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b&b michelina di michelina campus - escursioni punti di interesse attrazioni a oristano

 BED AND BREAKFAST B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS

BED AND BREAKFAST
B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ORISTANO Torre Grande Cuglieri Cabras

MODOLO

MODOLO  Open
Loc. MODOLO ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
43 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Bosa, Sennariolo, Scano di Montiferro
Il piccolo borgo della Planargia, circondato da vigneti e uliveti, dista appena 3 km dal mare azzurro di Bosa e dalle calette del litorale che conduce verso Alghero. Sono diverse le interpretazioni sull'origine del suo nome: 'Modolo' potrebbe derivare dal toponimo nuragico Madala, termine antichissimo, introdotto in Sardegna da migranti provenienti dall'oriente asiatico; oppure potrebbe essere scaturito dal latino Modulus, riferibile sia a una 'piccola estensione' che al metodo utilizzato dalle antiche genti di queste valli per incanalare o intubare l'acqua delle vicine fonti. In periodo romano esisteva gia' Modulo Vallis, centro attraversato dalla strada occidentale che da Sulki raggiunge Neapolis, Othoca (l'attuale Santa Giusta), Cornus, nel golfo di Oristano, e prosegue per Bosa e Nure, fino a Turris Lybissonis, l'odierna Porto Torres. Il nome viene mantenuto per tutta l'epoca romana, trasformandosi nell'attuale 'Modolo' solo nel periodo medievale. Tra i monumenti archeologici vanno ricordate le domus de janas nelle localita' di Silatari e Coronedu. Si tratta di strutture sepolcrali preistoriche scavate nella roccia, costruite dalle popolazioni che vissero sul territorio in era neolitica. Non si possono inoltre non visitare i nuraghi Albaganes e Monte Nieddu, grandi monumenti in pietra, testimonianze di una civilta' ultramillenaria: un popolo di pastori e contadini, divisi in piccole comunita', che visse in Sardegna per otto secoli e costrui' queste straordinarie strutture, il cui uso e' ancora incerto. Nei pressi del paese e' possibile vedere ancora i resti di un antico convento, probabilmente dimora dei frati Domenicani, e quelli di un'importante villa romana. Sono ubicate nel centro storico, invece, la chiesa di Santa Croce, risalente al XVII secolo, e la chiesa parrocchiale intitolata a Sant'Andrea Apostolo. Quest'ultima, edificata in periodo medievale, fu distrutta da un incendio nel 1828 e quindi ristrutturata. Oggi, in seguito ai lavori di restauro, conserva solo alcuni dei tratti caratteristici dell'impianto originario. Al suo interno sono conservate alcune statue lignee risalenti al XVII secolo. Infine, un'altra chiesa che merita una visita e' quella dedicata alla Madonna del Grappolo

DUNE DI PISCINAS

DUNE DI PISCINAS  Open
Loc. ARBUS - SARDEGNA  Navigatore
42 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Marina di Gutturu Flumini, Fluminimaggiore, Buggerru
  Brochure PDF
Il sistema dunale costiero di Piscinas e' un'area di dune sabbiose che si trova nella Sardegna occidentale, nel comune di Arbus, e si estende per circa cinque chilometri quadrati. Le dune, che si estendono dalla costa verso l'interno per circa tre chilometri, raggiungono un'altezza di circa 100 metri e sono modellate dai venti che soffiano dal mare. Sono tra le piu' alte dune vive d'Europa. La zona di Piscinas degrada lentamente da alcuni rilievi collinari alla linea di costa, passando dalle formazioni rocciose alle famose dune di sabbia. Il rio Piscinas e' un torrente che nasce nei pressi di Montevecchio e scorre a nord della zona di Piscinas. Viene alimentato anche dalle acque provenienti da alcune gallerie delle miniere dismesse, dandogli un colore rossastro: per questo motivo il rio viene talvolta nominato fiume Rosso. Il rio Naracauli e' invece un torrente che arriva nella zona di Piscinas dal villaggio minerario di Naracauli. Tra la vegetazione si trovano il ginepro, il lentisco (Pistacia lentiscus), la ginestra, l'euforbia. Presso il rio Naracauli sono presenti tamerici, giunchi e altri arbusti della gariga. Per la fauna e' presente il cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), la testuggine mediterranea (Testudo hermanni) e la tartaruga marina (Caretta caretta), che depone le uova sulla spiaggi

BORORE

BORORE  Open
Loc. BORORE NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
40 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Aidomaggiore, Bortigali, Dualchi
Borore e' un paese della Provincia di Nuoro, nella zona centrale della Sardegna e confina con i territori di Macomer, Scano Montiferro, Santu Lussurgiu, Norbello, Aidomaggiore, Dualchi e Birori. Situato a circa 400 metri d'altitudine alle pendici dei monti del Marghine, possiede un territorio di grande interesse ambientale e naturalistico. Il comune di Borore si trova alle falde della montagna del Marghine e dell'altopiano basaltico di Abbasanta. E' circondato da un territorio molto fertile, motivo principale della sua antichissima occupazione da parte di popolazioni protosarde. I numerosi ritrovamenti archeologici quali nuraghi, tombe di giganti, domus de janas, dolmen e menhir testimoniano ancora oggi le sue origini. Borore e' circondato da campi e pascoli, divisi dai caratteristici muretti a secco. Mentre al suo interno, si snoda una rete di viuzze che si intrecciano attorno alla chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta. Fa parte dell'e dei Comuni del Marghine e del GAL Fondazione di Partecipazione Marghine. La sua economia e' basata principalmente su attivita' agro-pastorali con una forte specializzazione nelle coltivazioni di ulivi, ortaggi, foraggi, agrumeti, viti e alberi da frutta. Per quanto riguarda la pastorizia, particolarmente diffuso e' l'allevamento di bovini, ovini ed equini. Per la sua collocazione baricentrica, Borore puo' rappresentare un comodo punto di riferimento per visitare l'area centrale della Sardegna e la parte di costa che va da Bosa a Oristano. Borore ha tanto da offrire ai suoi ospiti, partendo dal patrimonio culturale presente nel suo centro, fino ai siti archeologici sparsi sul territorio e ai paesaggi naturali, ricchi di boschi, corsi d'acqua, pascoli e muretti a secco. Partendo dal centro storico, merita una visita la chiesa parrocchiale Beata Vergine Assunta, che presenta una facciata dalle forme neoclassiche ed e' delimitata ai lati dai due campanili. Al suo interno ospita un altare ligneo barocco del Settecento e quattro dipinti di Emilio Scherer raffiguranti i quattro Evangelisti. La chiesa di San Lussorio presenta al suo interno invece, alcuni dipinti di notevole interesse, che raffigurano i costumi tradizionali sardi, mentre la chiesa del Carmelo custodisce le statue lignee della Madonna e del Cristo Morto. Per quanto riguarda i siti archeologici, di notevole interesse sono le tombe di giganti di Imbertighe e di Santy Bainzu, i nuraghi di Porcarzos, Duos Nuraghes, Toscono, Craba e Oschera. Appena fuori dall'abitato di Borore, tra le localita' di Su fangarzu e Giunchedu si tova il nuraghe Imbertighe con l'omonima sepoltura simile a quella della tomba dei giganti. L'intera sepoltura, ora semi interrata, aveva una lunghezza di 11,50 m, con il vano funerario di 1 m di larghezza per 9 metri. La monumentale stele e' alta 3,61 metri, al centro dell'esedra, composta di tre filari di conci, ancora in situ che rendono ancora perfettamente la pianta della sepoltura e il tipo di costruzione. In prossimita' della chiesetta di Santu Bainzu, a un Km circa dall'abitato di Borore e a poche decine di metri dal nuraghe Toscono e Porcarzos, si trova la sepoltura di Santu Bainzu. Originariamente il corpo tombale era lungo 13,70 m con una corda dell'esedra di 13,70, mentre il vano funerario che si conserva tutt'oggi, e' lungo 6,00 m per 1,10 di larghezza. La grande e imponente stele, colpita da un fulmine e ristrutturata negli anni '60, e' ormai priva quasi interamente della cornice che si conserva solo nella parte superiore

SENNARIOLO

SENNARIOLO  Open
Loc. SENNARIOLO - SARDEGNA  Navigatore
35 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Scano di Montiferro, Modolo, Bosa
Il Comune di Sennariolo e' uno dei comuni piu' piccoli della Sardegna e si trova nel versante occidentale del Montiferru. La felice posizione geografica del piccolo centro, tra due fiumi (Rio Mannu e Rio di Marale o Marafe', in sardo Malafau) e in territorio pianeggiante, ne ha favorito il popolamento fin dai tempi piu' remoti, come testimoniano la presenza di alcune domus de janas. Nell'area del comune si trovano numerosi nuraghi: Fro'migas, Murgu, S'Ena e Ti'ana, e soprattutto Liorti'nas, davvero imponente, a guardia della confluenza tra il Rio Piraura e il Rio Mannu; non mancano inoltre delle tombe dei giganti. All'interno del territorio comunale si puo' inoltre ammirare la 'Funtana Ezza', 'fontana vecchia' in italiano, antica sorgente. Il territorio di Sennariolo annovera un ricco patrimonio naturalistico e archeologico. Risalente agli inizi del Bronzo medio, Sa Cobelcada e' uno dei rarissimi esempi in Sardegna della cosiddetta tipologia architettonica 'Alle'e couverte'. Vari inoltre i nuraghi. Tra questi: S'Ena &e Tiana, Murcu e Leortianas. Quest'ultimo un raro esempio di nuraghe arcaico, si caratterizza per il corridoio circolare percorribile per due terzi della sua lunghezza. A breve distanza dal paese possono essere ammirati gli imponenti resti della chiesa campestre di San Quirico, sede, fino alla prima meta' del Novecento, dei solenni festeggiamenti in onore del santo. Particolare anche l'architettura del centro storico, tipica della zona del Montiferru: case di buona fattura in conci di basalto e arenaria, talvolta abbellite da stipiti, architravi e cornici marcapiano in arenaria lavorata. Il reticolo di vie e stretti vicoli si apre poi all'improvviso in varie piazze, luoghi di incontro e di ritrovo. Inoltre, con la riqualificazione del centro storico che ha voluto la realizzazione di numerosi murales, che riflettono la storia e le tradizioni del luogo, Sennariolo e' diventato meta turistica ricercata

SORRADILE

SORRADILE  Open
Loc. SORRADILE - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Bidoný, Nughedu Santa vittoria, Norbello
Lungo la Strada Provinciale 15, sulle pendici di una collina, si distende il paese di Sorradile a 356 metri s.l.m., piccolo centro della provincia di Oristano, da cui si gode un incantevole panorama sulle vallate sottostanti e sul lago Omodeo, offrendo uno spettacolo unico e affascinante, in un territorio ricco di vegetazione e fonti d'acqua. A vederlo alto contro il cielo, il paese appare singolarmente esteso, sorprende infatti scoprire che oggi, non abbia piu' di 490 abitanti. Il Comune di Sorradile e' situato nella regione storica del Barigadu, in passato svolgeva un importante ruolo di 'cerniera' tra pianura e montagna; geograficamente occupa una posizione centrale rispetto ai paesi confinanti. Il territorio e' composto prevalentemente da boschi di querce secolari e abbondanti sorgenti di acqua cristallina. Si estende in una fascia altimetrica di 110 metri s.l.m. lungo il lago Omodeo, che presenta sponde sabbiose e pietrose, ricche di arbusti tipici delle zone umide. I corsi d'acqua perenni sono il fiume Tirso e il fiume Taloro che confluiscono nel bacino artificiale dell'Omodeo, a lungo considerato il piu' grande lago artificiale d'Europa. Primato che pero' non ha portato benefici all'intero paese, poiche' con l'invaso, si sono dovuti sacrificare buona parte delle terre migliori, quelle pianeggianti e grasse del fondovalle. Il paesaggio e' unico nel suo genere, infatti, nei mesi di settembre ed ottobre, se la stagione e' stata secca e avida di piogge, il lago e' praticamente asciutto e si puo' ammirare la foresta fantasma. Si tratta di un luogo molto suggestivo, sia perche' si puo' camminare sul fondo del lago, sia perche' e' possibile ammirare i maestosi alberi che paiono pietrificati. Il Comune di Sorradile possiede un'isola amministrativa territoriale, al confine con la provincia di Nuoro, nella localita' Salto di Lochele, caratterizzata da un territorio aspro e ricco di vegetazione. Suggestiva e' la gola che taglia il territorio ospitante il fiume Taloro, affluente al lago. Sorradile vanta di un bellissimo panorama, ammirabile da qualsiasi scorcio, grazie all'impostazione delle costruzioni a terrazze (con nuclei abitativi a piu' livelli fuori terra), e di una suggestiva struttura, con il borgo antico formato da case caratterizzate da sfumature e decorazioni di trachite rossa. La strada principale, (SP15) presso la quale si sviluppano le costruzioni, crea due agglomerati distinti. Quello a monte e' ancora chiamato 'corte &e susu' e si trova a ridosso del verde pendi'o sovrastante l'abitato. Qui si puo' visitare la chiesa di San Michele Arcangelo, un'antica chiesetta di impostazione romanica il cui primo impianto risale all'epoca antecedente il secolo XI. Gli anziani raccontano che essa rappresentava la chiesa parrocchiale finche' non fu costruita la chiesa di San Sebastiano Martire.

SARDARA

SARDARA  Open
Loc. SARDARA MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Collinas, Sanluri, Masullas
Il comune di Sardara sorge arroccato su di uno sperone al centro della fertile pianura del Campidano. Situato nella Bassa Marmilla e' uno dei venti paesi piu' importanti della nuova provincia del Medio Campidano. La sua posizione, sul limite di confine della provincia di Cagliari con la provincia di Oristano, ha da sempre avuto un'importanza strategica che ne ha favorito lo sviluppo. Storicamente apparteneva alla curatoria di Bonorzuli ed e' caratterizzato per la presenza del castello di Monreale, sulla collina omonima, per lo stabilimento di acque termali sulle antiche thermae romane e per il complesso nuragico-fenicio-punico di S. Anastasia nel centro dell'abitato. Sardara e' da sempre paese rurale e agricolo per le sue belle campagne, per la pianura che si apre da Sanluri ad Uras, insinuandosi fino a Pabillonis e San Gavino e per il suo sistema collinare che, oltre al Monreale, si sviluppa fino ai confini di Mogoro, Collinas e Villanova. Il centro abitato, ai piedi della collina di su Sibizziri, nella parte piu' antica, offre dal poggio antistante un panorama veramente gradevole. Nel centro storico si ritrovano alcune delle architetture tipiche del Campidano meglio conservate e valorizzate in assoluto. Le case a corte fanno bella mostra di se' con i loro portali padronali, curati e impreziositi con orgoglio dai proprietari. Molti, conservano ancora inciso sull'architrave il simbolo d'appartenenza corporativa come fabbri, sellai e vignaioli. Le strade, linde e ordinate, acciottolate o lastricate, ci restituiscono atmosfere d'altri tempi. Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona poco distante dal centro abitato che presentano una serie di filoni di barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica. Sardara e' famosa anche per la presenza nel suo territorio delle Terme di Santa Maria Acquas, immerse in un bosco di eucalipti distante appena due chilometri dal centro abitato, che sfruttano fin da tempi antichi alcune sorgenti di acque mineralcarbonato-alcaline, che sgorgano a temperature vicine ai 60 and 70 gradi centigradi

COSTA VERDE

COSTA VERDE  Open
Loc. MARINA DI ARBUS MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
35 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
Altitudine: 19 mt. s.l.m.  Area Fluminimaggiore, Arbus, Buggerru
E' cosi' chiamata per via della ricchissima vegetazione di lentischio, ginestra, corbezzolo e ginepro che scende dalle montagne fino al mare fra valli e dune di sabbia. La Costa Verde, o Marina di Arbus, si estende sulla costa Sud Occidentale della Sardegna per circa 47 chilometri, in un susseguirsi di chilometriche e splendide spiagge, interrotte da cale rocciose, scure ed imponenti scogliere che scendono a picco sul mare e deserti di sabbia intercalati dalla profumata macchia mediterranea. Tutt'intorno monti ed arbusti modellati dal migliore fra gli scultori: il vento. Non e' raro infatti incontrare ginepri o altri arbusti piegati quasi fino al suolo come in un elegante inchino ad una natura ancora incontaminata e regale che non chiede altro che essere rispettata. L'incanto e la magia di un territorio rimasto quasi incontaminato, sospeso nel tempo, per ragioni legate al passato economico, basato, fino alla meta' del secolo scorso, sulle attivita' minerarie; importantissimi erano, infatti, i centri di Ingurtosu, Montevecchio e Buggerru, da cui proveniva circa il dieci percento della produzione mondiale di piombo e zinco. In seguito alla chiusura delle attivita' produttive ed al conseguente abbandono del territorio da parte di attivita' umane, la natura ha avuto modo di prendere la sua rivincita, sviluppandosi in modo spettacolare, fino a dare luogo ad un ecosistema unico. I ruderi dei villaggi e dei palazzi minerari abbandonati, delle gallerie dove ancora riecheggiano i passi dei minatori che li' lavorarono, sono oggi veri e propri monumenti di archeologia mineraria, che con il loro fascinoso silenzio si incastonano in un ecosistema che offre paesaggi fra i piu' affascinanti di tutto il bacino del Mediterraneo, attribuendogli un'atmosfera unica. Queste aree sono diventati dei veri e propri monumenti, facenti parte del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, ufficialmente riconosciuto nel 1997 dall'UNESCO come primo parco all'interno della rete mondiale dei Geositi/Geoparchi. Questa e' anche la patria del cervo sardo che, insediato qui da secoli, e' tornato a regnare su queste montagne dopo avere rischiato l'estinzione; non e' raro di primo mattino, durante delle passeggiate sulla sabbia, incontrare dei cervi che si spingono fino al mare. La Costa Verde rappresenta, dunque, un patrimonio unico in tutta la Sardegna, non a caso infatti e' stata ripetutamente premiata con le cinque vele di Lega Ambiente

MASULLAS

MASULLAS  Open
Loc. MASULLAS - SARDEGNA  Navigatore
28 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Collinas, Sardara, Sanluri
Scenari bucolici e dolci colline tondeggiandi sono lo sfondo perfetto di una Sardegna, ancora poco esplorata, dove la natura ha totale liberta' di espressione. Masullas sorge nel paesaggio tipico della Marmilla: verde, collinare e per lo piu' incolto. Il suo territorio si estende per 18,88 kmq, e' di forma trapezoidale ed e' limitato a nord dai comuni di Siris e Pompu, a est da quelli di Simala, Gonnoscodina e Gonnostramatza, a sud da Mogoro e a ovest da Uras e Siris. Al suo interno scorre il Rio Mannu, fiume a carattere torrentizio che va a sfociare nel lago artificiale di Mogoro, realizzato nel periodo fascista per attuare la bonifica di Arborea. Nella parte nord-occidentale del territorio comunale di Masullas si trova il giacimento di ossidiana di Conca Cannas, che alcuni studiosi definiscono come il piu' grande e interessante di tutto il Monte Arci. Sono di rilevante interesse le forme rocciose presenti in localita' Su Columbariu che si distinguono per l'intensa tafonatura, presente su una parete verticale alta circa 80 metri. Masullas e' situato all'interno del Parco Regionale del Monte Arci che rappresenta un ecosistema di fondamentale importanza per tutta la zona della Marmilla. Il parco & ricco concentrato di flora e fauna & presenta specie endemiche particolarmente rare e determinanti per la sopravvivenza della biodiversita' locale, tra cui si ritrovano lecci, sugheri, ginestre, mirti, tamerici africane e corbezzoli, per quanto riguarda la flora. La fauna e' invece caratterizzata da cinghiali, raganelle tirreniche, diversi tipi di farfalle, corvi imperiali, gechi verrucosi e diverse specie di serpenti, tra cui il biacco. Il parco del Monte Arci e' un luogo ideale per escursioni e itinerari nella natura, per gli amanti della montagna e del trekking, offrendo scenari estremamente suggestivi, momenti di degustazione, cosi' come la possibilita' di scoprire di piu' sulla storia locale, grazie ai siti archeologici e ai monumenti storici. Una volta lasciati i sentieri, ci si addentra nel cuore dell'antico Borgo Autentico di Masullas. Il centro storico si articola attraverso una serie di viottoli che raccordano i quattro edifici religiosi presenti con le abitazioni costruite in arenaria locale. Questo piccolo centro, nei secoli passati, era abitato da proprietari terrieri. Infatti, buona parte del territorio era come tutt'oggi, utilizzato per la cerealicoltura. La principali famiglie locali come i Coni, i Diana e i Salis vantavano di origini nobiliari e oggi, rimane forte la loro testimonianza soprattutto nel palazzo settecentesco denominato 'Casa Eredi Niccolo' Salis', momentaneamente in fase di restauro.

SPIAGGIA DI TORREGRANDE

SPIAGGIA DI TORREGRANDE  Open
Loc. TORREGRANDE VIA MILLELIRE 21, TORRE GRANDE OR, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
6 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Oristano, Cabras, Cuglieri
Un lungomare tranquillo orlato da alte palme e' la peculiarita' della spiaggia di Torregrande, caratterizzata anche da un fondo sabbioso dorato a grani grossi e ghiaia sottile. L'origine del toponimo e' legata a Sa turri manna, la piu' alta fra le numerose torri di epoca spagnola dislocate lungo le coste sarde ed edificate per tutelare territori e persone dalle frequenti incursioni piratesche. La spiaggia, proprio per la sua posizione nevralgica all'interno della provincia, e' molto bene attrezzata: accessibile ai diversamente abili, e' dotata di ampio parcheggio adatto anche ai camper. Per l'alloggio, vi sono in zona sia hotel che camping e per mangiare non mancano i punti di ristoro e i bar. La lunghezza dell'arenile e la graduale profondita' dei fondali rendono la spiaggia di Torregrande perfettamente fruibile dai bambini e adattissima ad ogni tipologia di passatempo. E' possibile noleggiare ombrellone, sdraio e patino, ma anche effettuare escursioni a cavallo con l'ausilio dei numerosi maneggi dislocati nella zona. I fondali sono ricchi di piacevoli sorprese per quanti amano praticare il diving e lo snorkeling. E' possibile infine praticare ogni varieta' di surf

SINDIA

SINDIA  Open
Loc. SINDIA - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Modolo, Scano di Montiferro, Bosa
Sindia e' un comune della provincia di Nuoro, ai confini tra le regioni storico-geografiche del Marghine, della Planargia e del Basso Meilogu, nella Sardegna occidentale. Situato a 510 metri d'altitudine, il suo territorio avente una superficie di Kmq 58,30, confina con i territori di Pozzomaggiore (SS), Suni (OR), Sagama (OR), Scano Montiferro (OR), Macomer (NU) e Semestene (SS), possiede un territorio di grande valore naturalistico grazie alla presenza di folti boschi di sughere, lecci e roverelle e ampie aree dedicate al pascolo. La sua storia e' collegata alla costruzione dell'abbazia cistercense Santa Maria di Corte, detta anche di 'Cabbuabbas'. Il territorio circostante e' piuttosto fertile e per questo abitato fin da eta' antichissima, come dimostrano i numerosi ritrovamenti archeologici quali nuraghi, tombe di giganti, dolmen e menhir. Attorno al paese si possono vedere campi e pascoli divisi dai caratteristici muretti a secco. Nel paese si snoda una rete di viuzze che si intrecciano attorno alla Chiesa Parrocchiale del SS. Rosario. Sono stati censiti nel territorio sindiese una quarantina di nuraghi, molti dei quali purtroppo in pessime condizioni. Due di essi sono inseriti nel nucleo abitato del paese: il nuraghe Giambasile e quello denominato Sa Mandra de sa Giua, circondato da un poderoso antemurale, situato nella periferia sud del paese. Diverse sono le aree archeologiche del paese, proprio per questa abbondanza di reperti: inoltre, spesso, queste zone di interesse archeologico rappresentano anche una risorsa dal punto di vista paesaggistico e si prestano dunque a escursioni e gite a contatto con la natura. Gli edifici di culto presenti a Sindia sono molto numerosi rispetto al numero degli abitanti e sono tutti di particolare interesse storico e architettonico. La chiesa piu' importante per motivi storici, architettonici e religiosi, e' l'abbazia di Santa Maria di Corte o Cabuabbas, edificata per volonta' di Gonario II del Lacon, Giudice (Re) di Torres (o Logudoro), nel XII sec. Altra chiesa importante e' quella di San Pietro (Santu Pedru). Praticamente coevo dell'abbazia di Corte, questo piccolo 'gioiello' architettonico, fu verosimilmente la prima chiesa parrocchiale della 'villa' medioevale di Sindia che si aggrego' intorno ad essa; la chiesa di San Pietro fu edificata da maestranze francesi in dimensioni ridotte e in un'unica navata; praticamente 'gemella' di quella di San Lorenzo di Silanus, con la quale condivise presumibilmente le maestranze, le tecniche di edificazione ed anche le funzioni. Altre chiese di cui si consiglia la visita sono quella di San Demetrio, della Beata Vergine del Rosario e di San Giorgio.

MONTIFERRO

MONTIFERRO  Open
Loc. VIA MONTIFERRO, SCANO DI MONTIFERRO ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
36 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Sennariolo, Modolo, Santu Lussurgiu
Scano di Montiferro e' un paese appartenente alla regione storica del Montiferru, catena montuosa di origine vulcanica. Ubicato ad un'altezza media di 385 metri sul livello del mare tra i sette colli di 'Saggioro', 'Santa Rughe', 'Puba', 'Iscala Ruggia', 'Cannedu', 'sa Rughe Bianca' e 'sa Serra o Santu Giorzi', l'abitato si estende a mo'di anfiteatro, all'interno di una conca nascosta, protetto da una corona di montagne degradanti verso la Planargia ed il mare. Nel territorio di Scano di Montiferro sono presenti numerose architetture religiose ed in particolare la Chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo, l'Oratorio del Rosario, l'Oratorio delle Anime e la Chiesa e l' Oratorio di San Nicolo'; inoltre sono presenti numerose Chiese campestri (Chiesa di San Giorgio, Chiesa di Sant'Antioco, Chiesa di Santa Barbara, Chiesa di Santa Croce, Chiesa di Santa Vittoria, Chiesa di Pedras doladas e Chiesa di Sant'Antioco). SorgentiTra i tanti attrattori ambientali va annoverato il Parco Naturale de 'Sa Roda Manna' (riconosciuto area di notevole interesse naturale dall'Assessorato della Difesa dell'Ambiente) e il parco di Sant'Antioco (ubicato a circa 6 km dal paese) ricco di sorgenti. Il Comune di Scano inoltre abbonda di testimonianze della Civilta' Nuragica (1700, 1500 & 600 a.C.). Nel suo territorio si contano ben 47 nuraghi, tra i quali il trilobato di 'Nurtaddu', il tritorre di 'sa Mura de Mazzala' e il complesso quadrilobato di 'sa Mura de Nuracale' che costituiva il piu' importante centro demico di riferimento di tutta l'area. Sono presenti anche diverse tombe di gigante, domus de janas e menhir

SPIAGGIA MARI ERMI

SPIAGGIA MARI ERMI  Open
Loc. CABRAS OR, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
6 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Torre Grande, Oristano, Cuglieri
Mari Ermi offre al turista un lungo arenile con un fondo di brillante quarzo bianco, con tratti di sabbia ocra molto fine. La spiaggia e' racchiusa tra alte dune ed una vegetazione bassa e rasente al suolo e si estende tra il mare e lo stagno che porta il suo stesso nome. La sua conformazione e' simile a quella della piu' conosciuta spiaggia di Is Arutas, ma presenta una maggiore varieta' cromatica, tra il mare limpido e azzurrissimo e la sabbia bianchissima, alternata all'ocra dorato

LACONI

LACONI  Open
Loc. LACONI ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
40 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Isili, Aritzo, Gergei
Porta d'ingresso alla regione della Barbagia, Laconi e' un'oasi verde circondata da possenti rilievi. Le sue origini antiche e preziose, sono testimoniate dalla presenza di un patrimonio ambientale, culturale, storico e archeologico di grande pregio. Il tessuto urbano di Laconi manifesta in modo inequivocabile la storia di questo paese. Il primo nucleo arroccato ai piedi del castello, risale al medioevo: lungo le vie tortuose del centro storico si affacciano case dal profilo basso, con muri in pietra e fango oppure, meno frequentemente, intonacate con un impasto di calce e sabbia silicea del luogo, e' il caso dei rioni di Corongiu, Romao're, Pitzie'dda. Moderna invece, e' la parte del borgo sorta intorno alle architetture neoclassiche del Palazzo Aymerich e della Casa Municipale, la cui facciata fu rifatta dall'architetto Cima, sul progetto originario dell'ingegnere Balestri. Nel suo sviluppo urbanistico, Laconi presenta chiaramente i segni di un mutamento e di una crescita del luogo, determinati anche da una piu' equa distribuzione delle risorse, in seguito all'affrancamento dal potere feudale di numerose famiglie di allevatori e pastori. Fino alla prima meta' del '800, l'epicentro della vita politica, feudale ed economica di Laconi risiedeva nel Castello e nel parco circostante. Soltanto la chiesa parrocchiale, intitolata ai santi Ambrogio e Ignazio, pareva respirare in assoluta liberta'. Oggi, il prospetto frontale della struttura ecclesiastica, manifesta rifacimenti che nel tempo hanno deturpato lo spartito tardo-gotico originario. La prima tappa per conoscere Laconi, non puo' che partire dalla visita alla casa natale di Sant'Ignazio da Laconi, all' interno del centro storico. Sant'Ignazio e' il Santo sardo piu' venerato dell'Isola e i festeggiamenti in suo onore si tengono nel mese di agosto, richiamando ogni anno migliaia di visitatori. Laconi e' il paradiso dei botanici e riserva infinite sorprese a chi ne esplora con attenzione il territorio. A testimoniare la particolare vocazione naturalistica, ricca di biodiversita' vi e' l'orchidea sarda, una specie endemica che trova la sua maggiore concentrazione proprio in questa zona. All'interno del Giardino Aymerich possiamo ammirare il gigantesco cedro dell'Himalaya, il faggio Pendulo e la Colletia cruciata (una pianta rara con le foglie che richiamano nella forma tanti piccoli aerei da caccia). Si puo' ammirare la Magnolia grandiflora, la Thuia orientalis e il Taxus baccata, conosciuto come l''Albero della Morte'. Ma e' all'interno del Parco Aymerich che possiamo osservare le innumerevoli specie botaniche, tra cui non puo' passare inosservato il maestoso cedro del Libano e il pino di Corsica. Proprio l'acqua e' tra le maggiori attrazioni del parco: abbondante in tutte le stagioni, crea atmosfere di incredibile fascino e spettacoli insoliti per una regione come la Sardegna, endemicamente arida. Fulcro delle attrative e' la cascata maggiore. Un'altra ricchezza di Laconi e' il castello medioevale, all'interno del Parco Aymerich, composto da un corpo piu' antico rispetto agli altri, un edificio a pianta rettangolare, forse una torre, attraversato da un passaggio monumentale con volta a botte e preceduto da un ingresso ad arco a tutto sesto, che in origine immetteva in un' ampia corte. Sul lato destro del passaggio e' murata un'epigrafe parziale su piu' conci, che cita la presenza di una porta e una data: 1053. Adiacente alla porta fortificata esposta a sud-ovest, sorge il palazzo vero e proprio

COLLINAS

COLLINAS  Open
Loc. COLLINAS MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
36 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Sardara, Masullas, Sanluri
Il nome originario del villaggio era 'Forru' fino a quando il 24 gennaio 1863, il sindaco in carica Giovanni Battista Tuveri, noto giurista, filosofo e parlamentare, propose di modificare il nome a causa di disguidi postali con il paese vicino, chiamato Villanovaforru. Furono fatte diverse proposte e alla fine si scelse Collinas per via delle colline che circondano il paese. Non vi e' certezza sull'origine esatta del nome Forru, probabilmente derivava dal latino forum (perche' denotava la sua posizione in una piccola valle tra le colline), oppure da termini che indicavano i forni utilizzati per preparare le terrecotte o fondere i metalli, segno della forte vocazione artigianale della zona. Il paese di Collinas, e' situato nel Medio Campidano, ubicato al fondo della Valle della Marmilla orientale. Nel suo territorio, si ritrovano importanti testimonianze archeologiche che vanno dal periodo preistorico a quello romano, segno di una continuita' storica nell'abitazione del paese. La storia del territorio di Collinas affonda le sue origini nell'epoca preistorica e nuragica, come testimonia la presenza di numerosi reperti nuragici, soprattutto nella zona di Sedda sa Caudeba e sull'altipiano di Pranu Mannu. La presenza di ruderi di una stazione termale denotano invece la piena attivita' della zona, durante l'epoca romana, ma fu principalmente durante il medioevo, che Collinas inizio' ad assumere i connotati di paese, riconoscibili ancora ai nostri giorni, nella sua struttura urbana. L'antico borgo faceva parte prima della curatoria di Marmilla e poi della curatoria di Montis o Montangia, nel Regno giudicale di Arborea. Nel 1324 nacque il Regno catalano & aragonese di Sardegna e le rendite del feudo vennero concesse dal re di Arborea Ugone II, a Guglielmo Oulomar. A causa della guerra tra il Regno di Sardegna e il Regno di Arborea gli Oulomar persero il controllo del feudo. Collinas, entrato a far parte del Regno di Sardegna, venne amministrato dalla Corona fino al 1430, quando l'intera curatoria venne concessa a Eleonora Manrique per le sue nozze con Berengario Bertran Carroz e venne quindi annessa alla contea di Quirra. Nel 1511 Collinas passo' sotto Guglielmo Raimondo Centelles che lo mantenne fino al 1674, quando venne acquisito da Francesco Pasquale Borgia. Il feudo fu concesso ai Catala' e nel 1798 fu acquistato dagli Osorio che lo tennero fino al riscatto del 1838. Con regio decreto del 1863 il paese cambio' il nome da Forru in Collinas. Oggi, Collinas appartiene alla Diocesi di Ales & Terralba

NORBELLO

NORBELLO  Open
Loc. NORBELLO - SARDEGNA  Navigatore
34 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
Altitudine: 319 mt. s.l.m.  Area Abbasanta, Aidomaggiore, Bidoný
Norbello si trova ai margini orientali del tavolato basaltico del Guilcier e si affaccia sull'ampia valle del rio Siddo, culla dell'agglomerato di Domusnovas Canales, parte integrante del Comune. Ad Oriente si scorgono la valle disegnata dal lago Omodeo e le creste delle alture della Barbagia. Il territorio di Norghiddo, lungo poco piu' di 10 km, si presenta come un ampio corridoio, largo in media 2,5 km, con un'estensione molto fertile di 2620 ettari nel tratto meridionale, dove si trova il nucleo di Domusnovas Canales. Questa zona e' caratterizzata da boschi e da una ricca fauna; per questo motivo e' soggetta ad attivita' agricole e pastorali. Il territorio di Norbello costituisce un lembo pianeggiante del Monte Ferru (o Montiferru). La superficie basaltica e' dovuta a eruzioni preistoriche del vulcano vicino. Il maggiore corso d'acqua e' il Rio Siddo o Siddu affluente di destra del Tirso che si immette nel lago artificiale Omodeo. Importanti sorgenti sono quelle di Suei, poste alle origini della valle del Rio Benas. Sono presenti, inoltre, le fontane di Orconale e Montigu, S'A'inas, Sos Bidiles, Ampridorzos, A'linos, de Seurra e de Sella o Mulinu &Etzu. Quest'ultima e' indicata dalla tradizione popolare per la guarigione dei malati. A Norbello l'anno inizia con i fuochi di Sant'Antonio abate che trovano espressione con il rito de Sa Tuva (il tronco di una vecchia quercia, ormai cavo perche' vecchio): e' l'occasione rituale perche' i giovani in eta' matura facciano il loro ingresso nella societa' dei padri. 'Sa Tuva' viene eretta nella piazza convenuta e la notte tra il 16 e il 17 gennaio sara' bruciata. Il simbolismo de 'sa tuva' , col fusto eretto verso il cielo, esprime l'antico culto agrario della fertilita'. Altri riti e feste appartenenti alla tradizione sono: - i riti della Candelora (2 febbraio); - il Carnevale, con balli in piazza, maschere, manifestazioni equestri, dolci e pietanze tipiche peculiari. - i riti della Pasqua, con la Via Crucis e la solennita' della Domenica delle Palme, con funzioni particolari del paese. - i festeggiamenti sincretici di San Giovanni Battista (24 giugno), con le divinazioni tradizionali e le manifestazioni pubbliche, con la processione delle confraternite, accompagnate dai cavalieri. - i massai, a trebbiatura conclusa, festeggiano Sant'Isidoro, con l'intervento dei gioghi addobbati a festa con ghirlande floreali e prodotti dei campi. - il 15 luglio e' la festa grande dei patroni Santa Giulitta e San Quirico

BOSA

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Loc. BOSA OR, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Modolo, Sennariolo, Scano di Montiferro
Il territorio di Bosa e' di eccezionale interesse paesaggistico e naturalistico, tra i piu' suggestivi della Sardegna, nel quale sono rappresentati quasi tutti gli ecosistemi caratteristici dell'isola (marino, costiero, fluviale e montano), arricchiti dalla presenza di testimonianze storiche e archeologiche. Da un punto di vista botanico la zona e' caratterizzata da una grande varieta' di specie vegetali: dalla macchia mediterranea alle foreste di leccio e di sughera. Da un punto di vista faunistico l'area ha importanza internazionale in quanto vi nidificano 58 specie tutelate dalle Direttive Comunitarie e dalle Convenzioni Internazionali ratificate dallo Stato Italiano. Tra queste di particolare interesse la presenza dell'ultima colonia italiana di Avvoltoio Grifone. Il territorio e' scarsamente antropizzato, la sola presenza umana e' quella, tradizionale, dei pastori, e si presenta difficilmente accessibile agli estranei, sia per la conformazione del territorio complessa ed accidentata, sia per l'assenza di piste e sentieri utilizzabili dagli escursionisti poco esperti. Vi invitiamo a scoprirlo in tutta la sua impareggiabile bellezza, senza intaccarne i delicati equilibri nel piu' rigoroso rispetto degli ecosistemi che lo costituiscono

NURAGHE LOSA

NURAGHE LOSA  Open
Loc. NURAGHE LOSA, ABBASANTA, ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
30 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Norbello, Aidomaggiore, Borore
  Brochure PDF
Il nuraghe Losa, situato nelle campagne del comune sardo di Abbasanta, e' uno dei piu' importanti e meglio conservati monumenti nuragici. Il mastio risale al XV - XIII secolo a.C., mentre il bastione, l'antemurale e la cinta muraria risalgono al XIII - fine XII. Gia' nella prima eta' del Ferro i reperti evidenziano una frequentazione del sito in diminuzione che pero' non cadde del tutto in disuso. Fu utilizzato anche per scopi funerari come attestano i reperti del VII-VIII secolo. Situato a 304 m s.l.m. su un altopiano di roccia basaltica non molto lontano dal centro abitato di Abbasanta, e' ben visibile percorrendo la SS 131 Cagliari-Sassari presso l'innesto stradale per Nuoro-Olbia (SS 131 bis). Nelle vicinanze sono presenti anche i resti di una tomba dei giganti.Costruito interamente in roccia basaltica, il nuraghe Losa e' costituito da un mastio centrale e da un bastione trilobato a sua volta circondato da un antemurale. Tutto il complesso nuragico, compreso il villaggio, e' circondato da una cinta muraria vagamente ellissoidale di 172 x 268 m. I primi scavi del sito condotti da Filippo Vivanet, coadiuvato da Filippo Nissarda, iniziarono nel 1890 e riguardarono il bastione. Nel 1915, Antonio Taramelli condusse una nuova campagna di scavi riportando alla luce nuove strutture ed il villaggio circostante. Negli anni cinquanta Giovanni Lilliu esamino' i reperti rinvenuti dagli scavi precedenti. Negli 'anni 70 Ferruccio Barreca condusse ulteriori scavi e interventi di restauro, rendendo cosi' visitabile il monumento. Dal 1989 al 1994 sono state condotte ulteriori indagini sul mastio ed il bastione.

AIDOMAGGIORE

AIDOMAGGIORE  Open
Loc. AIDOMAGGIORE ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Norbello, Borore, Dualchi
Aidomaggiore (Bidumajore in sardo) si trova nel settore centro-occidentale della Sardegna, poco distante dal Lago Omodeo, uno dei principali bacini artificiali dell'isola. Il suo territorio ricopre una superficie di 41,33 kmq collocato in un avallamento sotto l'altopiano di Abbasanta. Riparato dai venti e circondato da maestosi boschi, si tratta di un centro agro-pastorale posizionato a 250 metri sul livello del mare, in un territorio molto fertile. Il Borgo Autentico di Aidomaggiore e' attraversato da diversi corsi d'acqua, tra i quali si ritrovano il Riu Merchis, il Riu Siddo e altri torrenti minori. L'altopiano in cui e' situato e' di origine vulcanica, originato da colate basaltiche nell'era del Pliocene, fuoriscite dal vulcano del Montiferru. Il suo territorio e' ricco di attrattive di interesse sia naturalistico, sia archeologico e storico, conservando ancora nei secoli, le testimonianze delle sue antiche occupazioni. Il nome del paese deriva dalla sua posizione geografica. 'Aidumajore' significa 'guado maggiore' o 'passaggio principale', indicando il passaggio obbligato tra l'altopiano ghilarzese e il Barigadu. I primi insediamenti del paese devono esser fatti presumibilmente risalire al 1015 & 1016 d. C. quando un primo gruppo di pastori, forse appartenenti ai villagi nuragici di Sanilo e Sa Bastia, decisero di spostarsi nella conca sotto l'altopiano di Abbasanta, presumibilmente attratti dal riparo naturale offerto dalle colline circostanti. A questi gruppi si aggiunsero, intorno al 1400, gli abitanti superstiti dell'antica villa giudicale di Ruinas, flagellata dalla peste nera, costretti alla ricerca di un luogo piu' salubre. Durante il Medioevo Aidomaggiore appartenne alla Curatoria del Guilcer del Regno o 'giudicato' di Arborea, proprio al confine col Regno di Torres, tanto che ancora oggi parte del territorio del comune di Aidomaggiore viene chiamato Monte Arboree. Verso la fine del '700 anche Aidomaggiore ebbe i suoi proprietari terrieri che, nello stesso periodo, Giovanni Maria Angioy non si stancava di combattere, tra cui si ricordano i Pitzalis, i Marras, i Vidili e i Sanna. Nel '900 il signor Luigi Sanna lascio' al Comune il palazzo dove ha sede il Municipio e la casa in cui abita il parroco del paese. Giuseppe Sotgiu, nel periodo in cui fu sindaco, realizzo' la fontana, con annesso lavatoio, di 'Cortejosso', che insieme alla fontana di 'Binzale' e al pozzo di 'Cortesusu' garanti' ad Aidomaggiore una quantita' illimitata di acqua potabile. L'illuminazione elettrica pubblica fu realizzata nel 1934 e tra il 1935 & 36 fu realizzato il caseggiato per le scuole elementari e medie, dove prima c'era la chiesa di San Giorgio con annesso cimitero. ll 1953 vide la realizzazione della strada carrozzabile per Borore e per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, mentre il 1955 vide l'inizio dei lavori del caseggiato dell'asilo che sara' portato a termine solo otto anni dopo. Negli anni '60 si realizzo' la rete idrica del paese e, negli anni che vanno dal 1966 al 1974, la bitumazione, la cementificazione e l'asfalto delle vie

PECORINO SARDO DOP

PECORINO SARDO DOP  Open
Loc. NUGHEDU SANTA VITTORIA - SARDEGNA  Navigatore
44 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Bidoný, Sorradile, Austis
  Brochure PDF
Formaggio ovino, tra i piu' blasonati in Sardegna, vanta tra i suoi antenati tipologie casearie isolane che risalgono alla fine del '700. E' titolare della Denominazione d'Origine dal 1991, prima grande consacrazione per un formaggio tipico particolarmente rappresentativo del panorama sardo, e della Denominazione d'Origine Protetta in ambito europeo dal 1996. Il Pecorino Sardo D.O.P. nelle due tipologie, Dolce e Maturo, viene esclusivamente prodotto in Sardegna. Il latte intero di pecora, inoculato con fermenti lattici della zona d'origine e coagulato on caglio di vitello, da' una cagliata che dopo semicottura viene accolta in stampi cilindrici, spurgata nella giusta misura dal siero, salata e stagionata per un breve periodo, da 20 a 60 giorni, per ottenere la tipologia Pecorino Sardo Dolce, mentre tempi di stagionatura superiori ai 2 mesi richiede il Pecorino Sardo Maturo. Il formaggio, di forma cilindrica a facce piane con scalzo diritto o leggermente convesso, nelle due tipologie presenta differenze legate ad alcune particolarita' tecnologiche. Il Pecorino Sardo Dolce, con peso variabile da 1,0 a 2,3 chilogrammi, presenta una crosta liscia, sottile, di colore bianco paglierino tenue, una pasta bianca, morbida, elastica, compatta o con rare occhiature ed un sapore dolce e aromatico o leggermente acidulo. Il Pecorino Sardo Maturo, con peso variabile da 1,7 a 4,0 chilogrammi, ha crosta liscia, consistente, di colore paglierino tenue che diventa piu' scuro con la stagionatura; la pasta e' compatta o con rada e minuta occhiatura, bianca tendente al paglierino nelle forme piu' mature, che presentano anche consistenza maggiore ed una certa granulosita'; il sapore e' gradevolmente piccante tanto da renderlo apprezzabile sia come formaggio da tavola che da grattugia. Al fine di garantire tracciabilita' ed identificazione del prodotto, il Disciplinare di produzione della Denominazione prevede l'apposizione, al momento dello svincolo nella zona di produzione, di un contrassegno con la dicitura PS DOP ed il casello identificativo dell'azienda di produzione e, all'atto dell'immissione al consumo, l'identificazione con un'etichetta recante nella corona circolare esterna il logo costitutivo della denominazione formato dalle parole PECORINO SARDO DOP, separate da uno stretto cono con base leggermente arcuata di colore blu, ed un contrassegno verde o blu per individuare, rispettivamente, le forme di pecorino sardo dolce e pecorino sardo maturo

FIORE SARDO D.O.P.

FIORE SARDO D.O.P.  Open
Loc. NUGHEDU SANTA VITTORIA - SARDEGNA  Navigatore
44 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Bidoný, Sorradile, Austis
  Brochure PDF
Il Fiore Sardo era 'il' formaggio dei pastori dell'isola, quello prodotto in maggiore quantita', sino a quando la trasformazione del latte passo' dai pastori agli industriali e il Pecorino Romano divenne il primo formaggio sardo. Il nome gentile 'fiore' pare derivi dall'utilizzo che storicamente si faceva del fiore del cardo come caglio, ma altre testimonianze raccontano che per la sua fabbricazione si usassero stampi di legno di pero selvatico, oppure castagno sul cui fondo era scolpito un fiore simile all'asfodelo o alla rosa peonia. Ogni produttore e in alcuni casi ogni comune era riconoscibile grazie a questa sorta di marchio. E' un cacio nobile, antico, dalla forte personalita', che a volte presenta asprezze organolettiche decisamente antimoderne, soprattutto quando e' molto stagionato. E' il tipico prodotto dell'ovile delle aree interne della Sardegna e proprio nel nuorese, e in particolare nella Barbagia, trova il suo luogo d'elezione. La tecnica tradizionale di produzione e' quella che si utilizzava gia' ag li albori della civilta' ed e' in sostanza rimasta immutata. Il latte crudo, intero, di pecore di razza Sarda, e' posto appena munto in caldaie di rame e coagulato a una temperatura media di 32, 35░ utilizzando caglio d'agnello normalmente prodotto dal pastore stesso. Dopo 20-30 minuti, secondo la stagione, si rompe la cagliata finemente, sino alla dimensione di un chicco di riso e si lascia depositare sul fondo. Quindi, senza sottoporre la massa a nessun tipo di cottura, si raccoglie pazientemente dal fondo della caldaia a pezzi e si deposita nei caratteristici stampi a forma di tronco-cono detti pischeddas. A questo punto il pastore-casaro sottopone la forma a pressione e a numerose frugature, per ottenere il massimo di spurgo del siero. Quando e' ben soda, la forma viene estratta e adagiata a riposare per circa 24 ore, dopodiche' si immerge nella salamoia, dove resta generalmente da 8 a 12 ore ogni chilo di cacio. Successivamente le forme vanno su un traliccio di canne, sa cannizza, in genere vicino al fuoco, dove asciugano e affumicano per circa due settimane. Infine vanno a stagionare, in un ambiente fresco e asciutto, a terra, dove restano per mesi, secondo lo stile del casaro. Una volta raggiunta la giusta maturazione, viene periodicamente unto con una miscela di aceto di vino, olio di oliva e sale. Si tratta di una tecnologia semplice, primordiale, ma che richiede un'attenzione straordinaria da parte del casaro, gesti lenti, e molta pazienza. Lo scopo era ottenere un formaggio che doveva servire per la stagione arida, quando le pecore non danno latte. Stagionalita' La produzione avviene dal mese di dicembre al mese di giugno, la stagionatura si protrae per almeno quattro mesi

BARUMINI

BARUMINI  Open
Loc. GERGEI - SARDEGNA  Navigatore
43 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
Altitudine: 220 mt. s.l.m.  Area Isili, Collinas, Laconi
Il complesso nuragico di BARUMINI , cosi' come e' visibile oggi con il maestoso nuraghe circondato da un ampio villaggio e' il risultato di un'occupazione del sito durata quasi 2000 anni, dal 1600 a.C. circa, fino al III secolo d.C., in piena eta' romana. In origine il nuraghe complesso era costituito da cinque torri, quella centrale, chiamata anche Mastio, e quattro torri laterali unite da mura rettilinee, all'interno delle quali si trova il cortile interno, dotato un pozzo con sorgente attiva tutt'oggi. Le torri erano tutte formate da due piani sovrapposti e ancora oggi presentano intatto il soffitto del primo piano, mentre del secondo restano pochi filari di muratura ad eccezione della torre centrale, che conserva internamente entrambi i piani. La parte piu' alta delle torri, dove vi erano i terrazzi, era costruita molto finemente con blocchi di dimensioni inferiori a quelli utilizzati piu' in basso, squadrati con molta precisione e sovrapposti in piu' filari che terminavano con mensoloni sporgenti. Questi blocchi, crollati dalle posizioni originarie, furono rinvenuti in gran quantita' durante gli scavi del nuraghe e sono attualmente esposti, parzialmente rimontati, lungo la recinzione dell'area archeologica. Attorno al nuraghe era presente un primitivo antemurale con tre torri, che circondava la struttura parzialmente e che era forse integrato con palizzate di legno. Questa fase, che si data nel corso del Bronzo MEDIO circa a partire dal 1600 a.C. fino al 1200 a.C. ebbe termine appunto attorno a quest'ultima data, quando in seguito a gravi danno strutturali dovuti a motivi in gran parte ignoti, si procedette a una ristrutturazione del complesso su larga scala, che ne trasformo' completamente l'aspetto. L'intero complesso fu rifasciato da una massiccia muratura che in pratica raddoppio' lo spessore totale del muro, l'ingresso fu spostato dal lato sud al lato ovest e anziche' trovarsi al livello del terreno come in precedenza, fu collocato a (see more at http://www.ideasfortravels.com)diversi metri di altezza, rendendo possibile l'accesso solo servendosi di una scala di legno. L'antico antemurale fu integrato e arrivo' a coprire l'intera circonferenza del nuraghe, il muro era inframmezzato da torri, che con l'aggiunta di quattro nuove torri raggiunsero il numero totale di sette. Fu allora che al nuraghe fu dato l'aspetto imponente e massiccio che tutt'ora conserva. Questa seconda fase termino' tra il Bronzo Tardo e il Bronzo Recente, quando l'area fu abbandonata per un certo lasso di tempo. Attorno al X secolo si data la rioccupazione del sito e la costruzione delle prime capanne, che andranno ad occupare non solo l'area circostante ma anche quella compresa all'interno dell'antico antemurale, sfruttandone spesso le murature superstiti per addossarvi le nuove costruzioni. Il questo periodo il nuraghe aveva gia' iniziato la lunga fase di decadenza che si protrarra' per tutto il corso dell'Eta' del Ferro e fino ad epoca romano imperiale, durante la quale fu utilizzato anche come cava di materiale da costruzione, come si puo' vedere osservando numerose capanne del villaggio parzialmente costruite con blocchi chiaramente provenienti dal nuraghe e addirittura, in eta' romana, come luogo di sepoltura, come testimoniano numerose tombe coi loro corredi, rinvenute durante gliscavi all'interno della struttura e specialmente nel cortile interno che in quest'epoca era gia' interrato per una notevole altezza

PENISOLA DEL SINIS

PENISOLA DEL SINIS  Open
Loc. CABRAS - SARDEGNA  Navigatore
26 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
Altitudine: 11 mt. s.l.m.  Area Cuglieri, Torre Grande, Oristano
  Brochure PDF
Il Sinis e' una penisola della Sardegna centro-occidentale che si trova fra la baia di Is Arenas a nord, ed il Golfo di Oristano a sud. Nel mare ad ovest della penisola si trovano l'Isola di Mal di Ventre (isula de Malu Entu in lingua sarda) e lo Scoglio del Catalano (Su Cadelanu in sardo). La penisola del Sinis si estende in direzione nord-sud da Capo Mannu fino a Capo San Marco, per una lunghezza di circa 19 km e in direzione ovest-est dal Mare di Sardegna fino allo Stagno di Cabras, per una larghezza che varia da 5 a 8 km. A precisare meglio il confine est si puo' considerare a nord (tra Is Arenas e lo Stagno di Cabras) la linea tracciata tra la parte piu' settentrionale dello Stagno di Cabras e il canale di sbocco al mare dello Stagno di Is Benas, a sud (tra lo Stagno di Cabras e il Golfo di Oristano) il canale scolmatore che collega lo Stagno di Cabras al mare attraverso lo Stagno di Ma'rdini. Geologicamente il Sinis e' per la maggior parte un'area alluvionale ricolmata dai sedimenti provenienti dall'erosione del vicino Montiferru. la raccolta di detriti ha portato ad unire alla terraferma le zone piu' a nord-ovest e a sud-ovest della penisola che erano quasi sicuramente degli isolotti separati dalla Sardegna. A testimonianza di questo antico arcipelago e' presente, a poche miglia marine ad Ovest del Sinis, la minuscola isola di Mal di Ventre

S'ARCHITTU

S'ARCHITTU  Open
Loc. CUGLIERI - SARDEGNA  Navigatore
23 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Sennariolo, Santu Lussurgiu, Scano di Montiferro
S'Archittu e' una frazione marina facente parte del comune di Cuglieri, in provincia di Oristano, confinante con la frazione di Torre del pozzo, con il quale chiude a Nord la baia di Is Arenas.La localita' prende il nome dall'arco di roccia naturale (in sardo appunto s'archi'ttu) che domina la cala posta subito a fianco della localita' ed e' raggiungibile a piedi grazie ad un sentiero sterrato; nei mesi estivi, dopo il tramonto l'arco viene illuminato, costituendo un'attrazione turistica. Da questo sono soliti tuffarsi i giovani e i meno giovani; nel 2001 la parte posteriore dell'arco di roccia e' stata teatro del Campionato mondiale di tuffi dalle grandi altezze. L'Arco, alto circa 15 metri, e' il risultato dell'erosione marina di un'antica grotta formata da calcare, marne e depositi fossiliferi.Vicino a S'Archittu si trova il sito archeologico di Cornus, e in generale in tutta la zona circostante si sono svolte le vicende finali della ribellione di Ampsicora durante la seconda guerra punica. Studi ipotizzano che nella zona dell'Arco ci fosse il porto della citta'

BIDONI

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Loc. BIDONI ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Sorradile, Nughedu Santa vittoria, Norbello
Il Comune di Bidoni' e' situato nel cuore della Sardegna, a 260 metri sul livello del mare. E' posto all'interno dell'area geografica del Barigadu ed e' il centro che, in via piu' diretta, si affaccia sul lago Omodeo, da cui si gode di un panorama meraviglioso. Il territorio di questa regione presenta le caratteristiche di un altopiano trachitico-tufaceo, con una vegetazione tipica della macchia, inframmezata da radure di media estensione, utilizzate soprattutto per i pascoli del bestiame. Le specie arboree predominanti sono il leccio e il sughero. Circondato dalla catena dei monti del Marghine, Bidoni' presenta un centro ricco di storia, con il famoso Tempio di Giove, unico nel panorama architettonico di tutta l'isola. L'origine del nome e' data dall'e di due parole fenicie: 'beth' che significa paese, 'oni'' che significa fonte, per indicare quindi la zona particolarmente ricca di acque, grazie alla vicinanza del lago Omodeo che ad oggi rappresenta, non solo uno dei piu' importanti laghi artificiali d'Europa, ma soprattutto un ecosistema di rilevanza fondamentale per il sistema ambientale di questa regione. Il territorio di Bidoni' presenta numerose attrattive sia di carattere naturalistico, che storico, archeologico e culturale. Primo tra tutti e' sicuramente il lago Omodeo, bacino artificiale tra i piu' estesi in Europa. Creatosi dallo sbarramento del fiume Tirso, la sua costruzione fu completata nel 1924, con lo scopo di regolamentare le piene del fiume, produrre energia elettrica e irrigare la pianura del Campidano. Oltre a rappresentare una grandiosa opera di architettura, il lago Omodeo riveste un' imporanza strategica per tutto il territorio, creando un ecosistema ricco e variegato di specie. Le formazioni boschive situate sulle sue sponde sono caratterizzate soprattutto da lecci, roverelle, sugheri, pioppi bianchi, olmi, tamerici e allori. Le specie faunistiche sono invece costituite in gran parte da uccelli, come la ghiandaia marina, il falco pescatore, quello pellegrino, gallinelle d'acqua, aironi e germani. Il lago rappresenta quindi un'importante attrazione turistica, come sede di numerosi sport acquatici, tra cui conottaggio, windsurf, sci d'acqua e pesca sportiva. Per quanto riguarda l'architettura religiosa, degna di menzione e' la chiesa di San Pietro, un esempio di stile romanico-toscano conservatosi senza alterazioni. Nel secolo scorso continuava ad accogliere le sepolture e nei suoi dintorni affioravano gli antichi ruderi del monastero benedettino cui era annessa. Dedicata a San Pietro, la sua ricostruzione risale al 1200. E ancora la chiesa Santa Maria di Ossolo, novenario campestre di primo impianto medievale situato a circa due chilometri dal paese, e' stata ricostruita e ampliata nel 1600. Secondo la tradizione orale, la chiesa sarebbe sorta per atto di devozione alla Vergine da parte di un soldato di Bidoni', che avrebbe combattuto contro i Mori. Infine, vi e' la chiesa di S.Giovanni Battista, ricostruita nel 1970, sullo stesso impianto di quella antica. Il primo edificio fu eretto, in forme tardo gotico-aragonesi in posizione scenografica, accentuata da una scalinata, verso la meta' del secolo XVII, ma fu demolito nel 1966

ORISTANO

ORISTANO  Open
Loc. ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
<1 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Torre Grande, Cuglieri, Cabras
Oristano e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Sardegna: si trova nel golfo omonimo a nord della pianura del Campidano e sulla sua sinistra e' percorsa dal fiume Tirsi. E'' uno dei centri economici principali della Sardegna grazie alle sue industrie ed alla attivita agricola. Le origini di Aristanis non sono documentabili quindi si attribuisce attendibilita storica ad un documento del XVI come prima segnalazione di insediamento stabile: uno storico sardo scrive che nel 1070 e' avvenuto un esodo della popolazione della citta Tharros a causa del dominio saraceno. Nel XII secolo divenne capitale di Arborea (zona antica della Sardegna) e conobbe un notevole sviluppo economico. In seguito venne dominata dagli Aragonesi e dagli Spagnoli. Nel 1720 venne annessa al Piemonte insieme all''intera isola nel Regno di Sardegna. Da vedere: Torre di San Cristoforo: questa possente torre viene chiamata anche Torre di Mariano II dal nome del giudice d''Arborea che la fece costruire nel 1291. Questa torre e' tutto quello che rimane di un''antica cinta muraria medievale distrutta nel XIX secolo. E'' strutturata su pianta quadrilatera su tre piani ed ha il lato verso la citta aperto; in cima al baluardo e' presente una piccola torre campanaria merlata del XV secolo. Casa di Eleonora d''Arborea: questa casa e' situata in via Parpaglia ed e' un interessante esempio di architettura del XVI secolo. Presenta caratteristiche rinascimentali e nella facciata presenta l''emblema del Casato d''Arborea (un albero sradicato). Eleonora d''Arborea rivesti un''importante carica amministrativa ma e' molto ricordata come eroina locale per la sua difesa dell''impedenza della provincia ocntro gli Aragonesi. Ad Oristano in suo onore c''e' anche una piazza ed un monumento. Cattedrale di Oristano: la cattedrale della Beata Vergine Assunta si trova in piazza del Duomo ed e' affiancata da un bel campanile a pianta ottagonale e cupola a cipolla. E'' stata costruita nel XIII secolo e conserva ancora caratteristiche della sua struttura originaria, tra cui la Cappella del Rimadio, la base del Campanile e parte dell''abside. Nel corso dei secoli questo edificio e' stato rimaneggiato: alcune caratteristiche barocche furono aggiunte nel XVIII secolo. L''interno del Duomo e' strutturato su pianta a croce latina , possiede tre cupole di cui la prima a destra custodisce una statua in legno dell''Annunziata (opera di Nino Pisano)

SANTU LUSSURGIU

SANTU LUSSURGIU  Open
Loc. SANTU LUSSURGIU - SARDEGNA  Navigatore
28 Km da B&B MICHELINA DI MICHELINA CAMPUS
  Area Scano di Montiferro, Abbasanta, Sennariolo
Situato nel versante sud orientale della catena del Montiferru, Santu Lussurgiu e' immerso in un paesaggio di rocce e boschi, che sa coniugare l'asprezza della montagna, con una vegetazione rigogliosa e inaspettatamente variegata. Nella sua struttura urbana e architettonica conserva ancora intatta la memoria del passato, vantando uno fra i migliori centri storici della Sardegna. Il paese ha una caratteristica struttura ad anfiteatro che lo ripara dai venti dominanti e con la sola apertura a mezzogiorno. Fitti boschi di lecci e di castagni circondano l'abitato, le cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e tortuose, conservano ancora l'acciottolato. Suggestivi scorci sono facilmente godibili in ogni rione del centro storico del paese, dove le case fanno bella mostra di se' con i muri di pietra a vista e con i caratteristici architravi e porte con antichi batacchi. Delle sei chiese presenti a Santu Lussurgiu, due sono rilevanti dal punto di vista storico artistico: la chiesa di Santa Croce e la chiesa della Madonna degli Angeli. La chiesa di Santa Croce era anticamente intitolata a San Lussorio, martire cristiano e venerato in tutta la Sardegna. La chiesa fu consacrata come attestano i documenti, nel 1185 dal vescovo di Bosa. Attorno a questa chiesetta campestre sorse il nucleo abitativo del paese. La bellissima chiesa di Santa Maria degli Angeli, in stile tardo gotico-aragonese, e' sorta nel 1473 per volere dei frati minori osservanti e del Beato Bernardino da Feltre, che giunsero a Santu Lussurgiu nel 1420. Nell'atrio della chiesa, infatti, vi e' tra le altre, una lapide murata nella quale vi si legge: 'Fue fundado este convento por el B. Bernardino de Feltro el dia 2 de agosto de 1478 Il Convento, purtroppo, fu demolito nel periodo fascista (1935) per dar luogo all'edificio delle scuole elementari. La memoria del passato dei lussurgesi, di cio' che sono stati e di cio' che hanno fatto, e' ben documentata nel Museo della Tecnologia Contadina presente a Santu Lussurgiu, situato nei locali del Centro di Cultura Popolare U.N.L.A., in una antica casa padronale del XVIII secolo e ubicata nella parte centrale del paese. Il Museo sorse nel 1976 e raccoglie oltre duemila strumenti da lavoro e oggetti di uso quotidiano del passato, donati esclusivamente da famiglie lussurgesi, raccolti e catalogati sapientemente in piu' di vent'anni, testimoniando in modo diretto e concreto e con estrema efficacia didattica, anche le piu' sommesse vicende esistenziali che hanno scandito, in tempi ormai lontani, la faticosa lotta per la sopravvivenza affrontata ogni giorno della comunita' di Santu Lussurgiu

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SARDEGNA


Questa regione possiede una storia millenaria che ha inizio nel Paleolitico di cui si hanno prove di insediamenti dell'uomo sull'isola. Insediamenti stabili risalgono al Neolitico Antico (6000 a.c.). La prima civiltÓ di cui si hanno testimonianze Ŕ quella nuragica (1500 a.c.) che Ŕ poi declinata alla fine dell'etÓ del Ferro (500 a.c.). Di questa civiltÓ rimangono delle bellissime architetture: le Nuraghe. Un viaggio navigando in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa Ŕ la Sardegna, un'isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Situata al centro del Mediterraneo, con un territorio prevalentemente montuoso ma privo di alte vette, la Sardegna regala al visitatore un ambiente naturale unico, nello stesso tempo aspro e dolcissimo. L'uomo, infatti, Ŕ in certe zone quasi una rara presenza; vaste superfici sono rimaste magicamente intatte, abitate da cervi, cavalli selvatici e grandi rapaci e sono ricche di piccole zone desertiche, stagni e boschi rigogliosi con alberi anche millenari. Il mare regna incontrastato con i suoi colori e si insinua nelle calette tortuose, lungo le coste e le spiagge, nelle localitÓ pi¨ frequentate. La costa Smeralda con la sua perla, Porto Cervo, ne Ŕ un esempio. Il suo Porto Vecchio Ŕ considerato il pi¨ attrezzato porto turistico del Mediterraneo. Porto Rotondo Ŕ una localitÓ anch'essa rinomata, che si affaccia sull'ampio Golfo di Cugnana ed Ŕ popolata da ville e piazzette incastonate in una magnifica natura. Chi al mare preferisce la montagna potrÓ andare alla scoperta della regione del Gennargentu, il pi¨ vasto complesso montano della Sardegna, con i suoi pittorici scenari dove la natura occupa un posto di primo piano. Molto ricca la flora e la fauna con i suoi mufloni, aquile reali, cervi sardi e varie specie ormai sull'orlo dell'estinzione. Tra le sue meraviglie, la Sardegna offre al visitatore i complessi nuragici sparsi su tutto il territorio, monumenti unici al mondo che testimoniano una cultura antica e ancora in parte misteriosa che va dal XV al VI secolo a C. I Nuraghi and costruiti con grandi blocchi di pietra and si sviluppavano intorno ad una torre centrale a forma di tronco di cono che trasmette una sensazione di soliditÓ e potenza. Si tratta di siti archeologici dove si possono ancora cogliere i segni di antiche ritualitÓ e di vita domestica dal fascino arcaico. Tra i tanti, il complesso di Barumini in provincia di Medio Campidano Ŕ nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Da Vedere: Nuraghe: si tratta di una costruzione preistorica a carattere difensivo che si trova solo in Sardegna. Ha una forma conica composta da pietre disposte a filari. All'interno vi Ŕ una camera circolare che pu˛ essere alta dai 5 ai 25 metri preceduta da uno spazio dedicato al soldato che stava di guardia. Di fronte all'entrata c'Ŕ una scala che arriva fino in cima alla nuraga e che gira tutta intorno alla struttura stessa. Il nome di queste costruzioni deriva da termine sardo 'nura' che significa svavare o accumulare. In sardegna sono presenti circa 7000 monumenti nuragici edificati in varie epoche diverse. Costa Smeralda: questo Ŕ il nome che viene dato alla parte costiera che si trova a nord-est dell Gallura (in provincia di Sassari) grazie alla limpidezza delle sue acque. E' formata da tantissime insenature, scogli e isolette che nascondono spiagge di sabbia bianca tra cui la famosa caletta Cala di Volpe. Attualmente offre una grande quantitÓ di villaggi turistici e strutture alberghiere. Le due localitÓ pi¨ rinomate della Costa Smeralda sono Porto Cervo e Porto Rotondo. Parco Nazionale del Gennargentu: si tratta di un'area protetta che si torva nella parte nord-ovest dell'isola sotto la provincia di Nuoro. Vi si trovano montagne (come la Marmora alta 1834 metri) ed un ricchissimo ecosistema marino. La vegetazione Ŕ molto varia e comprende zone di macchia mediterranea, ma anche esempi di vegetazione montana. Per quanto riguarda la fauna vi si trovano mufloni, aquile, foche monache, e falchi della regina.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica sarda possiede numerosi piatti tipici. Tra questi troviamo gli spaghetti alla bottarga (uova di muggine essiccate e grattugiate), ravioli ripieni di pesce, i 'malloreddus all'oristanese' (a base di spinaci e panna), la 'merca' (muggine cucinato con erbe locali). Troviamo anche una grande varietÓ di piatti di terra come il 'ghisau' uno stufato di carni varie, l' 'agnello alla gallurese' , agnello cucinato con erbette. Un elemento molto importante della cucina sarda Ŕ senza dubbio il pane: ve ne sono di numerose varietÓ come il 'civraxiu', un pane saporito molto croccante, il 'su pan'e trigu', un buonissimo tipo di pane cotto a legna, ed il famosissimo 'pane carasau' (o carta da musica) fatto di un impasto di farina di frumento e formato da una sfoglia sottilissima: Ŕ il pane che usavano i pastori sardi durante la cura dei propri greggi. Tra i dolci vi segnaliamo le 'sebadas' , specie di ravioli dolci ripieni di formaggio e ricoperti di miele, e la buonissima pasticceria a base di pasta di mandorle (tra cui i sas melicheddas ed i sos chericheddos). Tra i vini i pi¨ rinomati sono la Vernaccia di Oristano, la Malvasia di Bosa ed il Cannonau di Cagliari.