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sant'agata - escursioni punti di interesse attrazioni a melfi

 AGRITURISMO SANT'AGATA

AGRITURISMO
SANT'AGATA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a MELFI Atella Monteverde Venosa

ACERENZA

ACERENZA  Open
Loc. ACERENZA POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
32 Km da SANT'AGATA
Altitudine: 776 mt. s.l.m.  Area Lagopesole, Potenza, Venosa
Sorge a 833 m s.l.m. nella parte nord-orientale della provincia. Confina con i comuni di: Oppido Lucano (10 km), Cancellara (12 km), Forenza (14 km), Pietragalla (16 km), Genzano di Lucania (19 km) e Palazzo San Gervasio (24 km). Dista 37 km da Potenza e 74 km dall'altra provincia lucana Matera. Assieme ai comuni lucani di Venosa, Castelmezzano, Pietrapertosa e Guardia Perticara, e' considerato uno dei borghi piu' belli d'Italia dall'associazione omonima, che comprende in totale 196 localita' della penisola. La cattedrale e' un pregevole monumento, tra i piu' importanti della regione: risalente all'XI secolo, fu consacrata nel 1080 in stile romanico con influenze gotiche. Ha una grande abside e un interno a tre navate con importanti tavole cinquecentesche, una cripta del 1524, sulle cui pareti vi sono degli affreschi di Giovanni Todisco da Abriola. Sia la facciata sia i campanili sono stati ritoccati nel corso dei secoli; la cupola sulla crociera e' del XIX secolo. All'interno della sacrestia emerge un busto di Giuliano l'Apostata; un passaggio consente di girare attorno al coro e di ammirare le absidi in pietra squadrata. Di recente sono stati ritrovati, dopo alcuni scavi, le fondamenta di un battistero adiacente la cattedrale

WWF: OASI LAGO DI CONZA

WWF: OASI LAGO DI CONZA  Open
Loc. CONZA DELLA CAMPANIA, AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
32 Km da SANT'AGATA
  Area Calabritto, Senerchia, San Fele
  Brochure PDF
L'Oasi del Lago di Conza si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Conza della Campania (Av). L'area si estende per circa 800 ettari. L'invaso di Conza, rappresenta la piu' estesa area umida della Campania. Comprende tasselli di bosco igrofilo, pascoli e ambienti steppici. Nell'Oasi e' attivo un Centro Visite con ampia sala per conferenze, un laboratorio didattico, un percorso natura, capanni di osservazione, un'aula verde per la didattica all'aperto e un'area attrezzata per la sosta agevolano il contatto con la natura. Ambiente L'invaso di Conza sul fiume Ofanto con le aree a valle della diga, rappresenta la piu' estesa area umida della Campania. Situato sulla direttrice Ofanto-Sele costituisce, insieme all' Oasi WWF di Persano (sul fiume Sele), la stazione di ristoro e riposo delle specie ornitiche lungo la rotta migratoria tra Tirreno ed Adriatico. L'area assume quindi un rilievo nazionale e sovranazionale soprattutto per la variegata e popolosa avifauna che vi staziona o vi nidifica, durante le migrazioni tra il continente eurasiatico e l'Africa. Il perimetro dell'Oasi del Lago di Conza si puo' inserire nel sistema paesistico Sannitico-Lucano. Si tratta di un'area di basse montagne che in generale non superano i 1.000 metri di quota, con un modellamento dolce, essendo costituite da calcari marnoso-arenacei miocenici. La fascia bioclimatica vegetazionale e' quella della roverella e dei prati steppici a Bromus erectus. L'altezza media s. l. m. e' di circa 420 m. Quando nel 1972 cominciarono i lavori di costruzione della diga, la vasta piana alluvionale dell'Ofanto era interessata da attivita' agricole e zootecniche, testimoniate tutt'oggi dai ruderi delle numerose case coloniche. Il bosco igrofilo vegetava nell'alveo di piena dell'Ofanto. Successivamente, con il forzato abbandono delle coltivazioni e con l'estrazione del materiale lapideo e terroso occorrente alla realizzazione della diga, e' avvenuta un'espansione della vegetazione igrofila, principalmente dei salici e dei pioppi, accompagnata dalla tipica vegetazione palustre. In tali aree si sono creati anche dei piccoli stagni con fitti canneti, sia per effetto delle risorgive che per i crateri creati con l'attivita' di escavazione. Con la presenza della diga il livello dell'acqua muta frequentemente, per cui sovente si ha un'alterazione della fisionomia del periplo del lago.

CASCATE U UATTENNIERE

CASCATE U UATTENNIERE  Open
Loc. SAN FELE POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
20 Km da SANT'AGATA
  Area Atella, Lagopesole, Monteverde
Il torrente Bradano scorre nelle prossimita' di San Fele ,per arrivare alle cascate si prende la strada San Fele-Rapone,passando da via Umberto °,e dal Calvario.Dopo circa 1 km dall'uscita da San Fele si arriva ad una curva con incrocio sulla destra,dove esiste un tratturo comunale e li' ci sono le indicazioni in legno (prima del ponte e della fontana),che indicano le cascate .Lasciare qui' la macchina e scendere a piedi alle cascate..Sono circa 400 mt. Suggerimento: Meglio scarpe da trekking o sportive e con un bastone tra le mani..mostrare un po' di attenzione perche' puo' essere anche a tratti scivoloso e pertanto pericoloso.Sopratutto per i bambini che devono sempre essere accompagnati dai genitori e/o dagli adulti.Seguire le indicazioni riportate sulle frecce in legno che si trovano sul sentiero.Un altro percoso e' lasciare la macchina in via Umberto ( vicino al bar-ristorante Tipicamente )a San Fele e proseguire a piedi per loc.Levatelle.un percorso di cira 1,5 km in andata.Stare attenti perche' si passa da un sentiero sopra la prima cascata che e' stretto e puo' essere pericoloso

MELFI CASTLE

MELFI CASTLE  Open
Loc. MELFI - BASILICATA  Navigatore
10 Km da SANT'AGATA
Altitudine: 210 mt. s.l.m.  Area Lavello, Monteverde, Atella
Il castello di Melfi, avendo riportato numerose fasi costruttive nell'arco dei tempi, presenta una forma architettonica multistilistica, sebbene abbia conservato il suo aspetto prettamente medievale. E' composto da dieci torri di cui sette rettangolari e tre pentagonali: Torre dell'Ingresso Torre dello Stendardo o dei Cipressi Torre della Secretaria o Della Terrazza Torre del Baluardo del Leone Torre dell'Imperatore o dei Sette Venti Torre senza nome, restano solo i ruderi Torre di Nord Est o Torrita Parvula Torre delle Carceri o di Marcangione Torre della Chiesa Torre dell'Orologio Il castello di Melfi e' formato da quattro ingressi, di cui solo uno e' tuttora agibile. Il primo, situato a nord est vicino alla Torre Parvula, era collegato direttamente con la campagna ed attualmente e' murato; il secondo, anch'esso murato e collocato nei pressi della Torre della Chiesa, si apre nello spalto; il terzo a sud ovest, presente vicino al Baluardo del Leone, era l'ingresso principale nell'epoca angioina e permetteva di raggiungere il fossato e la citta'. Il quarto, l'unico attivo, fu aperto dai Doria e funge da accesso al paese attraverso un ponte, in tempi remoti levatoio. L'interno, sebbene trasformato dai Doria, tra il XVI ed il XVIII secolo, in un palazzo baronale, conserva ancora alcuni tratti strutturali in stile normanno-svevo. Oltrepassato il ponte si nota un portale settecentesco che contiene un'epigrafe che rende onore alle gesta di Carlo V e Andrea Doria. Procedendo si accede al cortile dove e' possibile recarsi alle scuderie ed ai cortili dello Stallaggio e del Mortorio, tutte opere angioine realizzate tra il 1278 ed il 1281 per volere di Carlo II d'Angio'. Sempre in stile angioino sono la Sala del Trono (che ospita il Museo), innalzata sul lato settentrionale, la sottostante Sala degli Armigeri. Da menzionare anche la Sala delle Scodelle, luogo in cui furono proclamate le Costituzioni di Melfi. Servizi al pubblico: nei giorni di sabato e domenica sono disponibili assistenti museali per visite guidate, negli altri giorni visite guidate su prenotazione (scheda di prenotazione) Giorni e orario d'apertura: ore 9 - 20 Chiusura settimanale: lunedi' mattina Costo del biglietto: Euro 2,5

CASTEL LAGOPESOLE

CASTEL LAGOPESOLE  Open
Loc. CASTEL LAGOPESOLE, POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
21 Km da SANT'AGATA
Altitudine: 772 mt. s.l.m.  Area San Fele, Acerenza, Atella
Castel Lagopesole (comunemente Lagopesole, Lu Cuastiedd in aviglianese) e' una delle frazioni di Avigliano, in provincia di Potenza, che conta 652 abitanti. Lagopesole e' nota per il suo passato svevo, legata alle figure di Federico II e di suo figlio Manfredi ma anche per essere stato uno dei luoghi di rifugio dei briganti guidati da Carmine Crocco. Alla sommita' di Lagopesole si trova un castello, attribuito a Federico II e costruito probabilmente fra il 1242 ed il 1250 (sebbene altri ritengano che risalga all'epoca normamna, o ancor prima a quella saracena). Una peculiarita' che contraddistingue questo castello da tutti gli altri attribuiti a Federico II di Svevia e' la presenza, al suo interno, di una chiesa vera e propria (non una semplice cappellina, unico esempio, appunto, tra tutti quelli risalenti a quell'epoca imperiale), in un austero stile romanico, che i restauri effettuati negli ultimi anni del XX secolo hanno portato alla luce e consegnato ai posteri nel suo originario splendore.Nell'Ottocento il castello fu rifugio dei briganti, capeggiati da Carmine Donatelli Crocco, che il 7 aprile 1861 lo occupo' con altri 400 briganti. Su di esso, come su altri castelli lucani, si sono tramandate disparate leggende

PISTA CICLABILE DI LAVELLO

PISTA CICLABILE DI LAVELLO  Open
Loc. LAVELLO - BASILICATA  Navigatore
15 Km da SANT'AGATA
  Area Venosa, Melfi, Atella
Il Ponte di Annibale e' un ponte in pietra ad una sola arcata ed e' visibile percorrendo la strada provinciale che collega Cerreto Sannita e Cusano Mutri; venendo da Cerreto Sannita sulla vostra destra vedrete un monumento in ferro e da qui scende una piccola strada che porta fino al ponte (potete parcheggiare l'auto alla fine di questa strada). Attraversato il ponte bisogna girare subito a destra e risalire il Titerno tenendo il fiume sempre alla vostra destra (ATTENZIONE: Una volta attraversato il ponte, sulla vostra sinistra noterete un sentiero segnato rosso-bianco; questo sentiero scende lungo il fiume e non e' quello di nostro interesse). Il sentiero non e' ben segnato, ogni tanto si incontrano dei nastri bianchi lungo il percorso; per non perdersi basta non allontanarsi dal letto del fiume, ma nemmeno avvicinarsi troppo onde evitare di scivolare. Proseguendo lungo il sentiero si arrivera' fino al Ponte di Lavello (nel periodo di Giugno il fiume e' quasi asciutto ed e' possibile percorrere la parte finale direttamente nel letto del fiume, prestare attenzione alle pietre particolarmente scivolose). Arrivati al di sotto del ponte e' possibile avere una bella vista delle Forre di Lavello dal basso; a questo punto e' impossibile proseguire e si consiglia di tornare verso il punto di partenza seguendo il medesimo sentiero. Premesso che sconsiglio vivamente di salire da questo punto direttamente sul ponte di Lavello in quanto e' molto facile scivolare, a titolo puramente informativo, si puo' risalire alla sinistra del pilastro

MONTEVERDE

MONTEVERDE  Open
Loc. MONTEVERDE - CAMPANIA  Navigatore
11 Km da SANT'AGATA
Altitudine: 737 mt. s.l.m.  Area Atella, Melfi, San Fele
Monteverde sorge su un colle nell'alta valle dell'Ofanto, ai confini orientali della Campania, in quella terra d'Irpinia che ha come animale totemico il lupo (hirpus in osco, la lingua dei Sanniti). Il centro storico, arroccato intorno al castello, si adegua alla morfologia del luogo, piu' volte sconvolto dai terremoti, e conserva l'originario tessuto urbano dei paesi irpini d'altura, con le strette viuzze a gradoni per raccordare i dislivelli delle cerchie stradali, e uno spazio fisico angusto dove non raro e' l'utilizzo della roccia a scopi abitativi. Passeggiando nei vicoli, si nota, inglobata in un'abitazione, una roccia plasmata dal vento a forma di elefante. Frequente e' anche la soluzione della loggia su ampie arcate realizzate con pietra locale. L'aggregazione a schiera delle abitazioni lungo la serie concentrica di vicoli, archi e scalinate che seguono l'andamento del colle, ha donato compattezza al borgo. Il castello, costruito in pietra locale sbozzata e lavorata, e' stato adattato e ampliato nel XV secolo dagli Aragonesi sul torrione innalzato dai Longobardi a difesa dei confini del ducato di Benevento. Dotato di quattro torrioni cilindrici posti agli angoli di una struttura a pianta irregolare, e' stato trasformato da fortezza a residenza signorile nel 1744 dai baroni Sangermano che vi hanno aggiunto l'ala destra. Il torrione meglio conservato e' quello all'angolo meridionale. Il castello e' stato completamente riqualificato nel 2006. Ai suoi piedi e' ancora visibile una porzione di mura pelasgiche-sannitiche (IV-III secolo a.C.). Nelle stradine lastricate, l'attenzione e' spesso catturata dagli edifici d'interessante fattura della borghesia terriera ottocentesca, come i palazzi Pelosi e Spirito in via Bocchetti, abbelliti da artistici portali. Quanto ai luoghi di culto, il principale e' la ex cattedrale dedicata a Santa Maria di Nazareth. Sovrastata dal castello, si presenta a noi nelle forme barocche del rifacimento del 1728, ma il primo impianto e' del XIV secolo, con ampliamento nel XVI. L'ultimo restauro seguito al terremoto del 1980 ha svelato strutture romaniche. All'interno conserva dipinti di scuola napoletana del Seicento, statue lignee e altari di eta' compresa tra il XV e il XVIII; un crocifisso e' stato recentemente datato al XIII secolo. Anche la chiesa parrocchiale e' intitolata a Santa Maria di Nazareth ed e' stata ricostruita nel 1728, ma il rifacimento e' del 1901; l'impianto primitivo risale all'XI secolo e i dipinti all'interno sono settecenteschi. La chiesa di Santa Maria del Carmine, settecentesca, era annessa al convento dei Carmelitani soppresso nel 1652; ha una torre campanaria con bifore gotiche del 1888. Piccole sono la chiesa di Sant'Antonio (XVII secolo) e la chiesetta rurale di San Rocco all'ingresso del borgo, di cui non sfugge il recente restauro. Il piatto Dalla focaccia contadina di farina di mais cotta sui tizzoni ardenti in sostituzione del pane o per arricchire il bollito di verdure di campo, si arriva a piatti piu' elaborati, ma sempre di derivazione agropastorale, a base di pasta fatta in casa (ravioli, orecchiette, cavatelli, lasagne), di legumi (ceci, fagioli, lenticchie, fave, cicerchie), di ortaggi (verza, cicorie, asparagi). Il robusto vino di uve Aglianico e Sangiovese accompagna insaccati e carni bianche e rosse, tra cui la testina di agnello con le patate, tipica pietanza del periodo pasquale

PARCO NATURALE REGIONALE BOSCO INCORONATA

PARCO NATURALE REGIONALE BOSCO INCORONATA  Open
Loc. PARCO NATURALE REGIONALE BOSCO INCORONATA, FOGGIA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
45 Km da SANT'AGATA
  Area Cerignola, Melfi, Lavello
Un piccolo lembo di vegetazione nel cuore del Tavoliere delle Puglie Il Parco Naturale Regionale del Bosco Incoronata e' situato a circa 12 chilometri dalla citta' di Foggia, nel cuore del Tavoliere delle Puglie. L'area protetta, di circa 1000 ettari, custodisce un piccolo lembo di vegetazione naturale all'interno di un territorio profondamente coltivato. E' un territorio diversificato rappresentativo degli ambienti che in passato ricoprivano buona parte del Tavoliere. Il Parco Naturale Regionale comprende oltre il Bosco dell'Incoronata anche parte del Sito di Importanza Comunitaria proposto (pSIC) denominato Valle del Cervaro - Bosco dell'Incoronata ricadente nel perimetro del Comune di Foggia

OLIVA LA BELLA DELLA DAUNIA DOP

OLIVA LA BELLA DELLA DAUNIA DOP  Open
Loc. CERIGNOLA FG, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
38 Km da SANT'AGATA
Altitudine: 121 mt. s.l.m.  Area Lavello, Minervino Murge, Melfi
  Brochure PDF
La Bella della Daunia e' un prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di origine protetta. E' un'oliva da mensa ottenuta dalla trasformazione, con lavorazione in verde o in nero di olive della cultivar Bella di Cerignola raccolte in un ristretto areale del Foggiano, con la maggiore concentrazione nel territorio di Cerignola. Le olive vengono raccolte non prima della meta' di ottobre. Nella lavorazione in verde, eseguita con il metodo Sivigliano, sono trattate con soda (per ridurne l'amaro) la cui concentrazione varia da un minimo del 2,5% sino ad un massimo del 3%. In seguito vengono risciacquate con acqua e poste in appositi contenitori. Infine viene aggiunto il sale da cucina. L'oliva viene coltivata in pianura in presenza di temperature che non scendono mai al di sotto di 0 °C negli appezzamenti in prossimita' dei comuni di: Cerignola, Stornara, Stornarella, Orta Nova, S. Ferdinando di Puglia e Trinitapoli. I terreni che piu' si prestano alla coltivazione di questa varieta' sono di tipo calcareo, siliceo e argilloso

MINERVINO MURGE

MINERVINO MURGE  Open
Loc. MINERVINO MURGE - PUGLIA  Navigatore
38 Km da SANT'AGATA
  Area Andria, Lavello, Cerignola
Minervino Murge, conosciuto anche come il Balcone delle Puglie, grazie alla sua posizione panoramica, e' un borgo al confine tra la Puglia e la Basilicata. Si estende nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia e fa parte della Puglia Imperiale, l'area centro della Puglia costituita dai Comuni di Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Corato, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola, Trani e Trinitapoli. Il nucleo centrale del paese e' costituito dalla Scesciola, la parte piu' antica, di tipico impianto urbanistico medievale. Passeggiando lungo i suoi vicoli si possono ancora ammirare angoli particolarmente suggestivi, caratterizzati da facciate di case collegate da tipici archi. L'antico borgo, cosi' come il resto dell'abitato, conserva numerosi e pregevoli monumenti. Situato a 20 km dallo splendido maniero federiciano, Castel del Monte, Minervino Murge si estende su due colline all'interno del piu' grande parco naturale del Sud Italia. La Murgia rappresenta un'oasi vitale che ospita moltissime specie animali e vegetali. Tratturi, tratturelli e bracci di collegamento sorgono un po' dovunque, in parte su terreni fiscali e in parte come servitu' anomale per il passaggio di andate e ritorno, sulle terre a pascolo dei comuni e dei privati. Tra i principali 'riposi' per le greggi ricordiamo quello delle Murge tra i demani di Minervino, Andria e Ruvo

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA  Open
Loc. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE, PIAZZA UMBERTO I, VENOSA POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
14 Km da SANT'AGATA
Altitudine: 421 mt. s.l.m.  Area Lavello, Atella, Melfi
  Brochure PDF
Il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata consente, per la prima volta, di poter esporre nella restaurata sede di Palazzo Loffredo i risultati delle importanti ricerche condotte negli ultimi anni nella Basilicata centrosettentrionale e, al tempo stesso, costituisce una vetrina della complessa realta' archeologica di una regione che e' stata luogo privilegiato dell'incontro tra genti di stirpe e di cultura diversa, al centro del Mediterraneo. L'importanza della ricerca archeologica in Basilicata e la varieta' delle diverse situazioni sono ben esemplificate dal sistema dei Musei Archeologici Nazionali sul territorio che si e' andato formando in questi ultimi anni. Il sistema comprende i musei di Matera, Metaponto e Policoro (in provincia di Matera), dedicati rispettivamente alla preistoria del territorio murgiano e alle colonie greche di Metaponto e Siris-Herakleia, e i musei di Melfi, Venosa, Grumento e Muro Lucano (in provincia di Potenza), dedicati alle genti daunie e nord-lucane del Melfese, alle citta' romane di Venusia e Grumentum e alle ville romane del territorio potentino. Ubicato nella prestigiosa sede di Palazzo Loffredo, residenza nobiliare ceduta in comodato dal Comune di Potenza alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata e' dedicato a Dinu Adamesteanu, figura di studioso di assoluto rilievo internazionale, oltre che fondatore dell'archeologia lucana

VENOSA

VENOSA  Open
Loc. VENOSA POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
14 Km da SANT'AGATA
  Area Lavello, Melfi, Atella
Venosa (Veno'se in dialetto lucano) e' un comune italiano di 12.035 abitanti in provincia di Potenza nell'area del Vulture. E' uno dei 196 comuni iscritti all'associazione I borghi piu' belli d'Italia, assieme ad altri quattro della regione: Acerenza, Castelmezzano, Pietrapertosa e Guardia Perticara. Venosa e' sita nel nord della Basilicata su un altopiano compreso tra due valli ed e' circondata da una rigogliosa vegetazione e da numerose alture. L'escursione altimetrica del territorio venosino varia dai 177 m. s.l.m. agli 813 m. s.l.m., gran parte del centro cittadino pero' sorge ad una quota variabile tra i 400 m. s.l.m. ed i 430 m. s.l.m.. La casa municipale si trova ad un'altitudine di 415 m. s.l.m.. Il clima e' di tipo temperato-sublitoraneo con estati calde e secche ed inverni piuttosto freddi e umidi. Non e' raro superare i 40° in estate ed andare al di sotto dello zero in inverno. La media pluviometrica si aggira intorno ai 700mm annui, con i picchi precipitativi nel periodo autunnale ed invernale. I mesi estivi, invece, sono quelli piu' secchi. La neve fa la sua comparsa ogni inverno con una media di 20 cm/anno circa.

CALABRITTO

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Loc. CALABRITTO - CAMPANIA  Navigatore
44 Km da SANT'AGATA
  Area Senerchia, Acerno, Conza della Campania
Calabritto e' un piccolo paese nell'Alta Valle del Sele, dominato dal monte Cervialto (mt 1809). L'alta valle del Sele fu anticamente popolata da genti di varie stirpi, ognuna delle quali ha lasciato i segni della propria civilta', segni che affiorano qua e la' nei campi, in prossimita' dei fiumi, in antiche grotte, lungo i pendii delle colline. L'economia locale si regge sul patrimonio boschivo e su alcune attivita' del terziario. Ampiamente praticata e' l'agricoltura di sussistenza che produce frutti di qualita' pregiata: olio, castagne, vino e nocciole. Non manca chi si e' dedicato alla pastorizia e alle attivita' connesse. Il clima del luogo e' asciutto e temperato. Tra le caratteristiche, i numerosi sentieri sparsi tra le montagne del Comune che conducono alla scoperta di posti nuovi e suggestivi (Santuario della Madonna della Neve, di Grienzi, della Madonna del Fiume, monte Altillo, Cervialto, Altopiano del Gaudo, Piano Migliato). Da Calabritto tra fitti boschi di faggio e verdeggianti pianori che costituiscono un itinerario paesaggistico di rara bellezza si giunge all'altopiano di Laceno. E' possibile poi raggiungere in pochi minuti Materdomini, dove si trova il Santuario di S. Gerardo Maiella; Caposele, da dove si dirama l' acquedotto pugliese; Senerchia, dove si trova l'oasi WWF; Valva, famosa per il castello; l'abbazia del Goleto a S. Angelo e in poco piu' di mezzora, Salerno e Paestum con la costiera Amalfitana.

MONTICCHIO LAGO PICCOLO

MONTICCHIO LAGO PICCOLO  Open
Loc. ATELLA - BASILICATA  Navigatore
6 Km da SANT'AGATA
Altitudine: 693 mt. s.l.m.  Area Monteverde, San Fele, Melfi
Situati alla falda sud occidentale del monte Vulture, occupano le bocche crateriche dell'antico vulcano. Pur comunicando tra loro, i laghi presentano un diverso colore: il Lago Piccolo ha un colore verdastro il Lago Grande verde oliva. I laghi, entrambi di forma ellittica, sono separati da un istmo largo 215 m. Il Lago Piccolo ha una superficie di 16 ettari e perimetro di 1800 m, presenta sponde ripide che scendono fino ad una profondita' di 38 m. Il Lago Grande con una superficie di 38 ettari e perimetro di 2700 m, occupa una cavita' imbutiforme, con bassifondi estesi per gran parte del bacino, che solo a nord si inabissano fino a 36 m. Il lago piccolo a quota 658 m viene alimentato da sorgenti subacquee, da qui l'acqua defluisce attraverso un ruscello con portata di 57 litri al secondo, nel Lago Grande, a quota 656 m. Entrambi i laghi hanno la temperatura piu' elevata dei laghi d'Italia. Tra le specie vegetali lungo le rive si ricordano roveri e faggi, nelle acque le ninfee. La riserva naturalistica fa parte del comune di Atella, e' dotata di un'estensione pari a 187 ettari ed e' caratterizzata, per via del microclima, da una faggeta di bassa quota. Fu istituita nel 1971, con lo scopo principale di tutelare la Acanthobrahmaea, una rara farfalla notturna scoperta nei boschi di Monticchio dallo studioso altoatesino Federico Hartig nel 1963, che ne costituisce l'unica specie europea della famiglia delle Brahmaeidae.

FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.

FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.  Open
Loc. POTENZA - BASILICATA  Navigatore
40 Km da SANT'AGATA
  Area Pignola, Lagopesole, Acerenza
I Fagioli Bianchi di Rotonda sono prodotti in provincia di Potenza, nei comuni di Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore. I terreni su cui vengono coltivati i Fagioli Bianchi di Rotonda sono situati nella valle del Mercure. Le principali caratteristiche qualitative sono l'elevato contenuto proteico della granella; il tegumento molto sottile, e infine l'aspetto dei baccelli che si presentano completamente bianchi, con semi di dimensioni maggiori, di forma caratteristica tonda/ovale e senza screziature. Le tecniche agronomiche di coltivazione utilizzate per la produzione si caratterizzano per la marcata presenza nel processo produttivo dell'uomo e dell'utilizzo di strumenti propri della valle del Mercure, come l'utilizzo esclusivo di tutori di castagno per il sostegno dei fagioli ottenuti dai boschi presenti nella suddetta Valle. La tecnica utilizzata per la coltivazione e' la stessa che si e' tramandata nel corso degli anni con una serie di operazioni colturali eseguite interamente a mano, come la realizzazione della struttura di sostegno dei fagioli rampicanti, la scerbatura, la raccolta del prodotto. Per l'impianto di sostegno dei fagioli vengono utilizzati pali di castagno di varia dimensione secondo l'utilizzo del sistema a postarella o a rete, per la crescita dei fagioli rampicanti. Famosa la Sagra del Fagiolo Bianco di Rotonda che testimonia il forte legame che tra questo prodotto e il territorio. Nel 2004, i Fagioli Bianchi di Rotonda sono stati inseriti nell'elenco dei prodotti tradizionali della Regione Basilicata

Escursioni e attrazioni in BASILICATA vicino a MELFI Atella Monteverde Venosa: 'ACERENZA'   'WWF: OASI LAGO DI CONZA'   'CASCATE U UATTENNIERE'   'MELFI CASTLE'   'CASTEL LAGOPESOLE'   'PISTA CICLABILE DI LAVELLO'   'MONTEVERDE'   'PARCO NATURALE REGIONALE BOSCO INCORONATA'   'OLIVA LA BELLA DELLA DAUNIA DOP'   'MINERVINO MURGE'   'MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA'   'VENOSA'   'CALABRITTO'   'MONTICCHIO LAGO PICCOLO'   'FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.'  

BASILICATA


Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dell'antica popolazione). La Basilicata inizia ad essere così chiamata intorno al IX. - X. secolo dopo Cristo. Questo nome deriva da Basilikos, appellativo del funzionario dell'Impero Bizantino che governava la Regione, che, dopo la dominazione romana, divenne territorio dell'Impero Bizantino. La regione Basilicata si trova tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell'Italia. Non si visita la Basilicata per caso, si sceglie infatti di soggiornare in questa terra solo se si ha voglia di vivere un'esperienza diversa, immergendosi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi. Ci sono poi dei luoghi anche a 1000 m di altitudine, dove l'aria pura, i sapori genuini e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza. Bellissima, e tuttavia ancora poco esplorata, è la zona dei Laghi di Monticchio, una delle aree più spettacolari della Basilicata. Il lago Grande e il lago Piccolo, sono due splendidi specchi d'acqua che occupano i due crateri, ormai spenti, del Monte Vulture e sono circondati da una fitta e lussureggiante vegetazione. La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno. La costa ionica, con le due note località di Metaponto e Policoro, offre ampie spiagge di sabbia finissima o di ciottoli, in alcuni tratti circondate da pinete e filari di eucalipto. Il Golfo di Policastro, sul versante tirrenico, presenta una costa alta e frastagliata, dove i promontori a picco sul mare sono intervallati da piccole spiagge lambite da un mare cristallino.

Da Vedere: I 'Sassi di Matera': sono quartieri scavati nella roccia e intagliati in un profondo burrone formato dalle pareti di tufo del torrente Gravina. I 'Sassi' sono considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità e sono protetti dall'Unesco. Museo Nazionale della Siritide: si trova a Policoro, in provincia di Matera e comprende materiali provenienti dagli scavi archeologici di Siris e di Heraclea, citta' greca del V secolo, e da localita' della costa lucana. Castello Normanno di Melfi: Nel Castello Normanno dell'XI secolo e' allestito un Museo in cui sono conservati reperti preistorici, materiali tombali, oreficerie, vasi greci. Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Calabria: si estende per 200.000 ettari e comprende 66 Comuni di cui 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. E' stato istituito come Parco Regionale del Pollino nel 1985 e come Parco Nazionale nel 1990 con l'aggiunta dei territori calabresi (32 comuni sono nella provincia di Crotone). Nel Parco è possibile visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, santuari, chiese e cappelle, isole linguistiche di origine albanese. Maratea: in provincia di Potenza, è una rinomata località di villeggiatura ed è l'unico sbocco della regione sul mar Tirreno. Maratea è chiamata la 'Perla del Tirreno' per la bellezza della sua costa su cui è situato il porticciolo turistico. E' nota anche come la città delle 44 chiese, ricche di preziose testimonianze artistiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia della Basilicata é influenzata dalle tradizioni culinarie delle regioni confinanti (Campania, Puglia e Calabria). I sapori caratteristici sono pungenti: il peperoncino, le erbe aromatiche. Per il condimento viene utilizzato quasi esclusivamente l'olio d'oliva mentre è ignorato il burro. Elemento base è la carne di maiale: i lucani sono dei veri esperti nel trattare prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta. Piatti tipici sono ad esempio cotechinata, frittura di maiale, peperonata con carne di maiale, sanguinaccio. Una curiosità: la salsiccia che in molte regioni viene chiamata 'luganega' è originaria della regione e prende il nome dalla Lucania. Oltre al maiale, è utilizzata anche la carne di pecora e agnello. Tra i piatti di pesce segnaliamo zuppe di mare, anguille, trote e baccalà al forno. Per quanto riguarda i primi piatti, la protagonista di ogni pranzo è la pasta fatta in casa nelle sue molteplici forme: fra le più tipiche troviamo orecchiette, cavatelli, strozzapreti, fusilli e strascinate. Tipici della Basilicata sono infatti i &fusilli con le fave' Tra le altre specialità gastronomiche lucane sono da citare i formaggi: scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, un formaggio che deve il suo nome al metodo di stagionatura: le forme vengono accoppiate ed assicurate a 'cavallo' di un bastone.I tre vini più famosi della Basilicata provengono tutti dal Vulture e sono l'Aglianico, rosso, il Moscato, bianco frizzante, e il Malvasia, tipico vino da dessert. L'Aglianico, ottimo con le carni, è l'unico ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata. Tra gli altri vini merita una segnalazione l'Aleatico di Rionero.