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calaghena - escursioni punti di interesse attrazioni a montepaone lido

 ALBERGO HOTEL CALAGHENA

ALBERGO HOTEL
CALAGHENA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a MONTEPAONE LIDO Roccelletta Sant'Andrea Apostolo dello Ionio Catanzaro

SOPPRESSATA DI CALABRIA DOP

SOPPRESSATA DI CALABRIA DOP  Open
Loc. VIA CASSANO IONIO, BOTRICELLO CZ, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
35 Km da CALAGHENA
  Area Sellia Marina, Le Castella, Capo Rizzuto
  Brochure PDF
La Soppressata di Calabria (o sopressata) e' un insaccato a denominazione di origine protetta. Si ottiene con carne di maiale tagliata a pezzettoni a cui si unisce pepe nero finocchio (a grani) e sale e peperoncino. Si prepara prendendo le parti migliori della coscia del maiale, tritate e prive di nervi e insaccandole in budello naturale, in particolare bisogna usare il budello proveniente dall'intestino crasso, ben lavato con acqua e limone e messo a mollo. Una volta riempito il budello, viene forato con uno spillo e legato a mano. Il tutto viene poi lasciato asciugare all'aria. Dopo circa due settimane si sistema sul pavimento un lenzuolo di lino e vi si adagiano le soppressate, le une vicine alle altre, con l'accortezza di lasciare tra esse uno spazio di circa un centimetro. Le soppressate vengono quindi coperte con un altro lenzuolo di lino, al disopra del quale viene poggiato un tavoliere (o un tavolo rigirato). Sul tavoliere vanno posti dei pesi in modo da ottenere quella pressatura che conferisce il nome al salume. Dopo circa una settimana viene interrotta la pressatura e gli insaccati vengono messi ad asciugare. Nella fase di asciugatura, della durata di circa due settimane, si usa spesso l'accorgimento di accendere un braciere nelle vicinanze che conferisca al prodotto una leggera affumicatura, nel braciere vengono aggiunte scorze di arance per garantire un'affumicatura aromatica. Quindi si ripete l'operazione della pressatura (la soppressa). Nella fase conclusiva le soppressate vengono lasciate a stagionare per un periodo di cinque-sei mesi

MIGLIERINA

MIGLIERINA  Open
Loc. MIGLIERINA - CALABRIA  Navigatore
26 Km da CALAGHENA
  Area Catanzaro, Lamezia Terme, Roccelletta
Il borgo di Miglierina e' poco distante dalla strada statale 280 dei Due Mari che collega Catanzaro a Lamezia Terme, nel punto piu' stretto della Calabria. Il suo piccolo territorio, di appena 13 kmq, si eleva in altitudine fino ai 1.013 m del monte Portella partendo dai 250 m del fiume Amato. Le prime notizie storiche sono incerte e avvolte nella leggenda popolare, ma si presume che il primo nucleo abitativo fosse stato edificato in localita' Cusati, costituito da agricoltori provenienti da Scigliano e dalla Valle del Savuto. La localita' Cusati and luogo di fondazione and si rivelo' ben presto inadatta, per cui si ritenne necessario spostare l'attenzione verso il poggio piu' alto, ameno e pianeggiante, ricco di miglior sabbia per costruire. Da 'miglior rina' a Miglierina il passo e' breve, ed e' proprio in questo passaggio etimologico che e' possibile rinvenire la spiegazione dell'attuale nome del paese. Miglierina si inserisce nella Sella di Marcellinara, una gola ristretta tra i due mari, il Tirreno e lo Ionio, ed e' confinante con i Comuni di Amato, Marcellinara, Tiriolo. Questa collocazione geografica consente, con un unico sguardo, di abbracciare la veduta panoramica del Golfo di Squillace e di Sant'Eufemia e, quando la foschia lo permette, di avvistare le isole Eolie con l'inconfondibile cratere dello Stromboli. Il territorio miglierinese e' racchiuso da quello dei comuni limitrofi ed e' curioso scoprire che da sempre, il confine con la vicina Amato, e' segnato da un ponte di antica fattura costruito su di una sorgente, poi incanalata nella 'Funtanella'. Nei dintorni del fiume Amato si trovano i resti degli antichi mulini ad acqua, a cui alcuni studi riconducono le origini del nome del paese 'Muglierina' (paese dei mulini), evidenziando una radice tedesca del nome (in tedesco mugnaio si dice 'muller'). Quella dei mulini e' solo una delle possibili interpretazioni sull'origine del nome del paese. Esistono infatti altre versioni, ma tutte partono dall'idea che i primi stanziamenti si fossero localizzati nella parte bassa, vicino al fiume, precisamente presso la localita' 'Cusati'. Questo termine, per alcuni di origine greco-albanese, starebbe a indicare una localizzazione di popolazione albanese, distinta dal nucleo originario di abitanti. Presso la localita' 'Melina' la popolazione avrebbe trovato della terra fertile per la lavorazione e per costruire le proprie abitazioni, da questo deriva il termine 'migliore rina', riferita forse alla diversa natura del terreno rispetto a quello della vicina Amato, composta in prevalenza di argilla. Altri ancora ritengono, invece, che Miglierina derivi dall'esistenza sul territorio, di una grande pietra miliare 'Milia' posta a segnare la distanza lungo la strada che andava da Ponte Corace a Caronte o da 'milium' cioe' la pianta del miglio.

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN GIOVANNI

     

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN GIOVANNI  Open
Loc. SAN GIOVANNI CATANZARO, ITALY - CALABRIA  Navigatore
20 Km da CALAGHENA
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
Inaugurato nel 1998, il Complesso monumentale del San Giovanni sorge in Piazza Garibaldi, sull'area del Castello Normanno, eretto nell'XI secolo da Roberto il Guiscardo e parzialmente distrutto nel Quattrocento. I materiali del castello furono utilizzati and tra l'altro and per l'edificazione della Chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista, sede di una delle piu' importanti confraternite della citta'; la Congrega dei Bianchi di Santa Croce (1563) con l'Hospitio (1569) e il convento dei Teresiani (1645). Questi ultimi due edifici furono in seguito furono trasformati in caserme e poi in carceri. Il 18 dicembre 1998, con una mostra dedicata ad Andrea Cefaly, il Complesso dei San Giovanni si e' avviato verso un nuovo ciclo di vita e di storia. Nel 1999, una nuova mostra dedicata a Mattia Preti (il Cavalier calabrese) consacro' il Complesso quale prestigioso polo culturale ed espositivo, fra i piu' importanti dell'Italia Meridionale. E' questo il ruolo che oggi il Complesso detiene, grazie alla suggestivita' del luogo e all'ampiezza dei restaurati spazi espositivi

PARCO DELLA BIODIVERSITA' MEDITERRANEA

PARCO DELLA BIODIVERSITA' MEDITERRANEA  Open
Loc. CATANZARO - CALABRIA  Navigatore
22 Km da CALAGHENA
Altitudine: 401 mt. s.l.m.  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
Il Parco della Biodiversita' mediterranea e' una grande area dedicata alla flora e fauna tipiche di questo mare. E' anche conosciuto come Parco della scuola Agraria e si trova proprio nel cuore di Catanzaro. E include tantissimi spazi dedicati allo sport, alla cultura e all'arte. A conferma dell'attenzione nei confronti del verde e di tutti i suoi preziosi ospiti, il giardino botanico e' direttamente curato dalla Scuola Agraria, situata proprio al suo interno

WWF: OASI LAGO DELL'ANGITOLA

WWF: OASI LAGO DELL'ANGITOLA  Open
Loc. MONTEROSSO CALABRO - CALABRIA  Navigatore
25 Km da CALAGHENA
  Area Vibo Marina, Vibo Valentia, Serra San Bruno
  Brochure PDF
L' Oasi WWF del Lago dell'Angitola rappresenta una zona umida di importanza internazionale, tappa fondamentale di un' importante rotta migratoria di uccelli. L'Oasi del Lago dell'Angitola si trova in un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Monterosso Calabro e Maierato (Vv). L'area si estende per circa 875 ettari e comprende un lago artificiale sul fiume Angitola che offre un rifugio sicuro a molte specie di uccelli. Nonostante le minacce agli ambienti naturali, in questo territorio e' nata un'Oasi WWF dove l'alternanza di paesaggi crea una ricchezza di biodiversita' unica. Ambiente Lago artificiale posto a circa tre chilometri dal mare, lungo una importante rotta di migrazione degli uccelli. E' circondato per buona parte da vegetazione riparia e pinete di rimboschimento. Presenti uliveti e tratti a macchia mediterranea. L'estensione e' di 875 ettari di cui 196 ettari di acqua). Flora e fauna Lungo le rive, salici bianchi e ontani neri, cui segue la pineta di impianto artificiale a pino d'Aleppo. La vegetazione anfibia e' rappresentata soprattuttodal tifeto e dal fragmiteto (cannuccia di palude) Interessanti lembi di sughereta con essenze della macchia mediterranea. Anatre e folaghe, insieme ai cormorani, svernano regolarmente nell'invaso. Tra le prime ricordiamo il germano reale, l'alzavola, Il fischione, il moriglione. Durante i periodi della migrazione si possono osservare diverse specie di aironi (da quello cenerino, piu' comune, alla garzetta, al piu' raro airone bianco maggiore), diversi limicoli (come il cavaliere d'Italia) e, tra i rapaci, il falco pescatore. Lo svasso maggiore, nidificante e stazionario, e' il simbolo dell'oasi

VIBO VALENTIA

VIBO VALENTIA  Open
Loc. VIBO VALENTIA - CALABRIA  Navigatore
39 Km da CALAGHENA
Altitudine: 463 mt. s.l.m.  Area Vibo Marina, Monterosso Calabro, Tropea
Il territorio della provincia di Vibo Valentia si estende dal Tirreno ai monti delle Serre. Vibo Valentia si trova nella parte sud occidentale della Calabria e gode di una posizione panoramica, dalle montagne della Sila a Nord, la cima dell''Etna e la piana di Gioa Tauro a Sud e la costa tirrenica con la punta di Tropea a Ovest. Vibo Valentia e' divenuta capoluogo di provincia nel 1992. In origine Vibo Valentia fu chiamata Veip (golfo) dagli Italici Osci che la abitarono e che i nuovi conquistatori di Locri trasformarono in Hipponion nel sec. VII a.C. Nel 389 a.C. la citta' fu sconfitta dai Siracusani e divenne municipio romano nell''89 a.C. quando acquisi' il nome attuale di Vibo Valentia. La citta' fu dilaniata dalle varie invasioni fino al saccheggio dei Saraceni del 983 che segno' un lungo periodo di decadenza. Con la conquista da parte dei Normanni nel sec XI comincio' a rifiorire diventando un importante centro militare. Nei secoli successivi fu conquistata dai francesi e poi da Borboni che furono scacciati definitivamente dalle truppe Garibaldine nel 1860

FORESTA DI FERDINANDEA

FORESTA DI FERDINANDEA  Open
Loc. FERDINANDEA, STILO REGGIO DI CALABRIA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
28 Km da CALAGHENA
  Area Serra San Bruno, Caulonia, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio
I parchi nazionali, le aree naturali protette, le riserve, ambienti di incantevole bellezza, habitat ideale per rare specie animali, dove la ricca e variegata vegetazione, la morfologia e la geologia del territorio compongono paesaggi mozzafiato, segnati da canyon, grotte, cascate, monoliti rocciosi, fitti boschi. Il parco e' costituito da una vasta area boschiva che si estende per circa 11 mila ettari, al confine tra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. La tenuta ha una estensione boschiva di circa 3.500 ettari. All'interno si trova la storica tenuta della Ferdinandea, una cittadella inaugurata nel 1833 da Ferdinando II di Borbone, al quale si deve la realizzazione di un insediamento industriale (ferriera, centrale idroelettrica e fabbrica d'armi) per la produzione di ferro, carbone e legname necessari a soddisfare le esigenze della flotta navale della Marina Borbonica, e di un insediamento residenziale (casino di caccia, appartamenti, stalle, chiesa). Descrizione Flora: L'area presenta un notevole patrimonio di alberi di alto fusto: abeti, faggi, querce, castagni, pioppi e lecci. Come raggiungerci: Per chi arriva in automobile, percorrere l'autostrada Salerno - Reggio Calabria fino all'uscita di Pizzo Calabro. Proseguire in direzione Serra San Bruno e da qui sulla SS 110 direzione Stilo. Tra i due paesi, qualche km dopo il Passo di Pietra Spada, si svolta a sinistra fino a Ferdinandea: qui la strada finisce e ci si trova davanti un'antica costruzione immersa nei boschi. Per chi arriva dalla SS 106 jonica, raggiungere Stilo uscendo all'altezza di Monasterace e proseguire prima per Pazzano e poi per Ferdinandea.

CATANZARO

     

CATANZARO  Open
Loc. CATANZARO, ITALY - CALABRIA  Navigatore
20 Km da CALAGHENA
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
Catanzaro e' un comune italiano di 88.970 abitanti, capoluogo dell''omonima provincia e della regione Calabria. E il secondo comune della regione per popolazione ed e' il centro di una area urbana che conta circa 150.000 abitanti. Storico capoluogo dell''antica provincia di Calabria Ultra per oltre 200 anni, la citta di Catanzaro e' sede dell''Universita degli Studi Magna Grecia, il secondo ateneo calabrese per numero di iscritti. Nei mesi estivi il litorale ionico da Catanzaro a Soverato e' soggetto a importanti flussi turistici, soprattutto giovanili, per la presenza di numerose strutture ricettive. Catanzaro e' conosciuta come la Citta tra due mari, in quanto e' situata nell''istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra piu stretta d''Italia, dove soli 30 km separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Cio consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della citta in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. E detta inoltre Citta dei tre colli corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni). Catanzaro era infine anticamente conosciuta, come la Citta delle tre V, riferite a tre caratteristiche distintive della citta, ovvero: V di San Vitaliano, santo patrono; V di vento in quanto costantemente battuta da forti brezze provenienti dal Mar Ionio e dalla Sila; V di velluto in quanto importante centro serico fin dai tempi dei Bizantini.

PARCO NATURALE REGIONALE DELLE SERRE

PARCO NATURALE REGIONALE DELLE SERRE  Open
Loc. PARCO NATURALE REGIONALE DELLE SERRE, CORSO UMBERTO I, 409, SERRA SAN BRUNO VV, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
26 Km da CALAGHENA
Altitudine: 810 mt. s.l.m.  Area Stilo, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, Monterosso Calabro
  Brochure PDF
Un gruppo montuoso di elevata valenza paesaggistico-naturale Le Serre costituiscono un gruppo montuoso piuttosto complesso di elevata valenza paesaggistico-naturale, che si salda a Sud con il massiccio montuoso dell'Aspromonte. Si tratta sul piano geomorfologico di due lunghe e opposte catene montuose (Monte Covello, Cucco e Monte Pecoraro) che corrono quasi parallele lungo la catena degli Appennini. La natura geologica delle Serre e' essenzialmente cristallina con presenza diffusissima di graniti, porfidi, serpentini, dioriti quarzifere ecc., ben evidenti dai culmini piu' elevati fin nei tratti finali dei corsi d'acqua. Peculiarita' geologiche delle Serre sono anche i calanchi che soprattutto a Nord e ad Est incidono i versanti delle fasce sub-montane

LAMEZIA TERME SITO DI TERINA

LAMEZIA TERME SITO DI TERINA  Open
Loc. LAMEZIA TERME - CALABRIA  Navigatore
29 Km da CALAGHENA
Altitudine: 90 mt. s.l.m.  Area Miglierina, Catanzaro, Monterosso Calabro
Nel comune di Lamezia Terme, in una zona molto panoramica, si trova il sito archeologico dell'antica Terina, il cui centro urbano e' stato individuato nell'area di Sant'Eufemia Vetere. Fondata da Crotone nel 500 a. C. e distrutta da Annibale alla fine della II guerra punica, la citta' rappresento' per i Crotoniati l'opportunita' ideale per aprirsi uno sbocco sul Tirreno. Le informazioni piu' antiche sulla citta' sono legate al mito della sirena Ligea, che compare sulle monete coniate da Terina e ritenute dei veri e propri capolavori di conio. Sul rovescio di tali monete e' raffigurata una fanciulla alata mentre riempie di acqua un vaso (l'hydria) ad una sorgente che sgorga da una testa di leone, simbolo nell'iconografia antica di una fonte sacra. RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI Chiave per l'identificazione del territorio di Terina con quello di Lamezia Terme e' una lamina in bronzo iscritta della seconda meta' del IV secolo a.C. recuperata da Paolo Orsi nel 1914. Il piu' considerevole ritrovamento proveniente dal sito di S. Eufemia Vetere e' il cosiddetto Tesoro di S. Eufemia custodito nel British Museum di Londra. Un altro reperto importante e' l'hydria a figure rosse di Cerzeto. Sul vaso e' raffigurata una signora terinea seduta e intenta a specchiarsi mentre le sue serve l'aiutano a vestirsi e le porgono dei gioielli. Vicino al sito archeologico e' possibile visitare i ruderi dell'Abbazia Benedettina, fatta edificare da Roberto il Guiscardo nel 1062 e distrutta dal terremoto del 1638. L'Abbazia fu poi ricostruita a qualche chilometro di distanza, precisamente sulla collinetta dove sorge il villaggio agricolo di Sant'Eufemia Vetere

IL DUOMO DI CATANZARO

     

IL DUOMO DI CATANZARO  Open
Loc. CATANZARO - CALABRIA  Navigatore
20 Km da CALAGHENA
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
La cattedrale di Catanzaro, sorta nell'XI secolo ed inaugurata da Papa Callisto II, ha subito innumerevoli vicissitudini che ne hanno trasformato l'aspetto esteriore e radicalmente quello interno. I danni dei bombardamenti della II guerra mondiale arrecarono gravi danni all'intera struttura edilizia, per cui fu necessario ricostruirla completamente. Il nuovo impianto architettonico presenta tre porte sulla facciata principale e tre su quella laterale prospiciente piazza Duomo. Un Papa, Giovanni Paolo II, dopo otto secoli da Callisto II, varco' nel 1984 la soglia della Cattedrale. Era necessario testimoniare l'evento di questa seconda visita papale e quindi ecco sorgere l'idea di realizzare una porta con i contenuti di fede e di storia. Poi, con il grande Giubileo del 2000 ed il successivo Congresso Eucaristico di Catanzaro hanno reso pressante la necessita' di completare il disegno di arredo artistico e storico della nostra Cattedrale per fissare incancellabilmente anche questi due avvenimenti. Nasce percio' l'idea di realizzare le porte sulla facciata laterale, aggiungendo a quella prevista in ricordo del Giubileo ed a quella a memoria del Congresso Eucaristico,una terza che indicasse con facile lettura la via verso il regno del Signore, attraverso le piccole, semplici e difficili allo stesso tempo regole dettate da Gesu' Cristo per raggiungere la Beatitudine

STILO

STILO  Open
Loc. STILO RC, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
29 Km da CALAGHENA
  Area Monasterace Marina, Caulonia, Serra San Bruno
Stilo (Stilu in calabrese, Stylon in greco-calabro) e' un comune italiano di 2.655 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria, ed inserito nel circuito de I borghi piu' belli d'Italia. Le origini di Stilo sono legate alla distruzione durante il periodo greco da parte di Dionigi di Siracusa della citta' di Kaulon. Secondo Apollinare Agresta (Vita di San Giovanni Therestis, 1677) fu edificata in ben 3 luoghi diversi, di cui la prima volta nel promontorio di Cocinto, attuale Punta Stilo, nel medioevo sempre in quest'area sulla destra della fiumara Assi e infine sul Monte Consolino. In principio fu una citta' fortificata, un oppidum magnogreco di nome Consilinum o in greco Kosilinon. Stilo nel periodo del basso impero romano era considerata la Kaulonia italiota e successivamente cambio' il nome in Stilida. Il nome Stilida deriva dalla fiumara Stilaro, dalla forma del promontorio allungato e dalla colonna del tempio di Giove Omorio. Considerata nell'Itinerarium Antonianum una stazione itinerante distante 400 stadi da Locri. La battaglia navale avvenute tra le navi saracene di Nasar e le navi bizantine nell'880, a largo di Punta Stilo. Questa localita' allora era chiamata Le colonne, in greco Steilai. Stilida divenne parte dell'Impero Bizantino nel VI secolo. Stilida era situata nei pressi di Punta Stilo alla destra della fiumara Assi. Il 15 luglio del 982 subi' danni a causa di una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da quest'ultimi. Sara' lungo il corso del medioevo che gli abitanti della costa andranno a vivere sempre di piu' verso l'interno creando i nuclei medievali degli attuali paesi della Vallata dello Stilaro; come gli abitanti di Stilida che si sposteranno sul Monte Consolino e solo in un terzo momento dove si trova oggi Stilo. Nel IX secolo venne costruita la Cattolica di Stilo. Tra il 1065 e il 1071 Stilo resiste all'invasione Normanna. Ai tempi era definita Oppidum, cioe' citta' fortificata con cinte murarie. Vi erano 5 porte d'accesso: Porta Stefanina, Porta Terra, Porta Reale, Porta Scanza li Gutti e Porta Cacari. Col periodo normanno Stilo diventa di Regio Demanio a differenza di altre citta' come Cotrone, Catanzaro e Gerace di proprieta' di signori feudali. Conservera' questo privilegio fino nel XIV secolo quando Carlo V di Spagna gli revochera' i privilegi

LE CLEMENTINE DI CALABRIA IGP

LE CLEMENTINE DI CALABRIA IGP  Open
Loc. CATANZARO, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
21 Km da CALAGHENA
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
  Brochure PDF
Incrocio tra arancio amaro e mandarino, le Clementine provengono forse dall'Algeria (secondo una delle ipotesi piu' accreditate, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Cle'ment Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute). Coltivate in Italia sin dagli anni '30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria. Le aree di maggiore produzione sono concentrate nelle zone di pianura esistenti nella regione e sono: la Piana di Sibari e Corigliano nel cosentino, la Piana di Lamezia nel catanzarese, la Piana di Gioia Tauro-Rosarno e la Locride nel reggino. In soli 58 comuni calabresi e' concentrata quasi la meta' della superficie agrumetata regionale, cosi suddivisi: Provincia di Reggio Calabria 20 comuni; Provincia di Catanzaro 14 comuni; Provincia di Cosenza 16 comuni; Provincia di Vibo 5 comuni; Provincia di Crotone 3 comuni. A partire dal 1950 la sua coltivazione si diffuse in Calabria dove trovo' il suo habitat naturale: il clima mite e regolare riesce ad esaltare le caratteristiche qualitative estrinseche ed intrinseche del frutto, che solo in Calabria giunge a maturazione molto precocemente, ai primi di ottobre. Raccolte da ottobre a febbraio, a seconda delle varieta' (Spinoso, SRA 63, Comune, Hernandina, Fedele, Tardivo, Hernandina, Marisol e di Nules.), sono pressoche' apirene, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci, risultano facili da sbucciare, essendo l'epicarpo liscio e molto sottile, e possono gustarsi fresche o essere trasformate in canditi, marmellata, succhi, sorbetti, dolci e liquori. Le clementine presentano una forma sferoidale leggermente schiacciata ai poli, con dimensioni minime di 16-18 mm. La buccia, liscia e di colore arancio scuro, racchiude una polpa succosa e aromatica. Il frutto e' caratterizzato da assenza di semi o da un numero esiguo di essi. Per l'elevato contenuto di vitamina C, bastano un paio di frutti al giorno per coprire il fabbisogno giornaliero di una persona adulta. Le clementine sono anche ricche di minerali tra cui il potassio, indispensabile per regolare il tenore di acqua nei tessuti assicurando cosi' un buon funzionamento del cuore. Le Clementine di Calabria I.G.P., per la loro bonta', vengono generalmente consumate al naturale tuttavia trovano largo impiego anche nella preparazione di sorbetti, succhi, sciroppi e marmellate. GLI USI La Clementina di Calabria e' rinfrescante e diuretica e possiede un elevato contenuto di zuccheri disponibili. In cucina, puo' essere consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate. Il frutto e' utilizzato anche in cosmesi nella preparazione di lozioni tonificanti e maschere per la pelle

AREA ARCHEOLOGICA DI MONASTERACE MARINA

AREA ARCHEOLOGICA DI MONASTERACE MARINA  Open
Loc. MONASTERACE MARINA RC, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
33 Km da CALAGHENA
  Area Caulonia, Stilo, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio
Su Kaulon si sono raccolti migliaia di reperti che sono custoditi nel Museo Nazionale di Reggio Calabria e nel Museo archeologico di Monasterace Marina nei pressi del Tempio Dorico. Tra i reperti una nota particolare alle monete. Kaulon e' stata la prima al mondo a coniare monete in argento. I ritrovamenti confermano anche una eccellente manufattura. L'argento per il conio veniva estratto nella vallata interna oggi denominata Stilaro, conosciuta anche in epoca moderna per le miniere da cui si estraeva Mobildeno. Il tempio della Passoliera, di cui si possono ammirare i ritrovamenti, ed una ricostruzione nel Museo Nazionale di Reggio Calabria, era dotato di tegole con incasso multiplo a dentiera. Sopra una ricostruzione grafica di Paolo Orsi. Sfuggiti ai predatori di opere d'arte, vista l'incuria che si e' protratta nel tempo sul sito archeologico di Kaulon, una serie di vasi, piatti decorati di grandi dimensioni e arule votivi del Tempio. Sopra un'arula con due sfingi. Nell'area archeologica di Kaulon, a dimostrazione di una cultura che si e' protratta nei secoli, e' stata ritrovata una pavimentazione con disegnato un drago di epoca successiva a quella greca, attualmente custodita nei musei di Reggio Calabria. L'opera detta DRAKON e' di estremo interesse archeologico ed artistico. E' il reperto rappresentativo di tutta l'area archeologica di Monasterace

CACIOCAVALLO SILANO DOP

CACIOCAVALLO SILANO DOP  Open
Loc. CATANZARO, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
21 Km da CALAGHENA
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
  Brochure PDF
Formaggio grasso, di breve o media o lunga stagionatura, a pasta filata dura. Prodotto tipico del sud italiano nelle regioni Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. Prende il nome dall'altopiano della Sila. Realizzato con latte di vacche prevalentemente alimentate allo stato brado. La stagionatura avviene per un minimo di 30 giorni in cantine. Il clima della Sila e' una componente importante per la stagionatura che concede a questo formaggio aromi intensi e una piacevole piccantezza

BAIA DI RIACI

BAIA DI RIACI  Open
Loc. VIBO MARINA - CALABRIA  Navigatore
38 Km da CALAGHENA
  Area Vibo Valentia, Monterosso Calabro, Tropea
Tra Tropea e Capo Vaticano, nella localita' di Santa Domenica di Ricadi c'e' la bellissima Baia di Riaci. Una incantevole spiaggia circondata da pareti stratificate di arenaria gialla, ricche di fossili. Per raggiungere questo paradiso bisogna oltrepassare Tropea seguendo l'indicazione per Capo Vaticano, e proseguendo sulla statale, stare attenti alle indicazioni Baia di Riaci, ci si trovera' davanti ad un incrocio, dove c'e' per l'appunto il cartello 'Baia di Riaci'. Imboccando la strada, ci troviamo un po' piu' alti del livello del mare, si scende oltrepassando delle abitazioni, e si giunge sulla costa, da dove c'e' una vista stupenda del mare, raggiungibile dopo qualche centinaio di metri

CASTELLO NORMANNO

CASTELLO NORMANNO  Open
Loc. CASTELLO NORMANNO, VIA, 0, STILO REGGIO DI CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
29 Km da CALAGHENA
  Area Monasterace Marina, Caulonia, Serra San Bruno
Il Castello di Stilo o semplicemente Castello normanno e' un castello di epoca normanna costruito a Stilo in Calabria da Ruggero II di Sicilia sul Monte Consolino nell'XI secolo. Il castello ha torri triangolari eccetto quelle che circondano il forte che hanno una forma circolare e sono provviste di feritoie. Una torre si chiama Altavilla. La zona centrale del castello era una chiesa-cappella con un altare principale e 4 altari adiacenti ai muri del locale. La raccolta di acqua piovana avveniva con tubi di coccio e tegole affrontate e con una cisterna posizionata al di sotto dell'edificio centrale. Si accede al Castello tramite un sentiero che parte dal luogo in cui si trova la Cattolica, altro monumento per cui Stilo e' famosa; e seguendo il percorso che conduce per le 14 stazioni della via Crucis, al termine del quale si nota il castello, di cui sono ormai visibili le mura laterali, e percorrendo un breve tratto si arriva a destinazione. Un percorso alternativo parte nelle vicinanze all'accesso del cimitero di Stilo, si cammina per un largo sentiero all'inizio asfaltato e poi in terra battuta che compie diversi tornanti. Verso la fine, il sentiero si restringe e si cammina in fila indiana fino ad arrivare a un bivio, si prende il sentiero di destra che via via si allarga fino ad arrivare allo spiazzo dinanzi alla porta principale del castello. Prima di arrivare si vedono sulla destra (verso il mare) i resti di alcuni torri. Si racconta di Carlo d'Angio' che fa mozzare le mani e i piedi a centinaia di Stilesi, incarcerati dopo la rivolta del borgo e ripresi dopo un tentativo di fuga. I ribelli moriranno dissanguati nelle orrende segrete del castello: per quanto se ne sa, l'unica prigione del mondo che sarebbe stato inutile chiudere a chiave perche' era scavata, poco sotto le mura, in una vertiginosa parete di cinquecento metri a picco sul versante opposto a quello del borgo. Si entrava e si usciva, cosi', attraverso un'unica apertura soltanto quando si era calati oppure issati dall'alto con una fune. Oppure si saltava nel vuoto per morire sfracellati, ma avendo messo fine alle torture. Ben pochi tornavano vivi, dalla prigione del castello. Ma tra questi si ricorda una nobile matrona, di nome Regina, di cui si diceva in paese che avesse avuto per magi'a una gallina tutta d'oro, e capace di fare ogni giorno un uovo ancora d'oro. Il ribaldo governatore Costa Peloga circuisce la donna a cui vuole strappare il segreto, ma la donna non parla e il prepotente la fa bastonare a sangue rinchiudendola nel castello. Il nipote di lei, Costa Condomicita, viene a saperlo e da Crotone, dove si trova alla corte del duca, ritorna a Stilo inviando rispettosamente ricchi doni al governatore come se nulla fosse accaduto. Ma subito dopo si accorda con tredici amici, invitati al sontuoso banchetto: quando si alzano da tavola, il complotto e' gia' ordito. All'alba, i congiurati si presentano al palazzo del governatore e appena le guardie hanno aperto la porta irrompono nella stanza da letto di lui levando i pugnali. Con un balzo, lo sventurato raggiunge la finestra e si getta su un terrapieno tentando di salvarsi fuggendo ma e' raggiunto, legato e condotto al popolo dalle mani del quale ricevette la morte dopo i peggiori oltraggi. Costa Condomicita viene eletto governatore, la matrona e' immediatamente liberata. E la cronaca non dice piu' nulla della prodigiosa gallina che per la gente minuta covava le uova d'oro, ma per qualcuno capace di leggere nei simboli nascondeva forse qualche altro e anche piu' prezioso segreto

PARCO ARCHEOLOGICO DI SCOLACIUM

PARCO ARCHEOLOGICO DI SCOLACIUM  Open
Loc. ROCCELLETTA - CALABRIA  Navigatore
10 Km da CALAGHENA
  Area Catanzaro, Miglierina, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio
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In un territorio (localita' Fosso Suvarella, Cotruzzo, Fosso Scorciacapre, Santoregno, La Piazza e Rotondone) che gia' aveva visto la presenza umana in epoche lontane (paleolitico e neolitico, ma soprattutto nell'eta' del Bronzo), i coloni greci, guidati secondo la tradizione, dall'eroe ateniese Menesteo o, secondo quanto afferma Cassiodoro, da Ulisse, che tornava dalla guerra di Troia, impiantarono la citta' di Skylletion nota attualmente solo da pochi dati archeologici sicuri.Mentre le fonti storiche rimandano almeno all'VIII secolo a.C.), i reperti archeologici recuperati fino ad oggi a Roccelletta (un frammento di ceramica a figure nere, orli di coppe attiche e coppe ioniche) testimoniano l'esistenza dell'insediamento greco presso il fiume Corace (dove era il porto?) almeno dal VI secolo a.C. Di Skylletion al momento non si conosce l'estensione e i caratteri urbanistici, poiche' vi si sovrappose in seguito la colonia romana, ma essa fu certo importante per il controllo della breve via istmica tra Ionio e Tirreno e per il controllo delle direttrici di traffico marittimo. La sua vitalita' fino al IV-III sec. a.C. e' documentata dai frammenti ceramici recuperati in citta' e nel territorio, oltre che dalle monete (dal VI al III sec.a .C.), segno della vivacita' degli scambi quotidiani anche nel periodo di occupazione italica (Brettii). Dopo un periodo di crisi (eta' flavia), tra il 96 e il 98 d.C. l'imperatore Marco Cocceio Nerva (foto Nerva) decise di potenziare la citta' ricolonizzandola. Essa assunse il nome di Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium (usato solo negli atti ufficiali e nelle iscrizioni pubbliche) e con un'accorta politica urbanistica e di edilizia pubblica si attuo' la ristrutturazione dei monumenti esistenti e si crearono nuove opere pubbliche, con un programma di ampio respiro durato fino al II secolo, sotto l'imperatore Antonino Pio. Dopo una frequentazione discontinua tra VIII e XI secolo, nel sito gia' occupato dalla citta' i Normanni tentarono di edificare una grandiosa abbazia, Santa Maria della Roccella. Ma i tempi non erano maturi e l'edificio non fu ultimato, tanto che nei secolo seguenti servi' come fortificazione e, dal XVI secolo, inserita nell'ambito del piano delle torri costiere di difesa del Viceregno spagnolo

OLIO LAMETIA DOP

OLIO LAMETIA DOP  Open
Loc. LAMEZIA TERME - CALABRIA  Navigatore
33 Km da CALAGHENA
Altitudine: 166 mt. s.l.m.  Area Miglierina, Catanzaro, Monterosso Calabro
  Brochure PDF
Lametia (DOP) e' un olio d'oliva a denominazione di origine protetta, secondo la norma europea Reg. CE n. 2107/99 (GUCE L.258 del 05.10.1999). Solo l'olio d'oliva prodotto secondo le regole raccolte nel disciplinare di produzione puo' fregiarsi del marchio. Le caratteristiche dell'olio d'oliva extravergine Lametia: sapore e odore fruttato, colore dal verde al giallo paglierino, acidita' massima totale espressa in acido oleico, in peso, non eccedente grammi 0,5 per 100 grammi di olio, polifenoli totali: >=170. L'olio Lametia viene prodotto mediante la spremitura di olive sane, raccolte nei territori della piana di Lamezia. Per tale operazione sono ammessi dal decreto solamente processi fisici e meccanici che conservino il piu' possibile le caratteristiche originarie del frutto. I passaggi del sistema produttivo, seguenti alla raccolta (che deve avvenire in tempi brevi al giusto grado di maturazione), sono: selezione dei frutti sani, lavaggio, defoliazione, eliminazione dei corpi estranei, molitura, gramolazione e separazione. La conservazione del Lametia deve avvenire in luoghi freschi e asciutti, lontani da fonti di calore. Anche la temperatura deve essere controllata, rimanendo compresa fra i 14 e i 20 °C. In queste condizioni il prodotto puo' mantenere le sue qualita' inalterate per oltre 18 mesi. Le basse temperature possono inoltre portare l'olio al congelamento: in tal caso e' sufficiente riportare il recipiente in cui e' conservato l'olio a temperatura ambiente

SANT'ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO

SANT'ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO  Open
Loc. SANT'ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO - CALABRIA  Navigatore
12 Km da CALAGHENA
  Area Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, Serra San Bruno, Stilo
Sant'Andrea Apostolo dello Ionio e' un comune di 2.111 abitanti della provincia di Catanzaro. I confini del comune sono a nord con il fiume Alaca. Ad est con il mare Jonio, a sud con il fiume Salu'bro e ad ovest con i contrafforti dell'Appenino Calabro con i monti Lancina, Mancipa, Pecoraro. Il paese sorge sui colli di Maddalena, Lipantana e Carasia. Si tramanda che il primo nucleo del paese risalirebbe intorno all'anno Mille e sarebbe nato attorno alla modesta abitazione di un mandriano, originario di Badolato, di nome Adriano. Notizie in parte storiche e in parte alterate unite ad invenzioni popolari fantastiche raccontano che il mandriano Adriano portasse il suo gregge al pascolo verso la zona dell'attuale paese. Quando in inverno era impossibilitato a tornare a Badolato per le inondazioni del fiume Salubro si fermava presso una capanna che si era costruito. La capanna sarebbe divenuta, in seguito, una modesta abitazione e attorno a questa abitazione sarebbero sorte altre case fino a formare un piccolo casale, il primo nucleo dell'odierna Sant'Andrea.

MONASTERACE SITO ARCHEOLOGICO DI CAULONIA

MONASTERACE SITO ARCHEOLOGICO DI CAULONIA  Open
Loc. MONASTERACE REGGIO CALABRIA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
40 Km da CALAGHENA
Altitudine: 134 mt. s.l.m.  Area Monasterace Marina, Stilo, Serra San Bruno
Monasterace Sito Archeologico Caulonia CENNI STORICI L'antico nome di Caulonia era Castrum Vetus. La citta' sorgeva in posizione panoramica lungo la vallata del fiume Allaro. Insieme con Gerace e Stilo, costituisce uno dei centri storici piu' suggestivi della Calabria Ionica. L'antica Caulonia e' stata identificata nell'area compresa tra Punta Stilo e Monasterace Marina, dove nel 1890 l'architetto Paolo Orsi ha rinvenuto i resti di un grande tempio dorico del V secolo a. C. forse dedicato ad Apollo Katharsios. RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI Fuori dal circuito murario, 200 m a sud-ovest, sorgeva il santuario della Passoliera, di cui Paolo Orsi rinvenne solo alcune terrecotte architettoniche, pertinenti a diverse fasi, comprese tra la fine del VI e la meta' del V a.C. (ora al Museo di Reggio Calabria); da quest'area provengono anche alcuni frammenti ceramici, della fine dell'VIII a.C., che confermano l'ipotesi di una cronologia alta per le origini della citta'. Anche del tempio individuato sulla collina del Faro, d'eta' arcaica, non rimangono che poche tracce della copertura. Molto piu' consistenti sono invece i resti di un grande tempio dorico (ca. 450 a.C.), periptero in antis (6 x 14 colonne), il cui basamento in arenaria e' ben visibile ancora oggi sulla spiaggia (41,20 x 18,20 m); Tra le abitazioni si segnala la Casa del Drago, indagata dal De Franciscis nel 1960, cosi' detta per il mosaico policromo figurato con mostro marino che ne decorava un ambiente. Ricordiamo infine che nel 1982, sul fondo del mare antistante, sono stati avvistati alcuni rocchi di colonne, relativi forse ad un momento di spoliazione

VALLI CUPE

VALLI CUPE  Open
Loc. SELLIA MARINA - CALABRIA  Navigatore
33 Km da CALAGHENA
Altitudine: 286 mt. s.l.m.  Area Botricello, Catanzaro, Petilia Policastro
Nella Sila Piccola catanzarese, in uno scrigno di immensa bellezza, l'area delle Valli Cupe offre spettacoli unici: torrenti che, prima di tuffarsi nel mar Ionio, consentono di bagnarsi nelle acque limpide e incontaminate di laghetti naturali; canyon spettacolari come l'Inferno e il Milissaro; la cascata Campanaro; le gole e le cascatelle del Crocchio e di Rupe; maestosi monoliti e alberi secolari come il Gigante Buono, i Giganti di Melitani e di Cavallopoli. Le Valli Cupe sono, tra storia e leggenda, un tempio della biodiversita per le rarita botaniche e faunistiche e un museo en plein air per la presenza di siti archeologici, resti di monasteri basiliani e florensi, di castelli e borghi medievali. Nel novembre del 2012 e' stata presentata una proposta di legge regionale per l'istituzione del Parco regionale delle Valli Cupe. Descrizione Fauna: Il canyon e' ricco di specie animali. La fauna e' rappresentata da specie molto rare come la salamandrina dagli occhiali, il nibbio, il gufo reale, il gheppio, il corvo imperiale, l'avvoltoio egiziano. Descrizione Flora: Tra le specie vegetali spicca la rarissima Felce bulbifera, vero e proprio fossile vivente di cui si sono trovate tracce risalenti a circa 350 milioni di anni fa. due felci tropicali molto rare (la Felcetta lanosa e la Pteride di Creta), la Felce regale, preziosa e rara pianta di antichissima origine e di grande valore botanico. Fra gli alberi ad alto fusto merita particolare attenzione Il Gigante Buono, un castagno di circa 500 anni, di oltre otto metri di circonferenza, adottato dai bambini delle scuole elementari di Sersale. Il suo nome deriva dal fatto che anticamente faceva parte di un esteso castagneto che sfamava le popolazioni locali. Veniva chiamato anche Albero del pane in quanto con la sua pregiata farina si preparavano numerosi piatti. Altra attrattiva naturalistica sono I Giganti dei Melitani, dei veri e propri monumenti naturali che arrivano a sfiorare i 10 metri di circonferenza ed impressionano il visitatore per la loro mole imponente e per le vicende riguardanti la storia locale a cui sono legati. Come raggiungerci: L'area delle Valli Cupe e' raggiungibile da: Lamezia Terme (Km 65): superstrada per Catanzaro; da Catanzaro proseguire per Crotone (SS 106); al bivio per Cropani-Sersale svoltare a sinistra e proseguire per Sersale. Catanzaro (Km 45): SS 106 in direzione Crotone; al bivio per Cropani-Sersale svoltare a sinistra e proseguire per Sersale

Escursioni e attrazioni in CALABRIA vicino a MONTEPAONE LIDO Roccelletta Sant'Andrea Apostolo dello Ionio Catanzaro: 'SOPPRESSATA DI CALABRIA DOP'   'MIGLIERINA'   'COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN GIOVANNI'   'PARCO DELLA BIODIVERSITA' MEDITERRANEA'   'WWF: OASI LAGO DELL'ANGITOLA'   'VIBO VALENTIA'   'FORESTA DI FERDINANDEA'   'CATANZARO'   'PARCO NATURALE REGIONALE DELLE SERRE'   'LAMEZIA TERME SITO DI TERINA'   'IL DUOMO DI CATANZARO'   'STILO'   'LE CLEMENTINE DI CALABRIA IGP'   'AREA ARCHEOLOGICA DI MONASTERACE MARINA'   'CACIOCAVALLO SILANO DOP'   'BAIA DI RIACI'   'CASTELLO NORMANNO'   'PARCO ARCHEOLOGICO DI SCOLACIUM'   'OLIO LAMETIA DOP'   'SANT'ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO'   'MONASTERACE SITO ARCHEOLOGICO DI CAULONIA'   'VALLI CUPE'  

CALABRIA


Il nome originario della Calabria era Brutium derivato dal nome del suo popolo (i Bruzi) , mentre Calabria era denominata la penisola del Salento in Puglia. E' dalla Calabria invece che deriva il nome di tutta la penisola, in quanto Italia prende il nome dal suo re Italo. La Calabria è la punta dello Stivale, l'estremo sud dell'Italia. Lambita dalle splendide acque del mar Ionio e del mar Tirreno è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina. Il clima accogliente, gli splendidi colori del mare, le coste rocciose alternate a litorali sabbiosi, la sua natura selvaggia e misteriosa, i sapori intensi e genuini della cucina locale e le testimonianze delle sue antiche origini rendono la Calabria un posto unico, da ammirare sia d'inverno che d'estate. Ogni desiderio potrà essere esaudito. Chi ama la natura, i suoi profumi, i suoi misteri potrà addentrarsi nell'entroterra calabrese, scoprendo un paesaggio puro e incontaminato, dove immense distese di verde sono interrotte dal blu di laghi e cascate. Chi, invece, vuole abbronzarsi sotto i caldi raggi del sole o immergersi in un mare cristallino, potrà scegliere fra le tante graziose località che costellano le lunghe coste tirreniche e ioniche. E per coloro che vogliono conoscere il passato di questa terra, culla della Magna Grecia e terra di antichi insediamenti, la Calabria offre un'ampia scelta fra chiese e monasteri, castelli e palazzi, borghi e luoghi dove sopravvivono usi e tradizioni secolari.

Da Vedere: La città di Tropea situata nella cosiddetta costa degli Dei e conosciuta per le sue bellezze come la perla del Tirreno. La leggenda narra che il fondatore sia stato Ercole che ne fece uno dei suoi porti. Oltre alla meravigliosa spiaggia la città offre meraviglie architettoniche come la Chiesa di Santa Maria dell'Isola , un santuario benedettino sull'isolotto scoglio e le varie chiese e palazzi del centro storico. Il Parco Nazionale della Calabria che comprende gran parte della Sila dove si possono trovare arbusti sempreverdi come erica, mirto, rosmarino, alloro e lentisco e dal punto di vista faunistico: daini, cinghiali. Lupi, gatti selvatici ed alcune specie di aquile reali. Il Parco Nazionale del Pollino che è la zona d'Italia con l'area protetta più vasta. Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare in provincia di Cosenza : Edificio incastonato nelle rocce del monte Vinciolo Il Castello aragonese del 1490 e il Santuario di S.Maria del Castello del sec. XI a Castrovillari. Il Santuario è stato ristrutturato nel &700 e conserva al suo interno opere di grande valore come le tavole di Pietro Neuroni del 1552. Gli scavi di Sibari che hanno portato alla luce resti di abitazioni della città greca del sec. VII a.C che era famosa per le sue miniere d'argento.

Gastronomia e Vini: La gastronomia calabrese è semplice ma dai sapori forti e decisi e elaborata nella preparazione. I prodotti tipici sono: la cipolla rossa di Tropea, &Nduja di Spilinga, il peperoncino rosso e il Pecorino del Poro. Sono inoltre famosi gli insaccati, primo fra tutti la soppressata. La pasta che viene preparata in casa è condita per lo più con sughi a base di pomodoro con carni di manzo, maiale, agnello e vitello e insaporita con peperoncino. Le carni vengono principalmente cotte al sugo o in arrosto. Una specialità è il capretto con le patate arrosto accompagnato da carciofi o piselli in base alla stagione. Gli ortaggi più usati sono le melanzane e i peperoni che vengono mangiati ripiene oppure conservateisott'olio. Nella calabria montana si fa largo uso dei funghi soprattutto porcini, metre sulla costa si possono gustare piatti a base di pesce, fra cui è molto usato il tonno. Fra le moltissime varietà di dolci, il più tipico e senza dubbio il più caratteristico è il cozzùpa fatta con la pasta della ciambella ed assume sempre forme umane, di animali, di cestino o di cuore. Il vino regionale tipico è il Cirò Rosso D.O.C, un vino secco e corposo il cui vitigno di base è il Gaglioppo.