramente urbana) per un insieme di circa 3500 m². Ognuno dei quattro nuclei della villa e' disposto secondo un proprio asse direzionale. Tuttavia tutti gli assi convergono al centro della vasca del peristilio quadrangolare. Nonostante le apparenti asimmetrie planimetriche, la villa sarebbe dunque il frutto di un progetto organico e unitario che, partendo dai modelli correnti nell'edilizia privata del tempo (villa a peristilio con aula absidata e sala tricora), vi introdusse una serie di variazioni in grado di conferire originalita' e straordinaria monumentalita' all'intero complesso. L'unita' della costruzione e' testimoniata anche dalla funzionalita' dei percorsi interni e della suddivisione tra parti pubbliche e private. I tempi di costruzione, furono inizialmente valutati in un periodo di cinquanta-ottanta anni, e poi ridotti a circa cinque-dieci anni. Oggi si tende a credere ad una durata corta dei lavori. La funzione delle sale e' quasi sempre suggerita da allusioni nei mosaici pavimentali. La divisione in tre nuclei distinti, anche dal punto di vista degli assi, e materialmente divisi consentiva usi separati, senza il rischio di confusioni o indiscrezioni. La grande funzionalita' era legata a un'esasperata ricerca degli effetti prospettici e delle planimetrie con linee curve (soprattutto nelle terme e nel triclinio sud). La successione vestibolo-corte-nartece-aula absidata, gia' in uso durante l'architettura aulica del basso Impero (come la basilica di Costantino a Treviri), con una notevole intercambiabilita' verra' ripresa come impianto delle basiliche cristiane (antica basilica di San Pietro in Vaticano) e, piu' tardi, delle moschee arabe. La villa a padiglioni o a nuclei non e' una tipologia isolata a Piazza Armerina, ma, oltre ad essere documentata in un'altra villa siciliana presso Noto, ha precise corrispondenze in ville africane e deve il suo modello originario alla villa Adriana di Tivoli.

PIETRAPERZIA

PIETRAPERZIA  Open
Loc. PIETRAPERZIA ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
11 Km da IL MANDORLETO
Altitudine: 462 mt. s.l.m.  Area Caltanissetta, Piazza Armerina, Enna
Sulla base delle indicazioni di storici e geografi pare che Pietraperzia abbia avuto origine da una antichissima colonia greca in Sicilia chiamata Caulonia. Pietraperzia deve alla dominazione saracena sia il nome che la sua prosperita'. Epoca aurea per Pietraperzia si puo' considerare il secolo sedicesimo quando i Barresi, baroni della citta', assursero prima alla dignita' di marchesi con Matteo III Barresi, il fondatore di Barrafranca (1529), e poi di principi con Pietro Barresi (1564). Il Castello di Pietraperzia loro abitazione divento' allora ambi'to ritrovo di gente amante della cultura e della politica. Grave fu la crisi sociale che investi' la citta', culminando nella tragica costituzione di una banda armata da parte di Antonino Di Blasi, inteso Testalonga, il quale creo', in poco piu' di due anni di banditismo (1765-1767), un'esteso clima di terrore in tutta la Sicilia. Dal 1926 Pietraperzia entra a far parte della nuova provincia di Enna. Tra gli edifici ricordiamo: la Chiesa Matrice, il Santuario della Madonna della Cava, il Palazzo del Governatore (XVI secolo). La Piramide di Pietraperzia Sull'altopiano di Cirummeddi (Cerumbelle) si trovano una serie di acrocori naturali tra cui quello della piramide. Essa consta di un insieme di strutture megalitiche di probabile eta' neolitica, su cui sono inserite costruzioni successive fino al basso medioevo. L'aspetto e' collinare e piramidale di altezza di circa 12 metri. La base della struttura, lunga 55 metri e larga 30, appare composta da tre ordini di gradoni mozzati verticalmente da quattro scalette intagliate attraverso cui si accede alle terrazze soprastanti, collegate da rampe a piani inclinati. Le scalette corrispondono ai quattro punti cardinali. Il monumento si presenta con due idee costruttive dalla forte connotazione simbolica: quella del cerchio (la sua circonferenza) e quella del quadrato (la pianta costruttiva dei piani superiori in esso innestata). Festa della compatrona Maria SS. della Cava 14 e 15 agosto, il 16 agosto festa del compatrono San Rocc

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI  Open
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI, CONTRADA PISCIOTTO, NISCEMI CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
44 Km da IL MANDORLETO
  Area Mazzarrone, Gela, Caltagirone
Nella sughereta di Niscemi, insieme a lecci e roverelle, sono rappresentati gli arbusti tipicamente sempreverdi della macchia-foresta mediterranea. Il magnifico bosco del passato e' ormai un ricordo, ma restano ancora ambienti interessanti dove si trovano il lentisco, il carrubo, l'olivastro, il mirto, il corbezzolo, la fillirea e la palma nana. Il sottobosco ricco e luminoso e' popolato da una fauna diversificata che annovera il gatto selvatico e la volpe; ghiri e topi quercini. Nel bosco nidificano piccoli silvidi, il picchio rosso maggiore e l'upupa

PIAZZA ARMERINA

PIAZZA ARMERINA  Open
Loc. PIAZZA ARMERINA ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
14 Km da IL MANDORLETO
Altitudine: 687 mt. s.l.m.  Area Aidone, San Cono, Caltagirone
Piazza Armerina sorge su un'altura dei monti Erei meridionali, nella Sicilia centrale, a quasi 700 m d'altitudine e a poca distanza da Enna. E' al centro di una vastissima zona archeologica classica, fu abitata fin dalla preistoria, almeno dal VII sec. a.C. in poi. Non abbiamo a disposizione documenti del tempo della conquista normanna in Sicilia che ci possano illuminare sulla Piazza bizantina o araba eventualmente preesistente. La sua storia e' legata, a quella della conquista normanna a partire dal 1061 quando i biondi guerrieri nordici, dopo Messina cinsero d'assedio Enna (non potendola prendere) e affrontando durissime battaglie sul fiume Ditta'ino e a Cerami. Gaufredus Malaterra, monaco a S. Agata di Catania e cronista normanno, nell'opera De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis, descrisse dettagliatamente l'itinerario dell'esercito normanno nell'impresa di Sicilia e nomino' alcune localita' del nostro territorio da cui probabilmente passo' il Conte, come Anaor e Naurcium (verosimilmente Naone e Montagna di Marzo), ma nessun documento riporta il nome di Piazza che, invece, comincia a comparire, come nome latino Platia o Placia o quello greco Platza, nella diplomatica intorno al 1122, mentre il nome arabo Iblatasah appare in due diplomi di Simone Aleramico, uno del 1141 e l'altro del 1148. Il Castello Aragonese fu costruito alla fine del 1300, ai tempi di re Martino I d'Aragona, che vi risiedette a lungo, mentre il vecchio castello, che si trovava sull'estremita' opposta della collina, veniva smantellato e ceduto ai Francescani per erigervi un convento. Della primitiva costruzione, elevata sensibilmente in altezza in triplice ordine di vani, restano soltanto due vani. I monumenti, le chiese, gli antichi palazzi, il barocco siciliano che li adorna, rendono Piazza Armerina una splendida citta' d'Arte. Passeggiando per le vie del centro storico, si ha la sensazione di rivivere gli antichi splendori. Tra i siti archeologici di maggior interesse, la Villa Romana del Casale, patrimonio dell'UNESCO che risale alla fine del III secolo D.C. Magnificamente ornata da stupendi mosaici, fu scoperta alla fine del 1800 per poi essere completamente portata alla luce nella meta' del '900. Il suo immenso valore di documento di storia dell'arte e' dovuto principalmente agli oltre 40 pavimenti a mosaico policromo, disposti su una superficie di oltre 3.500 mq., che rappresentano un compless

ENNA

ENNA  Open
Loc. ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
11 Km da IL MANDORLETO
  Area Pietraperzia, Caltanissetta, Piazza Armerina
Enna e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Sicilia e si trova posizionata al centro dell''isola su un altopiano dei Monti Erei a mille metri di altezza. E'' un famoso centro agricolo ed archeologico conosciuto in tutta Italia. Storicamente Enna possiede un''origine molto antica: venne colonizzata dai Greci (la chiamarono Henna) tra il VII ed il Vi secolo a.c. Successivamente venne dominata dai Siracusani, dai Cartaginesi e dai Romani. Divenne poi una fortezza bizantina ed in seguito colonizzata dagli Arabi. Enna raggiunse il suo massimo splendore nel XVII secolo e dopo un lungo periodo di decadenza successiva riprese vigore nel 1860 con l''annessione al Regno d''Italia. Da vedere: Chiesa di San Francesco: questa chiesa risale al XIV secolo ma e' stata successivamente rimaneggiata. Possiede un bellissimo campanile del 1500 sito su di una scarpata e strutturato a tre ordini sovrapposti. L''interno e' composto da un''unica navata e vi si puo accedre mediante una grande scalinata. Vi sono conservate alcune opere degne di nota come ad esempio la croce lignea dipinta su entrambi i lati, una tavola del XVI secolo che raffigura l''Epifania ed i bellissimi affreschi di Giovan Battista Bruno (del XVII secolo). Castello Normanno di Sperlinga: Sperlinga e' una cittadina in provincia di Enna che dista circa 50 km. Il suo nome deriva dal latino ''spelunca'' che significa grotta dato che nelle zone limistrofe sono presenti molte caverne trogloditiche. Nella piazza principale di questo paese si trova un bellissimo castello Normanno edificato nel Medioevo. Si puo accedere a questo maniero tramite una grande gradinata scavata nella roccia. All''interno del castello vi sono svariate camere di cui alcune scavate nella roccia. Nel piazzale occidentale del castello sono presenti i resti della Chiesa di San Luca. Dall''uscita settentrionale del Castello si puo accedere al ''giardino del Duca'', un campo alberato. Aree archeologiche di Centuripe: Centuripe e' un paese in provincia di Enna che dista dalla citta circa 60 km. Si tratta di un bel borgo di montagna famoso per la produzione di grano, agrumi, olive e frutta. Nella parte orientale di questo paese sono stati trovati dei resti molto importanti tra cui il Castello di Corradino, resti di un mausoleo romano di eta imperiale e resti di Bagni Termali. Vi sono poi resti di un''abitazione greca con mosaici e pitture parietali. E'' presente il Museo Archeologico dove e' possibile ammirare reperti quali i resti di un sarcofago, vasi, sculture e pitture

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.  Open
Loc. SAN CONO CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
22 Km da IL MANDORLETO
  Area Piazza Armerina, Caltagirone, Aidone
Tra le caratteristiche distintive del &Ficodindia di San Cono' si ricordano le grandi dimensioni dei frutti, la buccia dai colori intensi e vivi, un profumo molto delicato e un sapore molto dolce. La dolcezza e le dimensioni del frutto, rispetto ad altre zone di produzione siciliane, risultano essere degli importanti parametri distintivi poiche' correlati alla tipicita' della zona geografica. La zona di produzione del &Ficodindia di San Cono' comprende il territorio posto ad altitudine compresa tra 200 e 600 metri s.l.m., dei Comuni di San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Piazza Armerina (EN e Mazzarino (CL). Le particolari caratteristiche del &Ficodindia di San Cono' si sviluppano grazie alla perfetta combinazione di fattori ambientali ed umani che caratterizzano la zona di produzione. Infatti, il territorio e' dotato di caratteristiche particolari, quali l'altitudine e la conformazione orografica che rappresentano elementi essenziali nella determinazione delle particolari condizioni di intensita' e qualita' della radiazione luminosa, dell'alternanza dei cicli di bagnatura-asciugatura dell'epicarpo dei frutti e dell'escursione termica giornaliera, soprattutto nel periodo di maturazione dei frutti

RISERVA NATURALE ORIENTATA SAMBUCHETTI

RISERVA NATURALE ORIENTATA SAMBUCHETTI  Open
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA SAMBUCHETTI - CAMPANITO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
43 Km da IL MANDORLETO
  Area Sperlinga, Agira, Cesarò
Il valore naturalistico della riserva di Sambuchetti Campanito e' eccezionale per la varieta' di ambienti e la biodiversita' presenti in quest'area. Il sistema montuoso, cui appartengono i monti Campanito (1.514 m s.l.m.) e Sambuchetti (1.559 m s.l.m.), e' una catena parallela ai vicini Nebrodi con cui condivide affinita' geologiche non indifferenti: si tratta di depositi del Flysh Numidico, essenzialmente formato da detriti accumulatisi ad opera di correnti sottomarine e poi affiorati in fasi successive. L'ambiente e' fondamentalmente a vocazione agro-silvo-pastorale e non presenta particolari emergenze archeologiche o storiche degne di rilievo. Nei dintorni e' possibile visitare Sperlinga ed il suo famoso castello posto su un rilievo che domina il paesaggio circostante

CALTANISSETTA

CALTANISSETTA  Open
Loc. CALTANISSETTA, ITALY - SICILIA  Navigatore
16 Km da IL MANDORLETO
  Area Pietraperzia, Enna, Canicattì
Caltanissetta e' una delle province della regione Sicilia. Si trova nella parte interna dell''isola ai piedi del monte San Giuliano. Questa sua posizione geografica ha favorito notevolmente l''insediamento di varie popolazioni tra cui i Siculi, i Sicani e soprattutto i Greci. In seguito nell''829 venne conquistata dagli Arabi e prese il nome di Kastra-Nissa. Successivamente venne dominata dai Normanni, dagli Svevi, dagli Angioini e dagli Aragonesi e poi da alcune signorie siciliane. Nel 1860 venne poi annessa al Regno d''Italia dopo un lungo dominio di Spagnoli e Borboni. Questa grande storia eterogenea ha lasciato tracce indelebili sul territorio nisseno: si trovano infatti bellissimi siti archeologici, castelli medievali con torri di avvistamento, palazzi e bellissime chiese di vari comuni, impianti minerari (solfare) ed i forni di arricchimento dello zolfo (gills) oggi rimasti come testimonianza dell''industria solfifera siciliana. Da vedere: Castello di Falconara: originariamente questo castello era una torre di avvistamento. Questa costruzione sorge sulla costa a ovest di Gela e nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche che gli hanno conferito l''aspetto di un vero e proprio maniero medievale. Nei primi anni del XIX secolo divenne proprieta di Giorgio Wilding che fece aggiungere alla costruzione originaria un salone ed un grande terrazzo a picco sul mare. Successivamente il castello passo ai Chiaramonte che impreziosirono le stanze con quadri, ceramiche e mobili antichi di grande pregio. Abbazia di Santo Spirito: questa e' probabilmente la chiesa piu antica di Caltanissetta. E'' stata costruita prima dell''anno Mille, e' in stile romanico e possiede tre absidi. Nel corso dei secoli ha subito numerose modifche e al suo interno sono conservati dipinti ed opere di grande valore, tra cui antichi testi sacri ed una bellissima fonte battesimale ottenuta da un''urna cineraria romana. Cattedrale: questa chiesa venne edificata tra il 1570 ed il 1622: e' in stile neoclassico ed la pianta a croce latina con tre navate separate da due ordini di colonne. Le navate laterali presentano bellissime nicchie con Statue della Vergine, di gesu Risorto e di alcuni Santi. All''interno della chiesa vi sono anche splendidi affreschi di Guglielmo Borremans (1720) che decorano le colonne, gli altari e la volta. Di notevole pregio sono anche l''organo in stiile barocco e la statua di San Michele Arcangelo (patrono della citta) delXVII secolo (opera di Stefano Li Volsi). La cattedrale ha subito recentamente nuovi restauri. Chiesa di San Sebastiano: questa bellissima chiesa si trova in Piazza Garibaldi accanto alla cattedrale. E''stata costruita nel XVI secolo come dono a San Sebastiano da parte del popolo della citta per ringraziarlo della liberazione dalla pesta bubbonica. Nel corso dei secoli questa chiesa ha subito ingrandimenti, rimaneggiamenti e restauri: la nuova facciata che possiede ricchi elementi architettonici risale ai primi anni del XIX secolo e venne realizzata dall''architetto Pasquale Saetta

SITO ARCHEOLOGICO DI GELA

SITO ARCHEOLOGICO DI GELA  Open
Loc. VIA PALAZZI, 1, GELA CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
45 Km da IL MANDORLETO
  Area Niscemi, Licata, San Cono
Secondo Tucidide la fondazione di Gela (l'antica Lindioi) avvenne per opera dei Rodio-Cretesi guidati da Antifemo e da Entimo: siamo nell'anno 689 a.C. I primi abitanti, dopo aspre lotte con le popolazioni preesistenti, cominciarono a penetrare verso l'interno. Salendo attraverso il fiume Gela iniziarono quel processo di ellenizzazione che in seguito avrebbe coinvolto altri centri vicini (Ariaiton, Maktorion e Omphake, l'attuale Butera). Gela raggiunse il suo massimo splendore tra il VI e il V secolo a.C. affermandosi quale centro greco dominante. Sotto i tiranni Cleandro, Ippocrate e Gelone assunse un importante ruolo politico-militare, contrapponendosi al blocco Cartaginese che dominava la Sicilia occidentale. Con la rivolta del 450 a.C. per l'autonomia dalla Grecia, Gela comincio' ad intraprendere la strada del declino. Dopo una fase di stasi, venne distrutta definitivamente dai Cartaginesi e dagli Agrigentini intorno al 280 a.C. Nell'intorno gelese sono moltissimi i siti archeologici, testimonianza di un lungo arco di tempo che dall'Eta' del rame giunge al Medioevo. Nella Collina di Molino a Vento sorge una necropoli neolitica con tombe a fossa circolare. Di notevole interesse e' l'Acropoli della citta' greca, con i suoi edifici sacri, la cinta muraria del VI secolo a.C., le abitazioni. A Capo Soprano si puo' osservare la cinta muraria di fortificazione, realizzata da Timoleonte nel IV secolo a.C. Verso l'esterno, fuori dalla cinta muraria, i santuari dedicati alle divinita' Demetra e Kore e il quartiere ellenistico del IV secolo a.C. con i bagni pubblici. Bitalemi e Piano Notaro presentano edifici tombali e i resti di santuari extraurbani. Infine bisogna citare Manfria, che presenta testimonianze dell'Eta' del bronzo, delle Fasi rodio-cretesi e del Medioevo (famosa e' l'omonima Torre di avvistamento). I reperti raccolti nel corso di questo secolo nei diversi siti archeologici sopra menzionati, sono custoditi nel Museo Archeologico di Molino a Vento. Molto noti sono i vasi corinzi del VII e VI secolo a.C., le antefisse a maschera sileniche e gorgoniche, le statuette sacre raffiguranti Demetra e Kore, i frammenti della ceramica attica. Molto interessante e' la Testa di Cavallo del V secolo a.C., costituente una decorazione acroteriale. Parecchi sono anche gli oggetti d'oro e d'argento, come orecchini a ventaglio e altri monili vari ritrovati in grande quantita' negli edifici tombali

Escursioni e attrazioni in SICILIA vicino a ENNA Pietraperzia Piazza Armerina Caltanissetta: 'SCALA DI S. MARIA DEL MONTE'   'PECORINO SICILIANO DOP'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO'   'CALTAGIRONE'   'SPERLINGA'   'LA MORGANTINA'   'OLIVA NOCELLARA DEL BELICE DOP'   'UVA DA TAVOLA DI CANICATTI IGP'   'ARANCIA ROSSA DI SICILIA'   'AGYRION'   'VILLA DEL CASALE'   'PIETRAPERZIA'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI'   'PIAZZA ARMERINA'   'ENNA'   'FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA SAMBUCHETTI'   'CALTANISSETTA'   'SITO ARCHEOLOGICO DI GELA'  

SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.