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torino hotel - escursioni punti di interesse attrazioni a parma

 ALBERGO HOTEL TORINO HOTEL

ALBERGO HOTEL
TORINO HOTEL

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a PARMA Torrile Maraffa Sala Baganza

PARMIGIANO REGGIANO

PARMIGIANO REGGIANO  Open
Loc. PARMA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
<1 Km da TORINO HOTEL
  Area Maraffa, Sala Baganza, Torrile
  Brochure PDF
Il Parmigiano Reggiano e' tra i formaggi piu' antichi e piu' ricchi che si conoscano. Si produce oggi sostanzialmente come otto secoli fa: stessi ingredienti, stessa tecnica di produzione, stessa cura artigianale. Il Parmigiano Reggiano e' un formaggio del tutto naturale, noto in tutto il mondo come 'Re dei Formaggi' per le particolari caratteristiche produttive, nutrizionali e organolettiche. Levata di Parmigiano-Reggiano Il latte delle Vacche Rosse di Razza Reggiana possiede alcune caratteristiche qualitative che lo differenziano dal Parmigiano Reggiano tradizionale. La Rossa produce un terzo in meno di latte rispetto alla razza Frisona, ma possiede una maggiore resa nella caseificazione. In particolare nel latte di Vacche Rosse si riscontra una variante della Caseina, la proteina fondamentale del processo di trasformazione del latte in formaggio, che garantisce una migliore predisposizione del formaggio alla lunga stagionatura, con una conseguente migliore digeribilita'. Per questo il regolamento di produzione del Parmigiano Reggiano Vacche Rosse prevede che il prodotto possa essere commercializzato esclusivamente dopo un minimo 24 mesi di stagionatura, contro i 12 del Parmigiano Reggiano tradizionale. Il risultato e' un formaggio che, nonostante la lunga stagionatura, mantiene un sapore dolce, delicato e persistente. Inoltre, anche le proprieta' organolettiche sono differenti. Caratteristico il colore giallo paglierino, l'elasticita' della grana, l'aroma intenso ma delicato anche oltre i trenta mesi di stagionatura. Il regolamento di produzione La produzione del Parmigiano Reggiano Vacche Rosse e' regolamentato dal rigido disciplinare del Consorzio di Tutela del formaggio Parmigiano Reggiano, depositato presso la Comunita' Europea, in quanto il Parmigiano Reggiano e' un formaggio a Denominazione di Origine Protetta (DOP), cioe' un prodotto che, in virtu' delle caratteristiche distintive e del legame con il territorio d'origine, gode di un regime di protezione accordato dalla CE a tutela del consumatore e del produttore. Oltre a cio' il Parmigiano Reggiano Vacche Rosse sottosta' ad un ulteriore regolamento di produzione specifico (il 'Regolamento di Produzione del Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse') redatto dall'Associazione Nazionale Bovini Razza Reggiana, unico organismo legittimato ad attestare il legame fra la razza e il formaggio. Tale disciplinare prevede solo erba, fieno e mangimi certificati no OGM, divieto assoluto di qualsiasi tecnica alimentare che serva a forzare la produzione, massima attenzione al benessere animale. Ecco perche' nelle nostre stalle troviamo ancora animali che superano tranquillamente i 10 anni di eta', cosa assai rara per altri tipi di allevamenti. La nostra produzione, iniziata nel 1991, ha sempre cercato di essere sostenibile nel rispetto dell'ambiente, degli animali e dei consumatori. La marchiatura Applicazione DOPOgni forma del Parmigiano Reggiano Vacche Rosse riporta la marchiatura del Parmigiano Reggiano tradizionale: Contiene la dicitura DOP prevista dalla regolamentazione dell'Unione Europea che, appunto, ha stabilito che il Parmigiano Reggiano possa fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta, a garanzia di una provenienza e di una produzione da una zona tipica, un ambiente irripetibile altrove. La punteggiatura, col nome Parmigiano Reggiano, impressa a fresco su tutto lo scalzo della forma, individua il nome e rappresenta il marchio di origine. Sempre su ogni forma, assieme alla dicitura DOP, al mese e l'anno di produzione, interrompe l'armoniosa espressione dei puntini un numero proprio di ogni caseificio. Cosicche', con un apposito prontuario del Consorzio di Tutela, e' possibile risalire ad ogni singolo produttore di quel formaggio. Quando il grana avra' circa un anno d'eta' sara' espertizzato, cioe' valutato con ago e martello forma per forma, dagli esperti del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano. Solo il formaggio di qualita', cioe' privo di gravi difetti, potra' fregiarsi del marchio a fuoco ovale recante la dicitura 'Parmigiano Reggiano Consorzio di Tutela': attestazione dei requisiti prescritti dallo standard produttivo. Ma per diventare Parmigiano Reggiano Vacche Rosse la strada e' ancora piu' lunga. Nei magazzini prescelti per la stagionatura, il Parmigiano Reggiano delle vacche rosse riposera' e maturera' per altri dodici mesi. Quando le forme avranno raggiunto i due anni d'eta', gli esperti dell'Associazione Nazionale Allevatori Bovini Razza Reggiana valuteranno la qualita' della forma, anche con l'ausilio delle piu' moderne tecnologie. Solo le forme eccellenti potranno recare impressa la preziosa incisione delle Vacche Rosse: un inconfondibile marchio a fuoco impresso sul piatto della forma. Ogni forma e', inoltre, contrassegnata da un codice alfanumerico riportato su di una placca di caseina che accompagna la forma per tutta la durata della propria vita. Tramite questo codice e' possibile risalire al giorno di produzione, al caseificio produttore, e agli allevamenti coinvolti nel conferimento del latte per produrla

NEVIANO DEGLI ARDUINI

NEVIANO DEGLI ARDUINI  Open
Loc. NEVIANO DEGLI ARDUINI - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
25 Km da TORINO HOTEL
  Area Lesignano de' Bagni, Canossa, Felino
Il Comune di Neviano degli Arduini e' situato sui primi rilievi dell'Appennino tosco-emiliano, al confine con la provincia di Reggio Emilia. Fa parte dell'e dei Comuni Parma Est. Il suo territorio, di circa 10.587 ettari, e' lambito dai torrenti Enza e Parmossa e attraversato dalla Val Toccana e dalle valli del Termina di Torre e Termina di Castione, conta 17 frazioni ognuna con numerose altre piccole localita' che hanno conservato tutto il loro fascino e il loro interesse dal punto di vista architettonico, antropologico e artistico. La cima piu' alta e' quella del Monte Fuso (1117 m slm), l'economia e' prevalentemente agricola (nota soprattutto per il marchio dell'Oasi Biologica Nevianese) e imponente e' l'allevamento del bestiame, la produzione del formaggio parmigiano-reggiano, la stagionatura dei prosciutti e la coltivazione dei famosi 'Marroni di Campora'

LIPU: OASI CELESTINA

LIPU: OASI CELESTINA  Open
Loc. CAMPAGNOLA EMILIA RE, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
37 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Fossoli, Suzzara, Reggio Emilia
L'Oasi Celestina e' situati nei pressi di Campagnola Emilia, in provincia di Reggio Emilia. Nasce sul finire degli anni '90 da una donazione di Maria Celestina Freddi, socia Lipu e appassionata di natura che, con un lascito testamentario lascia i 12 ettari della sua proprieta' all'Associazione. Quello che era un fondo agricolo, viene trasformato nel 2001 in una zona umida grazie alla collaborazione dell'allora Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia (adesso Consorzio di Bonifica Emilia centrale). Vengono scavati due invasi, che fungono anche da casse di espansione, collegate ai canali di bonifica del territorio circostante. Come ultima cosa vengono installati il Centro visite e il Capanno di Osservazione. L'Oasi Celestina e' inaugurata ufficialmente nella primavera del 2005 grazie alla collaborazione con Comune Campagnola Emilia e poi dal 2009 della Provincia Reggio Emilia. Dal 2012, grazie ad un finanziamento del PSR-Programma Sviluppo Rurale, l'Oasi e' dotata di una Torretta di osservazione. Il paesaggio dell'Oasi e' in progressiva evoluzione: le varie piantumazioni di alberi e cespugli autoctoni hanno costituito una serie di siepi e di macchie cespugliate mentre il canneto ha colonizzando gli specchi d'acqua. Tra gli animali, le presenze piu' rilevanti riguardano senz'altro gli uccelli. Tra i nidificanti ci sono il Cavaliere d'Italia, l'Averla piccola, la Sterna comune, il Tarabusino, la Gallinella d'acqua, il Germano reale, la Passera mattugia. E' neiperiodi del passo migratorio che si possono vedere le specie piu' interessanti. Tra i limicoli, sono stati osservati Chiurlo piccolo, Chiurlo maggiore, Gambecchio, Piovanello pancianera, Combattente, Albastrello, Totano moro, Pantana, Pavoncella, Piro piro boschereccio e culbianco, Beccaccino, Pittima reale, Piovanello comune eccetera. In primavera si possono vedere il Fraticello e le tre specie di Mignattini, il comune, il piombato e l'alibianche, mentre in autunno e' stato osservato il Gabbianello. Tra i rapaci, osservati Nibbio bruno, Falco di palude, Albanella reale e minore, Sparviere, Poiana, Gheppio, Lodolaio e Pellegrino

PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO

PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO  Open
Loc. PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO, VILLA MINOZZO, REGGIO EMILIA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
38 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 763 mt. s.l.m.  Area Carpineti, Canossa, Neviano degli Arduini
Natura e storia tra Pianura Padana e Mar Ligure Tra i passi della Cisa e delle Forbici, i crinali boscosi che separano la Toscana dall'Emilia lasciano il posto a un ambiente di vera montagna. Le vette dell'Alpe di Succiso, del Monte Prado e del Monte Cusna superano i 2000 metri, le foreste lasciano il posto alle rocce, ai laghi e alle praterie d'alta quota. Piu' in basso, sul versante emiliano, l'inconfondibile Pietra di Bismantova domina il paesaggio con le sue pareti verticali. Il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano vanta una straordinaria ricchezza di ambienti, dalle praterie alle brughiere a mirtillo alle vette piu' impervie; e ancora laghi, cascate, specchi d'acqua, pareti rocciose che si stagliano a picco sui torrenti; animali come il lupo, il muflone, il capriolo, l'aquila reale e rarita' botaniche che fanno di intere zone veri e propri giardini botanici naturali. Il valore turistico di quest'area naturale punta anche su prodotti e servizi di qualita' a prezzi competitivi, eccellenti strutture per le attivita' sportive e il relax, adatte per vacanze... fino a 2000 metri. Beni culturali Nel descrivere le qualita' dei territori del Parco, non si puo' tralasciare il patrimonio culturale che arricchisce un paesaggio gia' notevole per quanto riguarda l'aspetto ambientale e naturale. Infatti, l'uomo ha vissuto questi territori fin da epoche molto antiche, come testimoniano i diversi scavi archeologici, che arrivano a riportare alla luce reperti dell'eta' preistorica. Ma li ha anche abitati nei borghi storici arroccati sui versanti boscosi, ne ha sfruttato la forza delle acque per alimentare le macine dei mulini, vi si e' difeso nei castelli fortificati e nelle case torre, vi si e' raccolto in preghiera nelle chiese e nelle pievi. Molto di questi beni e' giunto fino a noi, in condizioni piu' o meno integre, ma rimane comunque come documento della storia di questi luoghi e come prezioso tassello d'arte umana. Non bisogna dimenticare, infine, i vari musei che, dagli orti botanici, al museo del maggio al museo della stampa, ci raccontano le caratteristiche dei territori del Parco, quelle quotidiane cosi' come quelle piu' inaspettate

LIPU: OASI BIANELLO

LIPU: OASI BIANELLO  Open
Loc. PIAZZA BIANELLO, BIBBIANO RE, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
21 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 127 mt. s.l.m.  Area Montecchio Emilia, Canossa, Reggio Emilia
L'Oasi Bianello si trova immediatamente alle spalle di Quattro Castella ed e' uno splendido esempio di ambiente del basso Appennino emiliano, con quote attorno ai 300 metri: boschi, piccole praterie, macchie e coltivi, in provincia di Reggio Emilia. L'Oasi di protezione faunistica Bianello e' stata istituita nel 1981 dalla Provincia di Reggio Emilia e data in gestione alla Lipu nel 1993 attraverso un'apposita convenzione con il Comune di Quattro Castella e la Provincia Reggio Emilia. I boschi dell'appennino reggiano ospitano diversi tipi di latifoglie, le querce si mescolano a carpini, ornielli e aceri, su un ricco sottobosco arbustivo di cornioli, ligustri e noccioli. L'insieme dei differenti ambienti crea condizioni di vita ottimali per gli uccelli, qui presenti con oltre 130 specie tra sedentarie, svernanti e migratrici. Tra i rapaci, oltre ai piu' comuni Poiana e Gheppio, spicca lo Sparviere, simbolo dell'Oasi, con le sue spettacolari acrobazie nuziali e il suo rapido zigzagare tra il folto degli alberi a caccia di qualche Ghiandaia. La fine dell'inverno e' poi il momento ideale per riconoscere i suoni dei rapaci notturni: Barbagianni, Allocco, Civetta e Gufo comune emettono i loro inconfondibili richiami per manifestare la loro presenza e delimitare i propri territori dove, tra poche settimane, inizieranno l'allevamento dei pulcini. Anche al visitatore meno attento capitera' di imbattersi, lungo il Sentiero natura, in un chiassoso gruppo di piccoli uccelli colorati: i principali protagonisti di tanto rumore e tanta agitazione sono Cinciallegra, Cinciarella, Cincia mora e Cincia bigia, Codibugnolo e Fiorrancino

CASTLE OF FELINO

CASTLE OF FELINO  Open
Loc. FELINO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
18 Km da TORINO HOTEL
  Area Lesignano de' Bagni, Sala Baganza, Maraffa

The castle stands in a panoramic position overlooking the valleys of the Parma and Baganza streams. Built in 890, extended and fortified in the following centuries, it reached the height of its splendour in the mid-14th century with the powerful Rossi family, who held it until 1483. Captured by Lodovico il Moro (the Moor), it then passed to the Pallavicino, Sforza and Farnese families who completed the residential layout. Dominated by four angular towers, this square and solid building is encircled by a moat and preserves the &Courtyard of Honour' within its walls. It is a prestigious venue for banquets, exhibitions and conventions. The cellars house the Salami Museum. OPENING PERIOD: from March to December. OPENING HOURS: the castle can be partially visited (external walls and courtyard) from 5 March to 31 December, Saturday and holidays 10am-6pm. Free admission. Bar and restaurant. On the occasion of banquets it may not be possible to visit the castle; it is therefore advisable to telephone before setting off. Salami Museum, from 5 March to 8 December, Saturday and holidays, 10am-1pm and 3pm-6pm. Admission by payment. Guided visits upon reservation. Open (booking only) on Friday. PRICE TICKETS: free entry in the castle. Paying entrance in the Salami Museum: full price: Euro 5,00 Euro 4,00 for groups (min. 15 persons max. 30 persons) childrens from 6 to 13 years: Euro 3,00 schools-childrens and childrens from 6 to 13 years: Euro 3,00, from 14 years Euro 4,00 (free entry for the staff of teachers end attendants) free entry for handicapped persons and attendants Visit without tasting: Adults: Euro 3,00 Children: Euro 2,00 Groups: Euro 2,00 CONCESSIONS: reduced price for the possessors of 'Card del Ducato' Euro 4,00 PATH OF VISIT: External walls, Courtyard and Salami Museum. SERVICES: Restaurant service: Locanda della Moiana. Places: 70 . Closed monday and tuesday Available for meetings, banquets and gala dinners: capacity 400 persons ADDRESS: Via Al Castello, 14 - 43035 Felino (Parma) TELEPHONE: +39.0521.831809 - +39.0521.336020 - +39.333.2362839 FAX: +39.0521.272724 EMAIL: eventi@piuhotels.com -

CASTELLO DI TORRECHIARA

CASTELLO DI TORRECHIARA  Open
Loc. VIA DEL CASTELLO, LESIGNANO DE' BAGNI PR, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
18 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 281 mt. s.l.m.  Area Lesignano de' Bagni, Felino, Neviano degli Arduini
Il castello di Torrechiara sorge sulle colline di Torrechiara, vicino a Langhirano, a circa 18 km da Parma. La sua posizione elevata gli permette di dominare perfettamente la vallata dove scorre il torrente Parma, punto di incontro tra la citta' e la montagna poco distante. Fin dall'inizio doveva servire non solo come struttura difensiva ma anche come dimora isolata del conte Pier Maria II de' Rossi e della sua amante, Bianca Pellegrini di Arluno. E' considerato un esempio tra i meglio conservati di architettura dei castelli in Italia poiche' unisce elementi del medioevo a quelli del Rinascimento italiano. Di proprieta' dello Stato, e' in consegna diretta alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Parma e Piacenza, ed e' inserito nel circuito dell'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Il castello era originariamente difeso da tre cerchia di mura: la prima circondava la collina su cui sorge, la seconda proteggeva il borgo e la terza riparava il castello vero e proprio. Per superare ogni cerchio di mura era necessario passare attraverso un ponte levatoio, di cui e' possibile intuire la presenza dalle scanalature sul muro sotto cui si passa per accedere al castello. Vi erano in origine anche due fossati, uno a protezione del borgo, l'altro del castello, l'unico visibile ancora oggi. Il fossato e' sempre stato asciutto per specifica richiesta di Pier Maria II de' Rossi affinche' chiunque avesse tentato la scalata al castello potesse costituire un facile bersaglio delle guardie e non si potesse nascondere nell'acqua. Le mura erano inoltre costruite su alte scarpate in modo da rendere difficile la scalata ai nemici e resistere meglio ai proiettili delle prime armi da fuoco in dotazione ai soldati. Altro sistema di sicurezza perfettamente conservatosi e' dato dalle torri quadrate collegate fra di loro da una doppia cinta di mura un tempo merlate e poi coperte dal tetto, che circoscrivono il cortile interno o Corte d'Onore. La torre di San Nicomede si trova sopra l'omonima cappella dove pare vi siano le tombe vuote di Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini. Da qui si puo' osservare tutta la valle del Parma verso Langhirano. A Ovest guarda invece la torre del Giglio, ed e' cosi' chiamata perche' vi si trova lo stemma di Bianca Pellegrini. La torre che guarda ad est e' invece detta torre della Camera d'Oro perche' li' e' situata la stanza omonima. A Nord si trova la torre piu' alta, il mastio, detta torre del Leone, dallo stemma nobiliare della famiglia dei Rossi. Da queste torri, grazie a feritoie e caditoie, potevano essere lanciati detriti e acqua bollente. Inoltre, sembra che le altezze delle torri e delle cortine murarie nascondano relazioni proporzionali, rapportabili alle armonie musicali, ispirate alla geometria pitagorica e ai concetti filosofici che influenzarono l'arte del Rinascimento. Lasciato l'esterno rivestito di mattoni, tipico dell'architettura castellare dell'Italia centrale, si raggiunge l'interno dove le sale sono affrescate a grottesche, stile divenuto poi in uso comune tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI secolo.

LIPU: OASI DI TORRILE E TRECASALI

LIPU: OASI DI TORRILE E TRECASALI  Open
Loc. TORRILE - LOMBARDIA  Navigatore
13 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 32 mt. s.l.m.  Area Gussola, Fontanellato, Parma
Torrile e' nata nel 1988 grazie al lavoro di alcuni attivisti della Sezione Lipu di Parma che ha gradualmente trasformato una distesa di campi coltivati a mais e barbabietole in una zona umida naturale che si integrasse con le adiacenti vasche dello zuccherificio Eridania e che potesse attirare ed ospitare i numerosi uccelli di passo che, grazie alla vicinanza del Po, transitavano ancora numerosi in zona. Conosciuta dapprima come Oasi Lipu di Torrile, dal 2010 l'Oasi e' diventata la Riserva naturale di Torrile e Trecasali con un'estensione totale di 110 ettari e l'inclusione dei fontanili di Viarolo. Dal 2011 la Lipu collabora con Provincia Parma ed Ente di gestione Parchi Emilia occidentale per le attivita' gestionali. Nell'ambiente dell'ecosistema palustre, in pochi anni sono state osservate piu' di 300 specie di Uccelli. Il periodo migliore per l'osservazione e' la primavera, quando dai capanni di osservazione si possono avvistare le colorate Sgarze ciuffetto pescare sulle foglie della Ninfea gialla. E' comunque possibile osservare tutte le specie di ardeidi italiani che nidificano nella garzaia di importanza internazionale con circa500 coppie. Poi le anatre: coloratissimi i maschi, mimetiche le femmine. Durante le migrazioni e' possibile osservare stormi anche numerosi di Germano reale, Codone, Mestolone, Fischione, Alzavola, Marzaiola, Moriglione e Canapiglia. Ma la specie che in primavera attira maggiormente l'attenzione dei visitatori e' il Cavaliere d'Italia, inconfondibile per le lunghissime zampe rosse, il piumaggio bianco e nero e il becco sottile. Gli isolotti che costellano gli specchi d'acqua della Riserva sono i luoghi preferiti anche dalla Sterna comune, per costruire il nido. Tra ilimicoli presenti anche la Pavoncella, la Pantana, il Totano moro, il Combattente, il Beccaccino ed il Chiurlo maggiore. Il fiume Po che scorre vicino e' come una grande autostrada percorsa dai migratori. Cosi' in primavera e in autunno arrivano alla Riserva specie rare come la Cicogna nera, il Falco pescatore, l'Aquila anatraia maggiore, il Mignattaio, la Spatola (quest'ultima negli ultimi anni nidifica nella garzaia). Qualche segnalazione eccezionale avviene anche nel periodo invernale, come quelle della stupenda Aquila di mare e del velocissimo Falco pellegrino

CONSORZIO PARCO NATURALE OGLIO SUD

CONSORZIO PARCO NATURALE OGLIO SUD  Open
Loc. CONSORZIO PARCO NATURALE OGLIO SUD, PIAZZA DONATORE DEL SANGUE, 2, CALVATONE CR, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
40 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 24 mt. s.l.m.  Area Calvatone, Castel Goffredo, Gussola
Il Parco comprende il basso tratto planiziale del fiume Oglio, che va dal confine con il Parco Oglio Nord alla confluenza con il fiume Po, interessando le province di Cremona e Mantova. In questo tratto il fiume ha un andamento sinuoso che attraversa la pianura agricola, tra alte arginature. Il paesaggio e' fortemente antropizzato, spesso monotono, con un susseguirsi ordinato di coltivi, interrotti dai filari che costeggiano la fitta rete irrigua. Residui lembi di zone umide, ricchi di vegetazione naturale e fauna acquatica, si trovano in zona golenale

WWF: OASI DI MARMIROLO

WWF: OASI DI MARMIROLO  Open
Loc. REGGIO EMILIA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
38 Km da TORINO HOTEL
  Area Reggio Emilia, Modena, Maranello
Marmirolo e' l'Oasi WWF degli uccelli migratori, e non solo. L'Oasi WWF di Marmirolo si trova nell'omonima frazione del Comune di Reggio Emilia. Flora e fauna Gli uccelli rappresentano probabilmente l'elemento zoologico piu' vistoso e vario dell'Oasi. Un elevato numero di specie utilizzano l'oasi come luogo di sosta, nidificazione e riproduzione. Tra gli Ardeidi sono presenti airone cenerino, ed in primavera ed estate anche nitticora e tarabusino. Tra le anatre, l'alzavola e la marzaiola (di passo primaverile). Il tuffetto sosta talvolta durante le migrazioni. La gallinella d'acqua e' comune e presente tutto l'anno. La folaga e' abbastanza frequente in autunno inverno, ma qualche coppia si trattiene talvolta per nidificare. I rapaci piu' frequenti sono lo sparviero e la poiana: sebbene non siano legati all'acqua vengono attirati dalla relativa abbondanza di uccelli e micromammiferi, loro prede abituali. Strettamente legato all'acqua e' invece il raro falco pescatore, ospite abbastanza regolare dell'Oasi durante le migrazioni; la sua presenza si spiega probabilmente con l'abbondanza di pesce e con la tranquillita' della zona. Il martin pescatore e' presente tutto l'anno. La ballerina bianca e' stanziale, mentre in inverno e' a volte presente anche la ballerina Gialla. L'ambiente immediatamente circostante all'Oasi, fatto da gruppi di alberi e arbusti, incolti e coltivi, durante l'anno ospita regolarmente le seguenti specie: rondine, scricciolo, tordo bottaccio, capinera, lui' piccolo, usignolo, balia nera, cinciallegra, cinciarella, cutrettola, codibugnolo, fringuello, verdone, verzellino, cardellino, ghiandaia, gazza, cornacchia, allocco, civetta, tortora dal collare, picchio verde, picchio rosso maggiore.

PARCO FLUVIALE REGIONALE DELLO STIRONE

PARCO FLUVIALE REGIONALE DELLO STIRONE  Open
Loc. SALSOMAGGIORE TERME - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
32 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 156 mt. s.l.m.  Area Vigoleno, Castell'Arquato, Fontanellato
Un torrente tra pareti ricche di fossili Il Parco Fluviale Regionale dello Stirone comprende la fascia fluviale del torrente Stirone per una lunghezza di circa 14 chilometri, sul territorio di quattro comuni: Fidenza e Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, Vernasca e Alseno, in provincia di Piacenza. L'area protetta, istituita nel 1988 grazie alla sensibilita' di diverse associazioni e delle istituzioni locali, riveste un enorme interesse paleontologico, determinato anche dall'azione erosiva del torrente che, in seguito alle massicce escavazioni di ghiaia degli anni '50 e '60, ha portato alla luce strati di fossili di grande importanza scientifica. Altrettanto interessanti gli aspetti floristici, vegetazionali e faunistici, studiati a fondo negli ultimi anni: il Parco dello Sirone tutela habitat e specie vegetali e animali di interesse comunitario e risulta interamente inserito all'interno del SIC (Sito di Importanza Comunitaria) Torrente Stirone, nell'ambito della Rete Natura 2000

CASTELL'ARQUATO

CASTELL'ARQUATO  Open
Loc. CASTELL'ARQUATO PC, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
40 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 162 mt. s.l.m.  Area Castell'Arquato, Vigoleno, Salsomaggiore Terme
Mentre buona parte dell'Emilia Romagna, dal medioevo ad oggi, diventava a poco a poco un reticolo fitto di strade e citta', alcune zone collinari mantenevano il loro sapore dolce e un po' solitario, e quei ritmi squisitamente lenti che troppo spesso, oggi, dimentichiamo. A Castell'Arquato, in provincia di Piacenza, pare proprio che il tempo si sia fermato: se fuori dalle mura qualcosa e' cambiato, e il nucleo abitato si e' ingrandito negli anni, non si puo' dire lo stesso del suo prezioso centro storico. Qui, nell'abbraccio della Val d'Arda, tutto e' rimasto intatto: passeggiare per le strade del borgo e' come volgere lo sguardo indietro di secoli. Gli abitanti del posto - circa 5 mila - sono fieri di Castell'Arquato, che e' entrato a far parte del Club dei Borghi piu' belli d'Italia ed e' Bandiera Arancione del Touring Club. Ma il paesino non e' solo &bello': agli scorci graziosi, fatti di ciottoli antichi, torri, merli e passaggi segreti, si affiancano sapori gustosi, tradizioni divertenti, una grande cultura del vino e un paesaggio delicato subito fuori dal borgo. Un borgo che si spalma sino alla cima di un colle, dove la piazza rappresenta il suo punto piu' alto, ma scivola anche verso la Via Emilia o si arrampica in direzione dell'Appenino, dove si ammira la piccola frazione di Vigoleno. Il centro storico di Castell'Arquato e' un concentrato di monumenti storici e edifici sontuosi, primo fra tutti la Rocca Viscontea, realizzata da Luchino Visconti nella prima meta' del Milletrecento, per volere del comune piacentino. Con la singolare pianta a L, le mura di cui si conservano quattro torri difensive, e il massiccio dongione, e' senza dubbio una delle costruzioni militari piu' interessanti del Nord d'Italia. Nel maniero e' allestito il Museo Medievale, e dalla cima delle torri si godono viste magnifiche sulla valle sottostante. La piazza e' incorniciata da vari palazzi. Quello del Podesta', fondato nel 1292, e' impreziosito da una scalinata e corredato di una torre a pianta pentagonale. Vi si riconoscono tanti stili diversi, dall'antico mastio rettangolare alla loggetta dei Notari del Quattrocento, ma queste aggiunte e modifiche non hanno fatto altro che abbellire l'edificio e aumentarne il valore col passare dei secoli. Si affaccia sulla stessa piazza la chiesa piu' importante di Castell'Arquato, la Collegiata, tra le piu' antiche della regione. Certamente esisteva gia' nel lontano 756, quando fungeva da pieve battesimale, ma nel 1117 venne danneggiata da un terremoto; ricostruita subito dopo, venne consacrata nel 1122. Da vedere il fonte battesimale del VII-VIII secolo, ma anche il portale con architrave e lunetta istoriata del Millecento. Risale al Tre-Quattrocento il portico occidentale, da sempre soprannominato 'Paradiso' perche' da' riparo ai sepolcri di alcuni personaggi noti. Passando nel quartiere di Monteguzzo ci si trova al cospetto del cinquecentesco Torrione Farnese, che a quanto pare rimase incompiuto per l'improvviso decesso del duca Bosio II Sforza: l'edificio, in mattoni, doveva far parte del sistema difensivo del borgo, ma nonostante la funzione prettamente militare e' pervaso di un fascino elegante. La leggenda racconta di alcuni passaggi segreti che da qui avrebbero dovuto raggiungere la campagna e il Palazzo del Duca. Infine meritano un'occhiata attenta l'Ospedale di Santo Spirito, realizzato nel XVI secolo e oggi sede del Museo Geologico, la cinta di mura del 1342 di cui restano due porte d'accesso

WWF: OASI LE BINE

WWF: OASI LE BINE  Open
Loc. CALVATONE - LOMBARDIA  Navigatore
38 Km da TORINO HOTEL
  Area Acquanegra sul chiese, Gussola, Sabbioneta
  Brochure PDF
L'Oasi WWF de Le Bine e' stata istituita per tutelare la palude (chiamata in zona Oglio morto), un vecchio meandro del fiume Oglio trovatosi isolato dal fiume in seguito ad un intervento di rettificazione realizzato nella seconda meta' del 1700. La Riserva Naturale Regionale Oasi Le Bine si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitario nei Comuni di Calvatone (Cr) e Acquanegra sul Chiese (Mn). L'area, a ferro di cavallo, si estende per circa 144 ettari. Cuore dell'Oasi e' la palude dove vive uno degli anfibi piu' rari d'Europa: la rana di Lataste, simbolo dell'Oasi. Ambiente L'area fa parte del Parco Regionale Oglio Sud, si sviluppa a ferro di cavallo e il cuore dell'Oasi e' rappresentato dalla palude, dove vive uno degli anfibi piu' rari d'Europa: la rana di Lataste. In quest'Oasi e' d'obbligo il binocolo: e' possibile avvistare centinaia di uccelli, tra cui anatre, limicoli, aironi. Vivono nell'Oasi 24 specie di mammiferi, tra cui il raro mustiolo etrusco. Mantenere questa Oasi e' importante perche' continui a raccontare ai nostri figli com'era la natura italiana di un tempo.Il resto dell'area e' occupato impianti di arboricoltura da legno realizzati con alberi e arbusti autoctoni e da aree dove sono in corso interventi di rinaturalizzazione promossi dal WWF al termine delle attivita' agricole. In questa maniera l'area di interesse naturale (zone umide e boschi) e' aumentata nettamente nel decennio 1995-2005. Nell'inverno 2011-2012 un'altra area coltivata a pioppi fino a fine 2008 e' stata riconvertita a bosco d'alto fusto su una superficie di circa 12 ettari

LIPU: OASI LANCONE GUSSOLA

LIPU: OASI LANCONE GUSSOLA  Open
Loc. GUSSOLA - LOMBARDIA  Navigatore
24 Km da TORINO HOTEL
  Area Torrile, Sabbioneta, Calvatone
L'Oasi Lancone Gussola nasce su un'antica ansa del Po', un tratto alimentato dal canale Riolo e, soltanto in estate, dall'impianto di sollevamento delle acque per uso irriguo collocato a monte. Il Lancone e' testimonianza importante dell'habitat del canneto e ospita diverse specie di uccelli di palude e migratori dal Nord Europa. Il Lancone Gussola e' un'Oasi di protezione faunistica istituita dalla Provincia di Cremona ai sensi della legge regionale sull'attivita' venatoria. Nel Settembre 1995 la Giunta della Regione Lombardia ha istituito la Riserva naturale del Lancone di Gussola, a tutt'oggi ancora non approvata dal Consiglio regionale. Dal 1999 la Lipu ha stipulato una Convenzione con la Provincia stessa per la gestione dell'Oasi di protezione. L'ambiente principale del Lancone e' quello del canneto, dove, oltre alla Canna palustre, sono presenti anche la Tifa ed alcune specie di carici. Passando alla fauna, gli Uccelli sono i principali attori del Lancone. Qui nidificano specie comuni come il Germano reale, la Folaga e la Gallinella d'acqua ma anche alcune piu' localizzate quali l'Airone rosso e il Tarabusino, il Falco di palude e la Cannaiola verdognola, sempre nel bel mezzo del canneto. A volte anche la rara Salciaiola sceglie le canne del Lancone per costruire il nido, imitata dalle piu' familiari e simili cannareccioni e cannaiole. Salici, pioppi ed ontani sono frequentati dal Colombaccio, dal Picchio rosso maggiore e da molte specie di piccoli Passeriformi, che insieme a rettili e roditori costituiscono la principale fonte alimentare dell'Allocco, della Civetta, del Lodolaio e dello Sparviere. In inverno e durante le migrazioni il Lancone e' popolato da molti esemplari di Anatre ed altri uccelli acquatici provenienti dal Nord Europa: Alzavola, Fischione e Moriglione nelle acque aperte e Porciglione e Tarabuso nel folto del canneto. Poiana, Gheppio e Corvo comune scorrazzano in cerca di prede attorno ai coltivi. Anche gli anfibi annoverano specie rare come la Rana di Lataste e localizzate come il Rospo smeraldino e in progressiva diminuzione come la Raganella

WWF: OASI BOSCO DI SUZZARA

WWF: OASI BOSCO DI SUZZARA  Open
Loc. SUZZARA - LOMBARDIA  Navigatore
41 Km da TORINO HOTEL
  Area Campagnola Emilia, San Benedetto Po, Mantova
  Brochure PDF
L'Oasi WWF di Bosco di Suzzara nasce dall'idea di riprodurre sul territorio urbano un'area tipica della foresta planiziale. E' stato ripristinato un micro-ambiente costituito da alberi e arbusti autoctoni, che descrive la pianura padana di molti secoli fa. Un ambiente ovunque sostituito da agricoltura intensiva, abitazioni, industrie. Un bosco urbano di circa 1,4 ettari nel Comune di Suzzara (Mn), realizzato per ricreare un ambiente tipico della pianura padana di un tempo. Ambiente L'Oasi nasce dal sogno di riprodurre sul territorio urbano un'area tipica della foresta planiziale: un micro-ambiente costituito essenzialmente da alberi e arbusti autoctoni, che descriva cio' che era la pianura padana molti secoli fa. Un ambiente ovunque sostituito da agricoltura intensiva, abitazioni, industrie... E' ormai dal 1994 che attraverso successive messe a dimora e manutenzione continua (pacciamatura, sfalcio ed irrigazione) da parte dei volontari del WWF, e dell'amministrazione comunale, si cerca di ricostituire il bosco, che oggi inizia a vedersi. Rovere, farnia, tiglio, frassino...: una prima parte ha gia' una consistenza tale da far assaporare i profumi e la quiete del sottobosco. Flora e fauna Costituito da tre differenti tipologie di moduli (barriera schermante, barriera fono-assorbente e bosco misto), sono presenti oltre 2000 piante delle seguenti specie: farnia, rovere, tiglio, frassino, acero campestre, acero platanoide, pioppo gatterino, pioppo nero, prugnolo selvatico, carpino bianco, sorbo, melo selvatico, ligustro, corniolo, sanguinella, rosa canina, viburno, bosso, biancospino, ciavardello, nocciolo

PARCO NATURALE REGIONALE DEI BOSCHI DI CARREGA

PARCO NATURALE REGIONALE DEI BOSCHI DI CARREGA  Open
Loc. PARCO DEI BOSCHI DI CARREGA, PARMA, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
14 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 186 mt. s.l.m.  Area Maraffa, Felino, Lesignano de' Bagni
Le raffinate atmosfere dei boschi ducali Il Parco e' situato sui terrazzi fluviali pleistocenici del fiume Taro e del torrente Baganza. Geologicamente e' costituito da terreni autoctoni di origine continentale. L'altopiano e' solcato da vari corsi d'acqua. Il paesaggio e' caratterizzato da boschi misti di latifoglie e, soprattutto nelle fasce piu' esterne, dai seminativi della pianura e dai prati falciabili. Caratteristica peculiare del Parco e' la presenza di specie legate all'ambiente montano (tipiche dei boschi di Faggio). Nell'ambito della fascia dell'alta pianura il territorio del Parco e' senza dubbio la zona piu' ricca di specie vegetali in generale e di specie della flora spontanea protetta

SALSOMAGGIORE TERME

SALSOMAGGIORE TERME  Open
Loc. SALSOMAGGIORE TERME - LOMBARDIA  Navigatore
27 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 124 mt. s.l.m.  Area Vigoleno, Castell'Arquato, Fontanellato
Fra le regine dell'Art Deco' termale in Italia, campeggia sicuramente la stazione di Salsomaggiore Terme, meta privilegiata per gli amanti dello stile e del benessere. Nelle sue insegne, recinzioni e cancellate, nei balconi e nelle pensiline, nei cartelloni pubblicitari e nelle decorazioni di edifici, vive il trionfo della linea curva, serpentinata, elegante, di ispirazione vegetale e floreale, che hanno trasformato la localita' in un meraviglioso 'parco artificiale', in perfetta armonia con le architetture del verde e le decorazioni delle aiuole. Cuore di Salsomaggiore sono le Terme Berzieri, che hanno da poco inaugurato, con un restyling chic, il nuovo centro 'Mari d'Oriente': vasche idromassaggio aromatizzate, getti controcorrente e docce nebulizzate. Poi affreschi, mosaici, giochi di luce colorati: l'edificio rappresenta un unicum nella storia dell'architettura termale e dello sviluppo del Liberty, un esempio del 'De'co ricco' per l'enfasi della decorazione e la qualita' dei materiali. Le Terme Berzieri devono la loro magnificenza allo straordinario apporto artistico del ceramista, pittore e decoratore Galileo Chini, il cui intervento e' visibile anche in alcune sale del Palazzo dei Congressi, Ex Grand Hotel des Thermes. Ma non e' tutto. Il gusto e l'impronta Liberty e Deco', oltre a concentrarsi negli stabilimenti termali, negli alberghi piu' prestigiosi e negli edifici privati del centro, si sono espressi in numerose costruzioni della citta' realizzate fino agli anni Trenta. A Salsomaggiore l'atmosfera rilassa, il Liberty ti avvolge, l'acqua e la scienza ringiovaniscono. Pacchetti relax e trattamenti antieta' sono l'ideale per una remise en forme che si affida alle virtu' delle sue acque salsoiodiche, note fin dall'epoca romana. Con le piscine termali i 'Mari d'oriente' e' riaffiorato il mare a Salsomaggiore Terme! All'interno del prestigioso scrigno liberty delle Terme Berzieri, posizionate nel cuore del centro storico della citta', si possono trascorrere alcune ore di piacevole relax immersi nelle famose acque salsobromojodiche. E non solo a vantaggio del relax ma anche del benessere e della salute perche' l'acqua termale di Salsomaggiore, ricchissima di sali minerali e oligoelementi svolge un'azione antiradicalica naturalmente equilibratrice, tonifica e, stimolando la microcircolazione, aumenta l'ossigenazione cellulare

REGGIO EMILIA

REGGIO EMILIA  Open
Loc. REGGIO EMILIA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
28 Km da TORINO HOTEL
  Area Tre Valli Societa Coop Arl, Bibbiano, Montecchio Emilia
Reggio Emilia e' uno dei capoluoghi di provincia dell''Emilia Romagna e si trova sulla via Emilia in una pianura sulla valle del Po. La citta' fu fondata in epoca romana da M.Emilio Lepido da cui prese il nome di ''Forum Lepidi'' o ''Regium Lepidi''. Fu un importante centro in quanto ben collegata a Roma dalla via Emilia. Dopo un periodo di dominio Longobardo, la citta' ebbe il suo massimo splendore nel periodo medievale sotto i Canossa di cui rimangono i ruderi dello storico castello. Con la fine dei Canossa Reggio Emilia passo' sotto il potere di varie signorie ma solo con gli Estensi nel &600 ci fu un nuovo periodo di sviluppo economico e culturale. Nel 1797 la citta' divenne capitale della Repubblica Cisalpina e scelse a proprio vessillo il tricolore che poi divenne bandiera nazionale. Nell''ottocento la citta' fu arricchita di edifici neoclassici e fra iil 1880 e il 1900 vennero abbattute le mura di cinta. L''espansione e lo sviluppo economico della citta' riprese poi dopo la seconda guerra mondiale. Reggio Emilia e' famosa per aver dato il natali a Ludovico Ariosto

SANVITALE FORTRESS OF FONTANELLATO

SANVITALE FORTRESS OF FONTANELLATO  Open
Loc. FONTANELLATO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
16 Km da TORINO HOTEL
  Area Maraffa, Torrile, Salsomaggiore Terme

It rises, enchanting and suggestive, at the centre of the village; surrounded by a wide moat, it contains a precious treasure, one of the masterpieces of Italian Mannerism, the room painted by Parmigianino in 1524 depicting the myth of Diana and Actaeon. The aristocratic apartment of the Sanvitale counts, who held the fortress until 1948, is still intact, with furniture and furnishings from the 16th, 17th and 18th centuries, portraits of various members of the family and frescoes and paintings by Felice Boselli. The piazza still retains the charm of the Po Valley village, and from the &Camera Ottica' it is still possible to secretly observe life there, as the fortress governors once did, thanks to an ingenious tem of lenses and prisms. OPENING PERIOD: all year round OPENING HOURS: from April to October weekdays 9.30am-11.30am* and 3pm-6pm*, holidays 9.30am-12 noon* and 2.30pm-6pm*; from November to March closed Monday, weekdays 9.30am-11.30am* and 3pm-5pm*, holidays 9.30am-12 noon* and 2.30pm-5pm* (*start of last visit). Guided visits. Booking compulsory for groups. PRICE TICKETS: guided visits Full tour (furnished rooms, roof garden, optical chamber, art gallery, Parmigianino's fresco) Adults: Euro 7,00 Groups: (min. 20 persons) Euro 6,50 Schools-childrens: Euro 5,50 Childrens: (from 6 to 16 years) Euro 2,50 ADDRESS: Piazza Matteotti, 1 - 43012 Fontanellato (Parma) TELEPHONE: +39.0521.829055 FAX: +39.0521.824042 EMAIL: info@fontanellato.org - rocca@fontanellato.org

COPPA DI PARMA I.G.P.

COPPA DI PARMA I.G.P.  Open
Loc. PARMA PR, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
<1 Km da TORINO HOTEL
  Area Maraffa, Sala Baganza, Torrile
La Coppa di Parma IGP e' costituita dalla porzione muscolare del collo del maiale accuratamente rifilata. Secondo accurate indagini di cultori delle origini storiche-gastronomiche dei prodotti tipici, si trovano riferimenti inequivocabili della sua produzione fin dal lontano 1680. La zona di produzione della Coppa di Parma IGP, e' identificata dall'intero territorio amministrativo delle Province di Parma, Modena, Reggio Emilia, Mantova, Pavia, e dai comuni lungo la fascia del Po facenti parte del territorio amministrativo delle province di Lodi, Milano e Cremona

SABBIONETA

SABBIONETA  Open
Loc. SABBIONETA MANTUA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
26 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 26 mt. s.l.m.  Area Gussola, Calvatone, Acquanegra sul chiese
Ricchezza e potere, studi d'architettura e ideali rinascimentali erano nella mente e nel cuore di Vespasiano Gonzaga, fondatore di Sabbioneta. La citta' venne da lui edificata con le mura difensive a forma di stella a sei punte (ancora integre quasi completamente) e la pianta a scacchiera sullo schema dell'accampamento romano. 34 gli isolati ortogonali, circondati oltre che dalla cinta muraria anche da un fossato, ma con un accorgimento: le strade vennero costruire a baionetta, secondo gli studi di Leon Battista Alberti, in modo da creare un gioco visivo e sembrare piu' lunghe del reale. Centro politico, amministrativo e religioso era Piazza Ducale, sede del mercato cittadino e quartier generale del principe. Oggi l'edificio conserva pregiati soffitti intagliati e la Cavalcata, una serie di statue equestri fra le quali spicca quella di Vespasiano con l'armatura e i simboli del potere. Bisogna muoversi e raggiungere la Piazza d'Armi, pero', per ammirare i fasti e i capricci della dimora del signore: si passeggia lungo gli archi della Galleria degli Antichi, prima di entrare fra le stanze e le alcove di Palazzo Giardino, in cui Bernardino Campi realizzo' affreschi e stucchi con lo stile manierista padano. Si passa per la stanza dei miti e nello studiolo, attraverso le camere del piacere con dipinti ispirati alle grazie, per poi concludere la visita nel Corridor Grande, una lunga stanza-museo, che un tempo conteneva marmi, busti e bassorilievi, appartenenti alla collezione archeologica dei reali, compresi i trofei di caccia . Oggi riconosciuta anche nella lista dei Borghi piu' belli d'Italia, Sabbioneta e' spesso definita la Piccola Atene. E non a caso: proprio qui c'e' il Teatro Olimpico, il primo costruito in epoca moderna (dal 1588 al 1590), ma all'Antica. L'opera di Vincenzo Scamozzi e' realizzata interamente con fabbrica originale; nella parte inferiore c'e' la cavea semicircolare in legno, nella zona superiore il colonnato con finestre, timpani e statue degli dei, realizzate secondo i disegni dell'architetto, dallo scultore veneto Bernardino Quadri. Per finire si puo' passare a visitare la Sinagoga, nel quartiere ebraico, segno di spirito liberale e dell'attivismo della famiglia ducale (via Bernardino Campi 1)

CANOSSA

CANOSSA  Open
Loc. CANOSSA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
28 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 513 mt. s.l.m.  Area Bibbiano, Marola, Neviano degli Arduini

The Castle of Canossa, built on a white sandstone rock which has been a national monument since the last century, leaves much to the imagination: in fact only a few ruins remain of its antique splendour. Undoubtedly, though, its historical value remains which makes it a cultural destination visited each year by numerous art and cultural tourists, both Italian and foreign. Each year more than 30,000 "pilgrims" come here repeating Henry IV's fateful gesture, following the course of history. Many of these tourists come from Germany and in particular from Spira, the birth place of the Emperor, twinned with the Matildic lands. The village is also particularly interesting, where you can visit an interesting rustic stone building. The "N. Campanini" museum is a must to see, it contains the finds which have surfaced during archaeological excavations over the last few decades. (Closed Mondays - for information: tel. 0522/877104).

PARCO FLUVIALE REGIONALE DEL TARO

PARCO FLUVIALE REGIONALE DEL TARO  Open
Loc. PARCO FLUVIALE REGIONALE DEL TARO, COLLECCHIO PR, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
14 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 95 mt. s.l.m.  Area Sala Baganza, Felino, Parma
  Brochure PDF
Sotto il segno della diversita' Tra Fornovo e Pontetaro si snoda il Parco Regionale del Taro, che tutela oltre 20 km di fiume per un totale di 3200 ha di superficie, di cui circa 900 ha di preparco. In oltre 3000 ha di territorio sono custoditi numerosi valori dell'antico paesaggio fluviale, altrove ormai scomparsi o fortemente compromessi. Con la L.R. 11/88 e' stata istituita l'area protetta che deve assolvere il compito di salvaguardare il complesso di ambienti creati dal divagare dell'acqua nell'ampio alveo ghiaioso

PARMA

PARMA  Open
Loc. PARMA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
<1 Km da TORINO HOTEL
  Area Maraffa, Sala Baganza, Torrile
Parma e' situata tra l''Appenino Tosco-Emiliano ed il Po. Le origini della citta' si fanno risalire al periodo etrusco ma acquisto' splendore ed importanza come colonia romana nel 183 a.C quando il console Marco Emilio Lepido la nomino' Julia e Augusta. Parma fu contesa fra i Visconti e gli Sforza finche' nel 1545 il Papa Paolo III Farnese la concesse al nipote Pier Lugi. Il ducato della dinastia dei Farnese duro' per quasi due secoli e conobbe grandi fasti e la costruzione dei principali monumenti. Con l''estinzione dei Farnese nel 1731 il ducato fu ereditato dai Borbone di Spagna che vi regnarono fino alla Rivoluzione Francese. Nel 1802 la citta' cadde sotto il dominio napoleonico alla caduta del quale, il congresso di Vienna concesse gli stati parmensi alla moglie Maria Luigia d''Austria. Alla morte di Maria Luigia, Parma torno' nuovamente ai Borboni e nel 1860 entro' a far parte del Regno d''Italia. La provincia di Parma e' legata ad artisti illustri come Arturo Toscanini, Niccolo' Paganini e Giuseppe Verdi

CULATELLO DI ZIBELLO DOP

CULATELLO DI ZIBELLO DOP  Open
Loc. PARMA PR, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
<1 Km da TORINO HOTEL
  Area Maraffa, Sala Baganza, Torrile
  Brochure PDF
Fra tutti i salumi parmensi la palma del primato, per la rarita' e la prelibatezza, spetta al Culatello di Zibello, il cui segreto, si dice, e' racchiuso nella zona di produzione, la bassa parmense, vicino al grande fiume Po, dove la stagionatura e' favorita dalle nebbie autunnali e dalle estate afose. La sua storia risale nei secoli, forse al &300. Alcune testimonianze storiche sottolineano la straordinarieta' del 'culatello'. I Pallavicino, signori della Bassa parmense, ogni anno inviavano parecchi esemplari del famoso culatello di Zibello agli Sforza, come 'cosa rara et squisitissima'. Fra i grandi estimatori si ricorda Giuseppe Verdi, originario della zona tipica del culatello e Gabriele D'Annunzio. Il Culatello di Zibello e' un prodotto con Denominazione di Origine Protetta (DOP) il cui Discipliare stabilisce la zone di produzione nei comuni di Polesine, Busseto, Zibello, Soragna, Roccabianca, San Secondo, Sissa e Colorno. Il culatello si ricava dalla coscia di suini adulti selezionati e allevati con metodi tradizionali. Dalla coscia, privata dell'osso, viene asportata in un primo tempo una parte di carne di qualita' inferiore, da cui si otterra' il Fiocchetto. La parte rimasta, la migliore, la piu' tenera e pregiata, viene accuratamente rifilata e formata, cosparsa di sale e massaggiata energicamente affinche' questo vi si incorpori, quindi viene messa a riposare. Dopo il riposo viene introdotta nella vescica del maiale e artisticamente legata in modo da conferirle la classica forma a pera. La stagionatura minima di 10 mesi nelle cantine umide, con l'aiuto del clima tipico delle zone rivierasche del Po, formera' il tipico Culatello di Zibello, arricchendolo di sapori e profumi unici ed inconfondibili. Alla fine della stagionatura il culatello dovra' pesare dai 3 ai 5 Kg

CASTELLO DI FONTANELLATO

CASTELLO DI FONTANELLATO  Open
Loc. FONTANELLATO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
16 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 46 mt. s.l.m.  Area Maraffa, Torrile, Salsomaggiore Terme
La rocca Sanvitale, nota anche come castello di Fontanellato, e' una fortezza situata nel paese di Fontanellato, in provincia di Parma. Domina il centro abitato di Fontanellato e si caratterizza per il profondo fossato d'acqua, che la circonda completamente. Fa parte del circuito dei castelli del ducato di Parma e Piacenza ed e' visitabile con guida.La storia dell'edificazione della rocca Sanvitale puo' essere fatta risalire all'anno 1124, quando venne eretta una prima torre di difesa da parte dei Pallavicino ,il mastio che serve anche come porta di ingresso, oggi attraverso un ponte di pietra, originariamente attraverso un ponte levatoio. Nel 1386 le terre di Fontanellato, con la relativa rocca, vennero cedute ai Sanvitale. Nel 1404, il feudo venne trasformato in contea: fu in tale periodo che la rocca divenne una residenza signorile di notevole importanza. La rocca appartenne alla famiglia Sanvitale fino al 1948, anno in cui Giovanni Sanvitale la vendette all'amministrazione comunale. Dal Medioevo in poi la rocca venne arricchita dai Sanvitale con interventi artistici ed architettonici. Per esempio, gli interventi effettuati nel XVII secolo dall'architetto parmense Smeraldo Smeraldi sono da ritenere di una certa rilevanza. L'edificio presenta una pianta quadrata, con una struttura fortemente militare, di impianto medioevale, con muri merlati. La struttura a pianta quadrata e' contraddistinta da quattro torri ai vertici, tre circolari ed una quadrata, e da un mastio centrale. L'edificio e' circondato da un ampio fossato alimentato da acqua di risorgiva. L'entrata sul cortile interno avviene attraverso un ponte di pietra, in corrispondenza del mastio centrale. Nel piano superiore della rocca, sul lato sud, si trova un giardino pensile, con la presenza di una pianta secolare di interesse botanico. Annessa alla rocca, ma esterni ad essa, si trovano le scuderie, l'oratorio ed il giardino botanico

ACETO BALSAMICO DOP

ACETO BALSAMICO DOP  Open
Loc. REGGIO EMILIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
28 Km da TORINO HOTEL
  Area Tre Valli Societa Coop Arl, Bibbiano, Montecchio Emilia
  Brochure PDF
Il prodotto idoneo piu' giovane (non meno di 12 anni di affinamento), col suo profumo delicato e l'acidita' piacevolmente intensa e' ideale sui carpacci,i pinzimoni e per le marinate. E' adatto per essere usato a caldo, per insaporire a fine cottura frittate di uova con o senza verdure, carni e pesci o per salse e intingoli. Sul fuoco e' da consigliare per insaporire a fine cottura crostacei, costolette d'agnello, petti di pollo e carni rosse al sangue. Grandi chef lo usano nella preparazione dei fondi di cottura per la selvaggina, il pollame e il pesce (in particolare il baccala'). Scaldato e omogeneizzato con burro e parmigiano reggiano crea un intingolo delizioso sui ravioli. Col passare degli anni il prodotto assume una maggiore concentrazione che attenua la percezione dell'acidita' e si percepisce con una sensazione gustativa agrodolce complessa e gradevole che lo rendono ideale per l'uso a crudo, ma anche per quasi tutti i primie secondi piatti. Il suo profumo intenso e ricco, con una garbata tendenza al dolce, si esalta a crudo nella maionese, nelle salse per accompagnare i bolliti o i piatti di pesce, nelle insalate di pasta odi riso, conil fegato d'oca. Ideale anche con i formaggi stagionati, primo fra tutti il Parmigiano Reggiano. Sul fuoco diventa un gustosissimo compagno del filetto di manzo, ed e' prezioso per mantecare il risotto, specialmente se con verdure o scampi. Dopo 25 anni trascorsi in barili ricchi di storia e profumi, quando puo' fregiarsi dell'indicazione extra vecchio, l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia diventa uno scrigno di tesori gustativi da scoprire e assaporare goccia dopo goccia, rigorosamente a crudo, come un autentico bicchierino da meditazione. La particolare persistenza del gusto lo rende perfetto come elisir da fine pasto e pronto a riservare grandi piaceri da degustazione in tutta la sua nobile e intensissima complessita' di profumi e di sentori, ma la sua straordinaria ricchezza organolettica si presta anche a sorprendenti e memorabili abbinamenti. I cultori del salato lo apprezzano sui formaggi piu' nobili e saporiti; gli estimatori delle dolcezze traggono infinite delizie dalla sua unione con la crema pasticcera, i dolci al cioccolato, i gelati, i frutti di bosco, e dal suo sapiente utilizzo come supremo ingrediente per la farcitura di panettone e strudel

IL CRINALE DEL PARCO CENTO LAGHI

IL CRINALE DEL PARCO CENTO LAGHI  Open
Loc. TIZZANO VAL PARMA PARMA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
34 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 795 mt. s.l.m.  Area Neviano degli Arduini, Felino, Lesignano de' Bagni
Il Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, meglio noto come Parco dei Cento Laghi, occupa una porzione dell'Appennino parmense orientale, al confine con le province di Reggio-Emilia e Massa-Carrara. La presenza delle diverse fasce altimetriche (dai 400 ai 1650 m s.l.m.) garantisce una notevole varieta' di ambienti e un elevato grado di biodiversita'. Un ambiente ancora integro, dove da secoli la natura si sposa con il vivere dell'uomo, per dare vita ad eccellenze agroalimentari conosciute e apprezzate in tutto il mondo come il Parmigiano-Reggiano DOP e il Prosciutto di Parma DOP. Un'accogliente terra di mezzo tra la pianura parmense e le vette del crinale del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Nato nel 1995 come Parco di Crinale dell'alta val Parma e Cedra, a seguito dell'istituzione (2001) e dell'ampiamento (2010) drel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, quest'Area Naturale Protetta ha riconfigurato il proprio territorio e ha cambiato la propria missione: Non piu' solo tutela degli splendidi ambienti sommitali, ricchi di natura e quasi completamente disabitati, ma piuttosto valorizzazione del paesaggio rurale di media montagna, ancora ben conservato e ricco di biodiversita', agricoltura, prodotti tipici, cultura e turismo. Un territorio dove si abita, si lavora& si vive! Le recenti ridefinizioni del perimetro hanno incrementato l'estensione del parco che, affidata la tutela delle zone di crinale al vicino Parco Nazionale, si e' trasformato in una realta' piu' composita e varia, che si protende maggiormente verso valle. Tra le aree di Parco vero e proprio dell'alta valle del Cedra (Monchio delle Corti), con i suoi versanti modellati dalle glaciazioni quaternarie, i boschi di faggio e le praterie d'altitudine, si e' aggiunta la zona di monte Caio (1.584 m), che si erge lungo la dorsale tra l'alta valle del Cedra e quella del Parma, di interesse floristico per la presenza di diverse piante termofile tra cui Cirsium bertolonii (una specie endemica dell'Appennino settentrionale), Querceti e castagneti, interrotti solo da prati e prati-pascoli, borghi storici e piccoli centri abitati sospesi nel tempo caratterizzano la selvaggia Val Bratica, paese natio del grande Poeta Attilio Bertolucci, dominata dallo splendito balcone naturale del Monte Navert (1657 m. sl.m.). Non mancano ambiti importanti per la fauna, che comprende specie particolarmente rare e protette come il lupo Appenninico e l'Aquila Reale

CASTELLO DI MONTECCHIO VESPONI

CASTELLO DI MONTECCHIO VESPONI  Open
Loc. COMUNE DI MONTECCHIO EMILIA, PIAZZA REPUBBLICA, ., MONTECCHIO EMILIA RE, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
15 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 97 mt. s.l.m.  Area Bibbiano, Canossa, Lesignano de' Bagni
Montecchio Vesponi e' una frazione del comune di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Posta 4 km a sud del capoluogo comunale, sorge su un colle all'ingresso della Valle di Chio, a 364 m s.l.m. e consta di 1200 abitanti. Gia' sede comunale, fu annesso come frazione di Castiglion Fiorentino nel 1774, in seguito alla riforma amministrativa ordinata dal Granduca di Toscana Leopoldo I di Lorena. I primi insediamenti sul colle di Montecchio risalgono all'epoca etrusco-romana e forse qui sorgeva un santuario pagano. Intorno al IX secolo vi sorse il castello, che in origine fu feudo dei Marchiones e con interessi dell'Abbazia di Farneta. Vi ebbero diritti anche altri feudatari, come gli Orselli ed i Panzoni di Cortona o i Da Vitiano. Nei primi anni del XIII secolo si alleo' con il Comune di Arezzo assieme agli altri castelli di Mammi e Monticello. Intorno al 1234 fu acquistato dal Comune di Arezzo che lo ripopolo', lo trasformo' in un comune semilibero e ne fece una piazzaforte contro Castiglion Fiorentino e Cortona. Immagine del castello di Montecchio Vesponi in un francobollo emesso dalle poste italiane nel 1986. Nel 1281 il Comune di Arezzo attuo' un ampliamento delle mura castellane, dando luogo all'attuale fortilizio - simile a circuiti coevi, come Montecolognola (PG) o Monteriggioni (SI) - e inserendo nuovi nuclei familiari al suo interno. Nel 1289, dopo la sconfitta subita da Arezzo da parte di Firenze nella battaglia di Campaldino, nella quale combatte' anche Dante, Montecchio divenne possesso fiorentino. Ritorno' ad Arezzo nel 1303 e nella prima meta' del XIV secolo fu utilizzato quale piazzaforte, nelle frequenti guerre contro Perugia. Verso il 1383, approfittando delle drammatiche condizioni di Arezzo - ormai impossibilitata a difendere i propri territori - il castello di Montecchio fu occupato dal celebre capitano di ventura inglese John Hawkwood, conosciuto in Italia col nome di Giovanni Acuto, che vi realizzo' una sua residenza. Alla morte dell'Acuto (1394) Montecchio divenne proprieta' del Comune di Firenze e fu sede di funzionari fiorentini che amministravano la Giustizia nel suo Comune. Con la riforma delle autonomie, realizzata sul finire del XVIII secolo dal Granduca Pietro Leopoldo, nel 1774 fu soppresso il Comune di Montecchio ed unito a Castiglion Fiorentino. Nel XIX secolo il Castello di Montecchio, suddiviso fra numerosi piccoli proprietari di povere abitazioni, fu pian piano acquistato dal banchiere Servadio che ne inizio' i restauri. Alla sua morte fu venduto dagli eredi alle famiglie Budini e Gattai che per successivi imparentamenti divennero i famosi Budini-Gattai, proprietari di varie fattorie toscane e di pregevoli palazzi fiorentini. I Budini-Gattai ne restaurarono la torre e ne continuarono i lavori di consolidamento. Oramai abbandonato ed in rovina, nel 1979 Montecchio e' passato in proprieta' della contessa Orietta Floridi che lo ha ristrutturato. Il castello, posto sulla vetta del colle, domina la Val di Chiana. Il suo severo profilo e la sua agile torre (circa 30 metri) sono visibili anche a chilometri di distanza. Le sue mura, intervallate da 8 torricelle, si sviluppano per un perimetro di 263 metri, entro cui svetta il mastio, attualmente residenza privata. Le mura, dai merli guelfi, presentano ancor oggi al loro interno i segni delle abitazioni contadine e, tra gli oliveti circostanti, sorgono i resti di alcune casupole del Borgo, nei secoli passati abitate da poveri agricoltori in epoca medievale.

BERCETO

BERCETO  Open
Loc. BERCETO PARMA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
44 Km da TORINO HOTEL
  Area Tizzano Val Parma, Pontremoli, Borgo Val di Taro
Berceto e' un caratteristico paese dell'Appennino parmense che conserva, oltre al prezioso duomo romanico, incantevoli scorci che testimoniano la sua lunga vicenda storica. Per il clima mite e per essere a poco piu' di mezz'ora dalla costa tirrenica ligure, il piccolo Borgo Autentico e' principalmente frequentato durante il periodo estivo, anche se non mancano ottimi motivi per recarvisi durante gli altri periodi dell'anno, come in quello autunnale, dove la cucina tradizionale riveste il ruolo di protagonista. Berceto, definito 'piccolo gioiello di pietra', sorge sull'Appennino parmense: un borgo a 808 metri di altitudine immerso nella verde vallata del torrente Manubiola. Le origini e l'evoluzione dell'abitato di Berceto, sono state determinate dalla posizione geografica che consentiva di controllare i traffici su una della piu' importanti vie di comunicazione dell'epoca medievale: la Strada Romea o Via Francigena. Il Comune di Berceto comprende un territorio piuttosto ampio dell'Appennino compreso tra la Val Taro e la Val Baganza, delimitato a sud dal confine provinciale che lambisce il Passo della Cisa e a nord dal Comune di Terenzo

CASTELLO DI VIGOLENO

CASTELLO DI VIGOLENO  Open
Loc. VIGOLENO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
37 Km da TORINO HOTEL
Altitudine: 352 mt. s.l.m.  Area Castell'Arquato, Salsomaggiore Terme, Velleia Romana
Vigoleno e' una frazione del comune di Vernasca, in provincia di Piacenza in cui sorge l'omonimo castello. Fa parte de I borghi piu' belli d'Italia, pervenutoci fortunatamente intatta in tutte le sue parti e' un esempio di borgo fortificato medievale di particolare bellezza. Collocata sul crinale tra la valle dell'Ongina e quella dello Stirone su un rilievo di non elevata altezza (350 m s.l.m.) gode di un ampio panorama sulle vallate e colline circostanti. Il Borgo di Vigoleno si impone per l'integrita' del sistema difensivo, esempio perfetto della logica abitativa del medioevo. Imponenti le mura merlate, percorse in parte da un panoramico camminamento di ronda: spicca la mole del mastio con quattro piani di visita. In piazza potete ammirare la fontana cinquecentesca e nel borgo la chiesa romanica di San Giorgio. Chiesa romanica del XII secolo ha tre navate divise da quattro coppie di possenti pilastri rotondi con capitelli scolpiti con figure. Ha subito rimaneggiamenti rinascimentali e barocchi, ma grazie al restauro del 1963, si presenta oggi con il suo aspetto originale, austero ed imponente. La facciata e' impreziosita da un portale scolpito con colonnine dai capitelli fogliati e nella lunetta una scultura raffigurante San Giorgio. Poche le tracce di affresco, San Giorgio nell'abside del XV secolo e San Benedetto su un pilastro, datato 19 luglio 1427. Il campanile di pianta quadrangolare, e' sormontato da bifore

CARPINETI E IL SUO CASTELLO

CARPINETI E IL SUO CASTELLO  Open
Loc. CARPINETI REGGIO EMILIA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da TORINO HOTEL
  Area Marola, Canossa, Bibbiano
Carpineti,e' un comune italiano di 4.223 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna. Comprende parte del bacino del fiume Secchia e dei torrenti Tresinaroe Tassobbio. Il paese di Carpineti, detto in antico Carpinetum, sorge ai piedi del Monte Antognano il cui Prato di Carpineto e' nominato sin dal 957. La parte piu' antica del paese conserva alcuni edifici di architettura antica. In particolare l'edificio del municipio che sorge a fianco di una caratteristica piazzetta dedicata a Matilde di Canossa. Il territorio e' caratterizzato dalla presenza della dorsale dei monti Valestra e Fosola e, sul lato opposto del bacino del Tresinaro, il gruppo di monti compreso fra Marola, con il monte Le Borrelle, il Monte Re e il monte Frombolara. La vegetazione e' composta in prevalenza da querceti. Nel territorio comunale si trovano numerosi borghi, chiese e case torri di origine altomedievale, costruiti nella caratteristica pietra arenaria locale. Carpineti ebbe particolare importanza al tempo della contessa Matilde di Canossa, marchesa di Toscana ed ultima rappresentante della dinastia degli Attoni (rami cadetti della medesima famiglia, o semplici vassalli portanti il medesimo cognome, proseguono nelle famiglie Iattoni/Jattoni nella vicina Val di Parma).Nel castello romanico tuttora esistente, posto sul crinale del Fosola-Valestra - da cui si apre il panorama sulla valle del Secchia e quella del Tresinaro - ebbe luogo il «Convegno di Carpineti» del 1092, durante il quale ecclesiastici ed alleati di Matilde discussero le proposte di pace di Enrico IV. La contessa, incoraggiata anche dalle veementi parole dell'eremita Giovanni da Marola, maturo' la decisione di perseverare nella lotta contro l'imperatore, che venne sconfitto e infine umiliato nella vicina Canossa. Il Castello di Carpineti cattura la vista di chi sale verso la parte alta della Provincia di Reggio Emilia, sia percorrendo la fondovalle del Secchia che quella del Tresinaro. Il mastio ancora pressoche' integro, nonostante i secoli, si innalza su uno degli sproni rocciosi del crinale Fosola Valestra che domina le due valli, il monte Antognano. La rocca collocata strategicamente con funzione prettamente difensiva vide le sue origini sotto il dominio di Atto Adalberto, bisnonno di Matilde di Canossa, poi sotto la gran contessa ebbe il suo periodo di massimo splendore tanto che si parla del castello come di uno dei centri della cristianita' nei decenni tra il 1000 e il 1100. In questi anni diede accoglienza ai Papi Gregorio VII, Urbano II e Pasquale II, a S. Anselmo da Lucca e all'imperatore Enrico V. Dopo il 1115 anno della morte di Matilde e delle conseguenti lotte per l'eredita', il feudo col castello passo' di mano in mano, seguendo le lotte e le vicende storiche, sempre turbolente nell'area appenninica, mantenendo pero' la sua funzione difensiva

Escursioni e attrazioni in EMILIA ROMAGNA vicino a PARMA Torrile Maraffa Sala Baganza: 'PARMIGIANO REGGIANO'   'NEVIANO DEGLI ARDUINI'   'LIPU: OASI CELESTINA'   'PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO'   'LIPU: OASI BIANELLO'   'CASTLE OF FELINO'   'CASTELLO DI TORRECHIARA'   'LIPU: OASI DI TORRILE E TRECASALI'   'CONSORZIO PARCO NATURALE OGLIO SUD'   'WWF: OASI DI MARMIROLO'   'PARCO FLUVIALE REGIONALE DELLO STIRONE'   'CASTELL'ARQUATO'   'WWF: OASI LE BINE'   'LIPU: OASI LANCONE GUSSOLA'   'WWF: OASI BOSCO DI SUZZARA'   'PARCO NATURALE REGIONALE DEI BOSCHI DI CARREGA'   'SALSOMAGGIORE TERME'   'REGGIO EMILIA'   'SANVITALE FORTRESS OF FONTANELLATO'   'COPPA DI PARMA I.G.P.'   'SABBIONETA'   'CANOSSA'   'PARCO FLUVIALE REGIONALE DEL TARO'   'PARMA'   'CULATELLO DI ZIBELLO DOP'   'CASTELLO DI FONTANELLATO'   'ACETO BALSAMICO DOP'   'IL CRINALE DEL PARCO CENTO LAGHI'   'CASTELLO DI MONTECCHIO VESPONI'   'BERCETO'   'CASTELLO DI VIGOLENO'   'CARPINETI E IL SUO CASTELLO'  

EMILIA ROMAGNA


Emilia deriva dalla strada Emilia che fu costruita nel sec. II a.C dai Romani e collegava L'Adriatico alla Pianura Padana. Anche il nome Romagna ha origini romane. Distesa tra il corso del Po a nord ed i rilievi appenninici a sud, questa regione è considerata tra le più fertili e produttive d'Italia, grazie anche all'influsso del Mar Adriatico che mitiga il clima nella zona costiera. Grazie a questo contrasto tra la montagna ed il mare l'Emilia Romagna offre al visitatore paesaggi mozzafiato, meraviglie per gli occhi e per lo spirito in un misto di colori e profumi della terra, di allegria, di musica, di cinema, di arte. Gli amanti del mare, del sole e del divertimento scelgono la Riviera Romagnola, con la spiaggia più lunga d'Europa. Qui possono usufruire di strutture attrezzate anche per lo sport ed il tempo libero. Località come Rimini, Riccione, Cattolica sono sinonimo di ottima accoglienza turistica, relax e tanto divertimento. Si possono poi ammirare le bellezze dell'Appennino, magari visitando Parma e Piacenza oppure passeggiando a cavallo o a piedi tra gli splendidi parchi e le meravigliose riserve naturali. Spazio anche al benessere con un'ampia offerta di centri termali, tra cui spiccano quelli di Salsomaggiore e di Bagno di Romagna. La cultura artistica ha trovato terreno fertile in questa terra e vi ha piantato le sue profonde radici. Lo testimoniano le opere di Verdi e la poesia del Pascoli fino ad arrivare al cinema dell'inconfondibile Fellini, entrato nel mito grazie ai suoi tanti capolavori, le cui sceneggiature hanno preso vita in questi luoghi. In Emilia Romagna è possibile divenire spettatore in qualsiasi posto; resta solo da scegliere lo spettacolo da una lista senza fine.

Da Vedere: Oltre alle città d'arte principali ci sono in Emilia Romagna moltissimi centri 'minori' di interesse storico ed artistico fra cui segnaliamo: Brisighella in provincia di Ravenna: Il Borgo si trova ai piedi di una roccia a tre spuntoni di cui uno regge la torre dell'orologio, l'altro la rocca ed il terzo un santuario mariano. Dozza: un piccolo borgo medievale immerso nelle colline imolesi, molto piccolo ma caratteristico per gli affreschi che si trovano all'esterno delle abitazioni civili realizzate da artisti locali. Bertinoro: Un antico borgo medievale sito in posizione panoramica, dove si possono visitare la rocca, il palazzo comunale e la cattedrale del cinquecento. Parco del Delta del Po': Il Parco è stato istituito nel 1988 e comprende le province di Ferrara, Ravenna oltre a nove comuni . Al suo interno il parco racchiude interessanti testimonianze non solo naturalistiche e paesaggistiche ma anche artistiche. Dal punto di vista faunistico esistono nel parco oltre 300 specie di uccelli ed alcuni mammiferi fra cui il 'cervo delle dune'. L'Appenino Tosco-Emiliano con la famosa località sciistica di Corno alle Scale dove si trovano i graziosi paesini di montagna come Lizzano in Belvedere e Sestola. Le rinomate località balneari di Rimini, Riccione, Cervia, Milano Marittima Cattolica e Cesenatico. Degno di nota è il porto di Cesenatico che fu costruito nel &300 dove sono riunite in un tratto del canale barche tradizionali antiche dalle vele colorate. Le molteplici località termali fra cui segnaliamo quella più esclusiva di Salsomaggiore Terme che offre un ambiente in stile liberty ricco di parchi e zone verdeggianti.

Gastronomia e Vini: L'Emilia Romagna ha una tradizione culinaria ricca di piatti fantasiosi, fra i più famosi troviamo i 'tortellini' che sono il fiore all'occhiello dei svariati tipi di pasta fatti rigorosamente in casa. I tortellini vengono condititi con ragù alla bolognese o cotti in brodo. Altro piatto tipico sono le 'lasagne', condite con ragù e besciamella e cotte al forno. Nonostante l'Emilia Romagna sia famosa per i primi piatti, troviamo anche secondi tipici come i 'pisarei e fasiò' e il 'cappello del prete'. C'è poi da ricordare la piadina romagnola un pane molto sottile di forma rotonda che viene spesso mangiato con salumi o formaggi locali. I prodotti più famosi a livello mondiale che vengono associati non solo all'Emilia Romagna ma all'Italia intera sono il prosciutto di Parma, il formaggio Parmigiano e l'aceto balsamico di Modena. Fra i vini troviamo il Lambrusco, un vino rosso spumeggiante sia dolce che secco, ed il Sangiovese. Anche se i rossi prevalgono si può bere anche un buon bianco come il Trebbiano, il Cabernet e l'Albana.