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il piccolo attico - escursioni punti di interesse attrazioni a caltagirone

 BED AND BREAKFAST IL PICCOLO ATTICO

BED AND BREAKFAST
IL PICCOLO ATTICO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a CALTAGIRONE San Cono Niscemi Mazzarrone

SCALA DI S. MARIA DEL MONTE

SCALA DI S. MARIA DEL MONTE  Open
Loc. SAINT MARIA OF MONTE, SCALA S. MARIA DEL MONTE, CALTAGIRONE CATANIA, ITALY - SICILIA  Navigatore
<1 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 603 mt. s.l.m.  Area San Cono, Niscemi, Mazzarrone
  Brochure PDF
La Scalinata di Santa Maria del Monte venne costruita nel 1606 per collegare la parte antica di Caltagirone, citta' in provincia di Catania, alla nuova citta' costruita nella parte alta. La scalinata, lunga oltre 130 metri, e' fiancheggiata da edifici balconati ed e' diventata l'emblema della citta' ed una delle sue meraviglie.Era stata originariamente costruita a sbalzi che ne interrompevano la pendenza da maestranze gigantesche coordinate dal capomastro regio Giuseppe Giacalone. Nel 1844 vennero unificate le varie rampe, su progetto dell'architetto Salvatore Marino. Nacquero cosi' i centoquarantadue gradini della scalinata di Santa Maria del Monte, che dal 1954 e' interamente decorata, nelle alzate dei gradini, con mattonelle di ceramica policroma prodotte dalla Maioliche Artigianali Caltagironesi. In ogni alzata di gradino e' stato applicato un rivestimento di maiolica policroma, dello stesso tipo di quella che, nei secoli, ha reso famosa la citta'. Le maioliche sono decorate con motivi isolani che vanno dal X al XX secolo, raccolti e adattati - si legge a pie' di scala - da Antonino Ragona. L'effetto e' mirabile e il colpo d'occhio davvero spettacolare. La scala dei centoquarantadue gradini viene annualmente illuminata il 24 ed il 25 luglio (per la festa di San Giacomo, patrono della citta'), da migliaia di lumini a fiammella viva. Poiche' in questa occasione viene interrotta ogni forma di illuminazione elettrica, il risultato visivo che ne deriva e' una sorta di colata lavica, un fiume di fuoco che nella sua palpitante luminosita' disegna eleganti figure decorative, frutto dell'abilita' di un capomastro, agli ordini del quale lavorano diverse decine d'addetti alla sistemazione delle lucerne. A formare il singolare arazzo di fuoco e' un insieme di quattromila lanternine dette lumere. L'illuminazione della scala ha storia antica. Il primo ad aver pensato, verso la fine del 1700, ad un disegno luminoso, fu l'architetto Bonaiuto. Ma si deve ad un frate, Benedetto Papale, la fantasmagorica scenografia della scala illuminata. Per quarant'anni il monaco disegno' motivi ornamentali, soprattutto floreali, di grand'effetto. La sistemazione a disegno prestabilito della luminaria presuppone un mese di preparazione. Gli addetti se ne tramandano l'arte di padre in figlio.

CALTAGIRONE

CALTAGIRONE  Open
Loc. CALTAGIRONE CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
<1 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 553 mt. s.l.m.  Area San Cono, Niscemi, Mazzarrone
Terra ricca di argilla, Caltagirone e' conosciuta nel mondo per la produzione artigianale della ceramica che ancora oggi impegna centinaia di artigiani. L'arte della maiolica ha origini antichissime: i primi forni risalgono, infatti, all'epoca musulmana e ai normanni e testimoniano di un'attivita' che non si e' mai spenta nel corso dei secoli. Nel tempo gli artigiani, detti cannatari, hanno perfezionato la tecnica esecutiva e decorativa dando prova di grande originalita', conservando, tuttavia, i motivi moreschi e i colori della tradizione (turchino, verde ramino, giallo oro, manganese). Una miriade di negozietti anima le stradine della citta' esponendo i prodotti tipici di questa antica arte: mattonelle, candelieri, fischietti, piatti, albarelli, vasi. La produzione di questi ultimi fu particolarmente florida perche' utilizzati per la conservazione del miele, prodotto tipico della zona. Gli albarelli invece venivano impiegati tradizionalmente dagli speziali per le loro farmacie. Tra gli edifici color ocra si innalzano le chiese, i campanili barocchi e la splendida Villa comunale, giardino pubblico tra i piu' eleganti di Italia, costruito nell'800 da Giovanni Battista Filippo Basile (padre di Ernesto, maestro del Liberty siciliano). Il centro storico di Caltagirone si estende lungo due arterie principali: Corso Vittorio Emanuele e Via Roma. Sulla prima si affacciano bellissimi palazzi barocchi, tra cui segnaliamo Palazzo Gravina, e la basilica normanna di San Giacomo che ospita al suo interno preziose opere d'arte. All'inizio della Via Roma, che dal centro storico porta alla citta' nuova, si trova il 'Tondo Vecchio', scenografica costruzione a forma di esedra, progettata da Francesco Battaglia per celebrare l'apertura della strada. Percorrendo la via si incontrano diverse chiese e la balconata in ceramica policroma di Palazzo Ventimiglia. La piazza del Municipio e' il punto di incrocio delle due strade principali e su di essa si affaccia, oltre al Palazzo del Municipio, il Palazzo Senatorio, attuale Teatro comunale e sede della Galleria Don Sturzo. Nella vicina Piazza Umberto I sorge il Duomo di San Giuliano, costruzione dei primi del Settecento (anche se la facciata e' del primo Novecento). Attigua al Duomo e' la Corte Capitaniale, l'edificio piu' originale della citta', costruito su un unico piano e ingentilito da una serie di finestre e portali realizzati nel XVI - XVII secolo da Domenico e Antonuzzo Gagini. Tradizionalmente l'elemento di maggiore richiamo turistico per la citta' e' la scenografica scalinata: centoquarantadue gradini che collegano la citta' alta alla citta' bassa. La scala fu costruita da Giuseppe Giacalone all'inizio del '600 e nel 1954 le alzate di ogni gradino furono rivestite con mattonelle in maiolica, in un tripudio di motivi geometrici, antropomorfici e fitomorfici. Dalla piazza dell'ottocentesco Municipio si giunge cosi' alla chiesa di Santa Maria del Monte che, fondata nel 1100 e ridisegnata da Francesco Battaglia nel XVIII secolo, ha pianta basilicale ed ospita al suo interno la preziosa Madonna di Condomini, interessante opera del Duecento bizantino

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO  Open
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
12 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Mazzarrone, Niscemi, San Cono
La Riserva Naturale Orientata del Bosco di Santo Pietro, distante circa 20 km da Caltagirone, e' una delle aree verdi piu' rigogliose ed estese del Calatino. La vegetazione del Bosco di Santo Pietro e' estremamente varia, grazie alla vasta estensione della Riserva, che comprende ambienti e paesaggi molto diversi fra loro. La fauna del Bosco di Santo Pietro e' ricca di specie appartenenti sia agli invertebrati che ai vertebrati

AKRAI

AKRAI  Open
Loc. PALAZZOLO ACREIDE SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
39 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Buccheri, Giarratana, Sortino
Akrai fu tra le prime colonie di Siracusa fondate da parte di corinzi giunti nei territori siciliani: Akrai nei pressi di Pantalica, Casmene (avamposto militare sul monte Lauro, nel 643), Akrillai sulla strada per Gela e Kamarina, la piu' lontana delle colonie, nel 598. Costruita in cima ad un colle, Akrai era difficilmente attaccabile e al tempo stesso costituiva un punto ideale per vigilare sui territori circostanti. Grazie all'importanza della sua posizione strategica, la citta' si sviluppo' fino a raggiungere il massimo splendore sotto il regno di Gerone II (275 a.C.-215 a.C.). Fedele a Siracusa, ebbe pero' vita politica, amministrativa e militare autonome, al punto che un suo esercito intercetto' quello di Nicia (421 a.C.) nella Val di Noto o Valle dell'Anapo e contribui' alla sua sconfitta. Nel 211 a.C., dopo la caduta di Siracusa, passo' a far parte della provincia romana assumendo il nome latino Acre. La citta' passo' in seguito sotto il dominio bizantino fino all'invasione araba. La cittadina fu completamente distrutta dagli Arabi nell'827 e il sito, rimasto abbandonato, pian piano venne ricoperto da terriccio e vegetazione spontanea scomparendo alla vista e venendo dimenticato per quasi otto secoli. Uno dei primi studiosi che individuarono il sito della citta' scomparsa fu lo studioso siciliano Tommaso Fazello; in seguito altri se ne interessarono e in particolare il palazzolese, barone Gabriele Judica, che nella prima parte del XIX secolo intraprese i primi scavi archeologici nel sito di Akrai e descrisse le sue ricerche nel suo libro Le antichita' di Acre pubblicato nel 1819. Gli scavi successivi della citta' arcaica hanno riportato alla luce il teatro, di piccole dimensioni ma in ottimo stato di conservazione. Sulla parte posteriore sorgono due latomie, cave di pietra, denominate Intagliata e Intagliatella della meta' del IV secolo a.C. Sul pianoro sopra la latomia dell'Intagliata si trovano i blocchi di base dell'Aphrodision, il Tempio di Afrodite eretto nel VI secolo a.C. Sul lato occidentale sorge il Bouleuterion dove il consiglio cittadino si riuniva. Ad est del colle sorgono i Templi Ferali dedicati al culto dei morti.

PANTALICA, SIRACUSA

PANTALICA, SIRACUSA  Open
Loc. PANTALICA SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
45 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Palazzolo Acreide, Augusta, Belvedere
Pantalica, o meglio la necropoli rupestre di Pantalica, e' una localita' naturalistico-archeologica della provincia di Siracusa. Costituisce uno dei piu' importanti luoghi protostorici siciliani, utile per comprendere il momento di passaggio dall'eta' del bronzo all'eta' del ferro nell'isola. Nel 2005 il sito e' stato insignito, insieme con la citta' di Siracusa, del titolo di Patrimonio dell'umanita' da parte dell'UNESCO per l'alto profilo storico, archeologico, speleologico e paesaggistico. La localita' di Pantalica ha dato il nome a un celebre racconto di Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica, in cui l'altopiano diventa una metafora del cammino dell'uomo. Giarranauti e' un ampio bosco nella parte superiore dell'altipiano di Pantalica. Questa zona oltre ad essere suggestiva per la presenza di un bosco e' anche ricca di testimonianze del passato, soprattutto di Epoca Bizantina. Seguendo i sentieri all'interno del parco si trovano i resti di un villaggio bizantino (stiamo parlando del VI-VIII secolo d.C.), delle concerie e delle macine scavate nella roccia

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.  Open
Loc. SAN CONO CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
14 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Piazza Armerina, Caltagirone, Aidone
Tra le caratteristiche distintive del &Ficodindia di San Cono' si ricordano le grandi dimensioni dei frutti, la buccia dai colori intensi e vivi, un profumo molto delicato e un sapore molto dolce. La dolcezza e le dimensioni del frutto, rispetto ad altre zone di produzione siciliane, risultano essere degli importanti parametri distintivi poiche' correlati alla tipicita' della zona geografica. La zona di produzione del &Ficodindia di San Cono' comprende il territorio posto ad altitudine compresa tra 200 e 600 metri s.l.m., dei Comuni di San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Piazza Armerina (EN e Mazzarino (CL). Le particolari caratteristiche del &Ficodindia di San Cono' si sviluppano grazie alla perfetta combinazione di fattori ambientali ed umani che caratterizzano la zona di produzione. Infatti, il territorio e' dotato di caratteristiche particolari, quali l'altitudine e la conformazione orografica che rappresentano elementi essenziali nella determinazione delle particolari condizioni di intensita' e qualita' della radiazione luminosa, dell'alternanza dei cicli di bagnatura-asciugatura dell'epicarpo dei frutti e dell'escursione termica giornaliera, soprattutto nel periodo di maturazione dei frutti

RAGUSANO DOP

RAGUSANO DOP  Open
Loc. RAGUSA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
39 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
  Brochure PDF
Il Ragusano, storicamente chiamato caciocavallo ragusano (in siciliano Cosacavaddu), e' un formaggio italiano DOP (Denominazione d'Origine Protetta). Questa eccellenza casearia, nel 1955, e' stata riconosciuta quale prodotto tipico dal D.P.R. n. 1269 del 30 ottobre, nel 1995 ha ottenuto la denominazione di origine (Decreto del 2 maggio) e, l'anno successivo, ha acquisito il riconoscimento comunitario della DOP, perdendo la denominazione storica di 'Caciocavallo'. Il nome pare derivi dall'antica abitudine di appendere le forme a cavallo di un bastone posto in orizzontale. Viene prodotto nella provincia di Ragusa e in parte della provincia di Siracusa con i comuni di Rosolini, Noto e Palazzolo Acreide, con latte di mucche della razza modicana. Il Ragusano e' un formaggio semiduro a pasta filata prodotto esclusivamente con latte di vacca. Prodotto nel rispetto del disciplinare di produzione (Provvedimento 29 luglio 2003 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali). Il formaggio e' a forma di parallelepipedo a sezione quadrata con angoli smussati. Il peso di ogni forma e' compreso tra 10 e 16 kg. La crosta e' sottile, liscia, di marcato colore paglierino. Le forme possono essere trattate in superficie con sostanze trasparenti, prive di coloranti. La pasta e' omogenea compatta con lievissima occhiatura, di colore bianco o giallo paglierino piu' carico all'esterno e meno carico all'interno. Il sapore e' aromatico, piacevole, fusibile in bocca, normalmente delicato e tendenzialmente dolce quando il formaggio e' giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata. Il contenuto di grasso della sostanza secca non e' inferiore al 38

SITO ARCHEOLOGICO DI GELA

SITO ARCHEOLOGICO DI GELA  Open
Loc. VIA PALAZZI, 1, GELA CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
30 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Niscemi, Licata, San Cono
Secondo Tucidide la fondazione di Gela (l'antica Lindioi) avvenne per opera dei Rodio-Cretesi guidati da Antifemo e da Entimo: siamo nell'anno 689 a.C. I primi abitanti, dopo aspre lotte con le popolazioni preesistenti, cominciarono a penetrare verso l'interno. Salendo attraverso il fiume Gela iniziarono quel processo di ellenizzazione che in seguito avrebbe coinvolto altri centri vicini (Ariaiton, Maktorion e Omphake, l'attuale Butera). Gela raggiunse il suo massimo splendore tra il VI e il V secolo a.C. affermandosi quale centro greco dominante. Sotto i tiranni Cleandro, Ippocrate e Gelone assunse un importante ruolo politico-militare, contrapponendosi al blocco Cartaginese che dominava la Sicilia occidentale. Con la rivolta del 450 a.C. per l'autonomia dalla Grecia, Gela comincio' ad intraprendere la strada del declino. Dopo una fase di stasi, venne distrutta definitivamente dai Cartaginesi e dagli Agrigentini intorno al 280 a.C. Nell'intorno gelese sono moltissimi i siti archeologici, testimonianza di un lungo arco di tempo che dall'Eta' del rame giunge al Medioevo. Nella Collina di Molino a Vento sorge una necropoli neolitica con tombe a fossa circolare. Di notevole interesse e' l'Acropoli della citta' greca, con i suoi edifici sacri, la cinta muraria del VI secolo a.C., le abitazioni. A Capo Soprano si puo' osservare la cinta muraria di fortificazione, realizzata da Timoleonte nel IV secolo a.C. Verso l'esterno, fuori dalla cinta muraria, i santuari dedicati alle divinita' Demetra e Kore e il quartiere ellenistico del IV secolo a.C. con i bagni pubblici. Bitalemi e Piano Notaro presentano edifici tombali e i resti di santuari extraurbani. Infine bisogna citare Manfria, che presenta testimonianze dell'Eta' del bronzo, delle Fasi rodio-cretesi e del Medioevo (famosa e' l'omonima Torre di avvistamento). I reperti raccolti nel corso di questo secolo nei diversi siti archeologici sopra menzionati, sono custoditi nel Museo Archeologico di Molino a Vento. Molto noti sono i vasi corinzi del VII e VI secolo a.C., le antefisse a maschera sileniche e gorgoniche, le statuette sacre raffiguranti Demetra e Kore, i frammenti della ceramica attica. Molto interessante e' la Testa di Cavallo del V secolo a.C., costituente una decorazione acroteriale. Parecchi sono anche gli oggetti d'oro e d'argento, come orecchini a ventaglio e altri monili vari ritrovati in grande quantita' negli edifici tombali

MONTI IBLEI DOP

MONTI IBLEI DOP  Open
Loc. MONTI IBLEI, BUCCHERI SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
30 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 982 mt. s.l.m.  Area Giarratana, Palazzolo Acreide, Sortino
  Brochure PDF
Il Consorzio D.O.P. Monti Iblei nasce per tutelare e diffondere le qualita' dell'Olio Extravergine di Oliva prodotto nell'area dei Monti Iblei, limitatamente alle province di Ragusa, Siracusa e Catania, ovvero nella parte orientale della Sicilia, quella piu' a sud conosciuta come Val di Noto: da questa antica terra provengono oli caratteristici per il loro sapore armonico dal fruttato medio-intenso, dal colore verde-oro, dal gusto fruttato con sentori di erbe, pomodoro verde e carciofo, con note di amaro e piccante armonicamente in equilibrio tra loro. La DOP 'MONTI IBLEI', e' il riconoscimento ufficiale delle caratteristiche di pregio dell'olio ottenuto nel comprensorio omogeneo dei Monti Iblei. La sigla DOP, denominazione di origine protetta, di fatto sta ad indicare che la qualita' e le caratteristiche di pregio di questi oli derivano essenzialmente dall'ambiente geografico in cui vengono coltivate e trasformate le olive. Il Consorzio si e' affermato subito come strumento operativo essenziale per la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva. Esso e' un organismo vitale per il settore oleario, che opera a servizio dell'olivicoltura della Sicilia orientale, e in particolare delle tre province a forte vocazione agricola, Ragusa, Siracusa e Catania. Il Consorzio e' l'interfaccia primaria del consumatore di olio extravergine d'oliva. E' l'organismo che tutela la bonta' e la genuinita' del prodotto, e dunque, tutela la salute dei consumatori, garantendo costantemente il rispetto, da parte dei produttori, delle norme previste nel disciplinare di produzione, dei requisiti di qualita' e i parametri delle caratteristiche organolettiche e qualitative contemplate negli standard produttivi. Il Consorzio rappresenta e tutela i produttori che aderiscono al disciplinare, promuovendo e valorizzando il prodotto, rendendo riconoscibile e distinguibile il territorio di provenienza tramite operazioni di promozione mirate e sponsorizzando la commercializzazione del prodotto in nuovi mercati nazionali e internazionali

SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA

SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA  Open
Loc. MUSEO DI KAMARINA, CAMMARANA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
41 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Punta Secca, Mazzarrone, Niscemi
Kamarina, in greco , (da alcuni conosciuta anche con la forma italianizzata di Camarina), il cui nome secondo Strabone significa Abitata dopo molta fatica, fu un'importante colonia di Siracusa, fondata e costruita dai siracusani alla foce del fiume Ippari, nel sud della Sicilia. Di essa oggi non rimangono che rovine e importanti reperti archeologici, principalmente sul colle Cammarana nel territorio del comune di Ragusa. Kamarina venne fondata agli inizi del VI secolo a.C. (598 a.C. - 597 a.C.) dagli antichi greci dorici siracusani, sul fertile promontorio delimitato dai fiumi Ippari a nord e Oanis a sud. Scopo del nuovo insediamento fu quello di creare un presidio lungo la rotta africana e frenare l'espansione verso sud di Gela, che appena diciotto anni dopo fondera' piu' a nord-ovest Akragas (580 a.C.). Divenuta rapidamente un importante centro agricolo e di riferimento per i fiorenti traffici commerciali dell'entroterra ibleo anche dei Siculi, la colonia entro' presto in conflitto con la citta'-madre.Kamarina venne in seguito sconfitta dai siracusani e i loro alleati nel 552 a.C. Le fonti dicono che la popolazione camarinense venne esiliata; tuttavia, lo scavo dell'insediamento attesta una continuita' di vita ininterrotta nell'arco dell'intero VI secolo a.C. Durante l'avanzata di Annibale nel 403-401 a.C. Kamarina venne nuovamente saccheggiata e distrutta dal suo esercito. Rientro' nell'orbita siracusana durante il dominio di Dionisio I il grande e prese parte alla simmachia di Dione di Siracusa nel 357 a.C. quando questi con il suo esercito marcio' alla conquista di Siracusa. I resti attuali sono di grande interesse archeologico, e testimoniano la vastita' dell'antico sito. Rimangono tombe arcaiche (VII secolo a.C.) e ruderi poco significativi di un tempio dedicato a Minerva. Lungo l'Ippari si puo' riconoscere il tracciato dell'antico porto canale. La citta' e' ancora riconoscibile nella sua area originaria dai resti di case e di pavimentazioni. Nel vicino bosco di Passo Marinaro si trovano ancora le tombe di una necropoli nel V - IV secolo a.C. Gli scavi condotti a Kamarina da Paolo Orsi dal 1896 al 1911, hanno fornito copioso materiale archeologico che si trova al Museo di Siracusa

VILLA DEL CASALE

VILLA DEL CASALE  Open
Loc. STRADA PROVINCIALE 90, PIAZZA ARMERINA, ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
22 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 573 mt. s.l.m.  Area San Cono, Aidone, Pietraperzia
  Brochure PDF
La villa del Casale e' una dimora rurale tardo-romana i cui resti sono situati nell'immediata periferia di Piazza Armerina (EN), in Sicilia. Dal 1997 fa parte dei Patrimoni dell'umanita' dell'UNESCO. Nei famosi mosaici della villa lavorarono maestranze africane (e forse anche romane, come testimoniano alcuni motivi di derivazione sicuramente urbana) per un insieme di circa 3500 m². Ognuno dei quattro nuclei della villa e' disposto secondo un proprio asse direzionale. Tuttavia tutti gli assi convergono al centro della vasca del peristilio quadrangolare. Nonostante le apparenti asimmetrie planimetriche, la villa sarebbe dunque il frutto di un progetto organico e unitario che, partendo dai modelli correnti nell'edilizia privata del tempo (villa a peristilio con aula absidata e sala tricora), vi introdusse una serie di variazioni in grado di conferire originalita' e straordinaria monumentalita' all'intero complesso. L'unita' della costruzione e' testimoniata anche dalla funzionalita' dei percorsi interni e della suddivisione tra parti pubbliche e private. I tempi di costruzione, furono inizialmente valutati in un periodo di cinquanta-ottanta anni, e poi ridotti a circa cinque-dieci anni. Oggi si tende a credere ad una durata corta dei lavori. La funzione delle sale e' quasi sempre suggerita da allusioni nei mosaici pavimentali. La divisione in tre nuclei distinti, anche dal punto di vista degli assi, e materialmente divisi consentiva usi separati, senza il rischio di confusioni o indiscrezioni. La grande funzionalita' era legata a un'esasperata ricerca degli effetti prospettici e delle planimetrie con linee curve (soprattutto nelle terme e nel triclinio sud). La successione vestibolo-corte-nartece-aula absidata, gia' in uso durante l'architettura aulica del basso Impero (come la basilica di Costantino a Treviri), con una notevole intercambiabilita' verra' ripresa come impianto delle basiliche cristiane (antica basilica di San Pietro in Vaticano) e, piu' tardi, delle moschee arabe. La villa a padiglioni o a nuclei non e' una tipologia isolata a Piazza Armerina, ma, oltre ad essere documentata in un'altra villa siciliana presso Noto, ha precise corrispondenze in ville africane e deve il suo modello originario alla villa Adriana di Tivoli.

PIAZZA ARMERINA

PIAZZA ARMERINA  Open
Loc. PIAZZA ARMERINA - SICILIA  Navigatore
21 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 687 mt. s.l.m.  Area Aidone, San Cono, Caltagirone
Piazza Armerina sorge su un'altura dei monti Erei meridionali, nella Sicilia centrale, a quasi 700 m d'altitudine e a poca distanza da Enna. E' al centro di una vastissima zona archeologica classica, fu abitata fin dalla preistoria, almeno dal VII sec. a.C. in poi. Non abbiamo a disposizione documenti del tempo della conquista normanna in Sicilia che ci possano illuminare sulla Piazza bizantina o araba eventualmente preesistente. La sua storia e' legata, a quella della conquista normanna a partire dal 1061 quando i biondi guerrieri nordici, dopo Messina cinsero d'assedio Enna (non potendola prendere) e affrontando durissime battaglie sul fiume Ditta'ino e a Cerami. Gaufredus Malaterra, monaco a S. Agata di Catania e cronista normanno, nell'opera De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis, descrisse dettagliatamente l'itinerario dell'esercito normanno nell'impresa di Sicilia e nomino' alcune localita' del nostro territorio da cui probabilmente passo' il Conte, come Anaor e Naurcium (verosimilmente Naone e Montagna di Marzo), ma nessun documento riporta il nome di Piazza che, invece, comincia a comparire, come nome latino Platia o Placia o quello greco Platza, nella diplomatica intorno al 1122, mentre il nome arabo Iblatasah appare in due diplomi di Simone Aleramico, uno del 1141 e l'altro del 1148. Il Castello Aragonese fu costruito alla fine del 1300, ai tempi di re Martino I d'Aragona, che vi risiedette a lungo, mentre il vecchio castello, che si trovava sull'estremita' opposta della collina, veniva smantellato e ceduto ai Francescani per erigervi un convento. Della primitiva costruzione, elevata sensibilmente in altezza in triplice ordine di vani, restano soltanto due vani. I monumenti, le chiese, gli antichi palazzi, il barocco siciliano che li adorna, rendono Piazza Armerina una splendida citta' d'Arte. Passeggiando per le vie del centro storico, si ha la sensazione di rivivere gli antichi splendori. Tra i siti archeologici di maggior interesse, la Villa Romana del Casale, patrimonio dell'UNESCO che risale alla fine del III secolo D.C. Magnificamente ornata da stupendi mosaici, fu scoperta alla fine del 1800 per poi essere completamente portata alla luce nella meta' del '900. Il suo immenso valore di documento di storia dell'arte e' dovuto principalmente agli oltre 40 pavimenti a mosaico policromo, disposti su una superficie di oltre 3.500 mq., che rappresentano un compless

UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP

UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP  Open
Loc. MAZZARRONE CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
18 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 278 mt. s.l.m.  Area Niscemi, Caltagirone, Giarratana
  Brochure PDF
Uva da tavola di Mazzarrone e' un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Si indica l'uva prodotta nell'area compresa tra i territori comunali di Mazzarrone, Caltagirone, Licodia Eubea (in provincia di Catania) e Acate, Chiaramonte Gulfi e Comiso (in provincia di Ragusa). L'uva e' prodotta nelle tipologie bianca, rossa e nera, e per ciascuna, il Disciplinare di produzione ne fissa le caratteristiche qualitative che deve possedere: grappolo, acino, colore, maturazione, quantita' per ettaro. Il Consorzio di tutela ha sede a Mazzarrone. L'Uva da Tavola di Mazzarrone IGP presenta acini di forma sferoidale-ellissoidale con buccia di colore nero, rosso o bianco, dalla polpa compatta di sapore dolce e gustoso. La pezzatura del grappolo deve essere minimo di 350-400 grammi a seconda della varieta'. La zona di produzione geografica interessata comprende vari comuni a cavallo delle province di Catania e Ragusa. Si hanno le prime tracce di vigneti nell'areale di Mazzarrone tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, grazie alla scoperta di alcuni atti pubblici di compravendita stipulati proprio in quel periodo. Altra testimonianza dell'epoca ci viene dal libro 'La civilta' della vite in Sicilia' di Bruno Pastena, che evidenzia come alla fine del XIX secolo la produzione di uva da tavola rappresentasse il 5% della produzione viticola del 'Mandamento di Caltagirone'. Oggi, l'Uva da Tavola di Mazzarrone ricopre un ruolo di prim'ordine nell'economia agricola locale, essendo riuscita a varcare i confini nazionali raggiungendo non solo i piu' importanti mercati d'Europa, ma anche quelli di alcuni Paesi extraeuropei. Oltre all'aspetto accattivante, i grappoli di quest'uva sono anche particolarmente resistenti: l'Uva di Mazzarrone puo' essere, infatti, conservata per oltre un mese in ambiente a temperatura molto bassa e con un tasso elevato di umidita'. Oltre al consumo fresco, entra come ingrediente nella preparazione di dolci, marmellate e succhi. Fuori tavola, viene impiegata in cosmesi: il suo succo ha potere di ammorbidire e schiarire la pelle. Disinfettante ed antivirale, diuretica e lassativa, l'uva esprime appieno le sue proprieta' benefiche per l'organismo se consumata di mattina a digiun

CALAFORNO

CALAFORNO  Open
Loc. GIARRATANA - SICILIA  Navigatore
32 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 532 mt. s.l.m.  Area Buccheri, Palazzolo Acreide, Ragusa
In contrada Calaforno, fra Monterosso Almo e Ragusa, e' in corso da alcuni anni un'intensa opera di rimboschimento che ha trasformato il brullo paesaggio collinare in una fresca e accogliente pineta. In un terreno a circa 600 metri sul livello del mare, si estende, dunque, il Parco forestale Calaforno, un'area boschiva che prende il nome da una serie di cavita' che si trovano piu' a valle: la grotta Calaforno, un susseguirsi di 35 piccole camere, utilizzate inizialmente come tombe e poi trasformate, nei secoli, in abitazioni. Il parco e' costituito da una zona verde collinare, digradante verso il mare, che presenta una copertura arborea rappresentata fondamentalmente da pini d'Aleppo e, lungo i sentieri, da alcuni platani orientali che ricordano l'antica copertura vegetale ripariale e conferiscono all'area un aspetto suggestivo. La zona, come gia' detto, e' stata oggetto di un importante piano di rimboschimento che l'ha trasformata in un autentico polmone verde, circondato pero' da terreno sassoso e arido. Per la bellezza dei luoghi si spera che il parco possa diventare presto un'area protetta regionale, anche se l'iter, perche' questo avvenga, non e' ancora stato completato. Partendo da Giarratana, si puo' raggiungere il bosco seguendo le indicazioni per il ristorante 'Due Palme', e percorrendo una strada bianca che inizia alla fine del centro abitato. Dopo vari tornanti, che attraversano terreni agricoli, incontriamo un cancello forestale con l'indicazione 'Area attrezzata Calaforno'. Oltrepassando il cancello e proseguendo per altri due chilometri, in mezzo al bosco, si iniziano a vedere le infrastrutture tipiche delle aree attrezzate, ubicate prima a destra della strada, oltre un torrentello, e poi anche a sinistra, in prossimita' di un vecchio mulino ad acqua. La struttura, dismessa ma perfettamente funzionante, e' stata acquisita dalla forestale ed in parte ristrutturata tanto che puo' essere visitata. Nell'area attrezzata sono state collocate diverse infrastrutture che ben si inseriscono nell'ambiente anche perche' tutte realizzate in legno. Tavoli e panche per ben 250 posti a sedere, tanti cestini portarifiuti ed un piccolo parco giochi per bambini, che consentono di trascorrere una giornata piacevole in un ambiente incontaminato. Attenzione pero': qui e' vietata l'accensione di fuochi tanto che la zona non e' fornita di punti cottura. Annessa all'area e' stata realizzata un'area faunistica con cervi e cinghiali, allevati a scopo sperimentale

RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE

RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE  Open
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE, SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
43 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Palazzolo Acreide, Buccheri, Augusta
Il sito appare diversificato ed offre ambienti ecologici variegati che consentono l'espressione di una biodiversita' molto significativa. Oltre al biotopo acquatico, possiamo distinguere l'ambiente ripariale, quello delle pareti, della valle, dei pianori e delle grotte. Nelle acque cristalline del fiume, grazie alla natura torrentizia, trovano un'abitazione ideale la trota siciliana e la trota fario. Sul fondale si aggira la tinca. E' possibile trovare anche le anguille e i granchi di fiume

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI  Open
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI, CONTRADA PISCIOTTO, NISCEMI CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
17 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Mazzarrone, Gela, Caltagirone
Nella sughereta di Niscemi, insieme a lecci e roverelle, sono rappresentati gli arbusti tipicamente sempreverdi della macchia-foresta mediterranea. Il magnifico bosco del passato e' ormai un ricordo, ma restano ancora ambienti interessanti dove si trovano il lentisco, il carrubo, l'olivastro, il mirto, il corbezzolo, la fillirea e la palma nana. Il sottobosco ricco e luminoso e' popolato da una fauna diversificata che annovera il gatto selvatico e la volpe; ghiri e topi quercini. Nel bosco nidificano piccoli silvidi, il picchio rosso maggiore e l'upupa

LA MORGANTINA

LA MORGANTINA  Open
Loc. MORGANTINA, AIDONE EN - SICILIA  Navigatore
22 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Piazza Armerina, San Cono, Caltagirone
Il Museo Archeologico di Aidone, realizzato nel secentesco convento dei Cappuccini e inaugurato poco piu' di venti anni fa, costituisce l'ideale collegamento fra la cittadina e il piu' remoto passato di questo territorio. Quando i coloni lombardi di cui abbiamo scritto si stabilirono qui, non sapevano assolutamente di non essere stati i primi a scegliere come residenza questa zona della Sicilia. Ritenevano che le sparse pietre che emergevano nelle campagne, pochi chilometri a est di Aydon, appartenessero alla citta' di Herbita e non a Morgantina. Solo nel 1955, una spedizione di archeologi dell'universita' di Princeton riusci' a identificare Morgantina, mettendo in luce quel che era rimasto dopo la distruzione ordinata da Ottaviano nel 36 a.C. L'importanza di Morgantina e' legata soprattutto al fatto che la sua scoperta ha permesso agli archeologi di approfondire & attraverso la diretta visione di preziosi reperti e di strutture architettoniche & i rapporti fra le comunita' indigene della Sicilia e i greci che, a partire dal VI secolo a.C., intrapresero la colonizzazione delle aree interne dell'isola. Reperti che oggi sono in buona parte custoditi dal museo di Aidone, ordinati per temi e cronologia, illustrano ai visitatori le varie vicende della cittadina. Quelli che chiamiamo 'indigeni', a dire la verita' erano a loro volta venuti da fuori: i Siculi & e nel caso specifico la tribu' dei Morgeti & provenivano dalla penisola italiana, dalla quale erano giunti circa mille anni prima di Cristo. Essi ricacciarono verso ovest e sud i Sicani e si stabilirono in varie localita' dell'isola, fra cui appunto il pianoro fra le colline ove fondarono Morgantina. Un luogo che, ancora oggi, conserva intatta la sua selvaggia e solitaria bellezza. Intorno al 560 a.C., coloni provenienti dalla costa si impadronirono della citta'. In un primo momento la coabitazione fu pacifica, in seguito invece i Greci iniziarono una sistematica prevaricazione degli indigeni, impossessandosi, ad esempio, dei loro culti ed ellenizzandoli. Nel 459, Morgantina venne conquistata e distrutta dall'esercito di Ducezio, il capo della synteleia (lega sicula), repressa nel sangue dai Greci. L'abitato si trasferi' cosi poco lontano, in contrada Serra Orlando. Nel volgere di breve tempo, anche grazie alla sua fortunata posizione sulla via che collegava la costa settentrionale della Sicilia alla sua parte meridionale, divenne uno dei piu' importanti centri agricoli dell'entroterra, raggiungendo grande prosperita' e ricchezza, specie durante il periodo di Timoleonte e Agatocle (IV secolo) e soprattutto nel lungo regno di Gerone II (275-215 a.C.)

PARCO FLUVIALE DELL'ALCANTARA

PARCO FLUVIALE DELL'ALCANTARA  Open
Loc. PATERNO - SICILIA  Navigatore
43 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 43 mt. s.l.m.  Area Catania, Aci Castello, Bronte
  Brochure PDF
Il parco fluviale dell'Alcantara e' un parco regionale della Sicilia che e' stato istituito nel 2001 al posto della preesistente riserva e comprende quella parte di territorio delle province di Messina e di Catania che forma il bacino fluviale del fiume Alcantara, ed e' situato nel versante nord dell'Etna, allo scopo di proteggere e promuovere il sistema naturale esistente. La sede del Parco si trova a Francavilla di Sicilia, nella struttura costruita negli anni novanta per ospitare un asilo nido e mai usata. Il territorio attraversato dal fiume Alcantara e' di particolare importanza in virtu' della sua morfologia creata proprio dallo scorrimento delle acque che lo hanno modellato ed inciso creando, nell'attraversamento di un'imponente serie di colate laviche, in localita' Fondaco Motta (comune di Motta Camastra) delle suggestive e profonde gole a strapiombo, conosciute come le Gole dell'Alcantara. Insieme ad uno spettacolare succedersi di laghetti e di cascate, di acque freddissime, e' possibile osservare le stupefacenti strutture laviche colonnari a base prismatica. Disposte a canne d'organo esse decorano per lunghi tratti le pareti di roccia basaltica. Grazie allo studio di tali strutture i geologi hanno potuto elaborare precisi studi sull'evoluzione del vulcano Etna e sulla successione nel tempo delle sue colate piu' imponenti.Nel 1493 il Bembo descriveva la valle dell'Alcantara come fitta di boschi di platani, querce, roveri ed olmi. Oggi sopravvivono solo rare tracce di Platanus orientalis, mentre predomina la tipica macchia mediterranea con varie specie di ginestra e la Peonia mascula con la sua infiorescenza rossa. Man mano che si scende di quota fitti boschi di nocciolo si alternano agli agrumeti e ai vigneti da cui si ricava un vino scuro e corposo famoso dall'antichita'. Ancora boschetti di quercia e pascoli. In primavera le rive sono tutte un'esplosione cromatica: fioriture di viola, papavero, anemone, mirto, rosa canina, ficodindia, terebinto, oleandro e varie specie di orchide

RAGUSA

RAGUSA  Open
Loc. RAGUSA, ITALY - SICILIA  Navigatore
40 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
Ragusa e' una delle province della regione Sicilia e si trova sul versante meridionale dei Monti Iblei costeggiata dai fiumi Irminio e Ippari. Storicamente Ragusa ha delle origini antichissime in quanto si attesta la presenza umana gia dal III millennio a.c. Divenne nucleo cittadino con la conquista dei Siculi e successivamente dei Greci, dei Cartaginesi, dei Romani e dei Bizantini. Divento nel IX secolo un''importamnte centro economico saraceno e tra l''XI ed il XII secolo fu sotto il dominio dei Normanni ed in seguito dei signori locali Chiromonte grazie ai quali si strutturo come citta medievale. Nel 1693 vi fu un terribile terremoto che distrusse completamente la citta (Ibla) che venne interamente ricostruita parallelamente alla nuova citta (Ragusa) posta su un rilievo adiacente alla vecchia. Il XVIII secolo fu caratterizzato da duri contrasti tra i due nucle urbani: dopo l''Unita d''Italia vennero costituiti due comuni distinti che poi vennero unificati nel 1926. Da vedere: Il Palazzo Zacco: si tratta di un bellissimo palazzo gentilizio in stile barocco che sulla facciata presenta un enorme stemma della famiglia ed uno splendido portale d''ingresso con colonne adornate con capitelli corinzi. Queste colonne sostengono un balcone chiuso da una ringhiera decorata con fiori in ferro. Gli altri balconi del palazzo sono molto eleganti in quanto decorati da maschere che rappresentano scene di vita quotidiana. Uno di questi balconi e' decorato da una sirena accompagnata da suonatori a ricordare le sfarzose feste e banchettiche venivano tenuti nel palazzo. Modica: questa cittadina dista circa 15 km da Ragusa ed e' una delle citta piu pittoresche di tutta la Sicilia. Modica si trova nella parte meridionale dei Monti Iblei ed e' divisa in Modica Alta e Modica Bassa. L''aspetto di questa citta e' tardo barocco e risale quasi interamente a dopo il terremoto del 1693: della citta precedente il terremoto rimane ben poco. Modica e' ua citta pittoresca ed affscinante per il suo aspetto tipicamente barocco, per le sue stradine e vecchie botteghe. Di particolare da vedere c''e' il Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni Popolari in cui sono conservate strumenti, attrezzature delle botteghe antiche e degli artigiani. Cattedrale di Ragusa: questa chiesa e' stata costruita nel XVIII secolo si trova in una bellissima terrazza pensile sostenuta da un loggiato, nella piazza centrale della citta. Possiede un''elegante e raffinata facciata ed una bellissima cupola in stile neoclassico. All''interno e' strutturata su una base a croce latina con tre navate con bellissime vetrate con cui si raffigura il martirio di San Giorgio. All''interno sono conservate alcune tele di Vito d''Anna, un reliquario d''argento

PIETRAPERZIA

PIETRAPERZIA  Open
Loc. PIETRAPERZIA ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
38 Km da IL PICCOLO ATTICO
Altitudine: 462 mt. s.l.m.  Area Caltanissetta, Piazza Armerina, Enna
Sulla base delle indicazioni di storici e geografi pare che Pietraperzia abbia avuto origine da una antichissima colonia greca in Sicilia chiamata Caulonia. Pietraperzia deve alla dominazione saracena sia il nome che la sua prosperita'. Epoca aurea per Pietraperzia si puo' considerare il secolo sedicesimo quando i Barresi, baroni della citta', assursero prima alla dignita' di marchesi con Matteo III Barresi, il fondatore di Barrafranca (1529), e poi di principi con Pietro Barresi (1564). Il Castello di Pietraperzia loro abitazione divento' allora ambi'to ritrovo di gente amante della cultura e della politica. Grave fu la crisi sociale che investi' la citta', culminando nella tragica costituzione di una banda armata da parte di Antonino Di Blasi, inteso Testalonga, il quale creo', in poco piu' di due anni di banditismo (1765-1767), un'esteso clima di terrore in tutta la Sicilia. Dal 1926 Pietraperzia entra a far parte della nuova provincia di Enna. Tra gli edifici ricordiamo: la Chiesa Matrice, il Santuario della Madonna della Cava, il Palazzo del Governatore (XVI secolo). La Piramide di Pietraperzia Sull'altopiano di Cirummeddi (Cerumbelle) si trovano una serie di acrocori naturali tra cui quello della piramide. Essa consta di un insieme di strutture megalitiche di probabile eta' neolitica, su cui sono inserite costruzioni successive fino al basso medioevo. L'aspetto e' collinare e piramidale di altezza di circa 12 metri. La base della struttura, lunga 55 metri e larga 30, appare composta da tre ordini di gradoni mozzati verticalmente da quattro scalette intagliate attraverso cui si accede alle terrazze soprastanti, collegate da rampe a piani inclinati. Le scalette corrispondono ai quattro punti cardinali. Il monumento si presenta con due idee costruttive dalla forte connotazione simbolica: quella del cerchio (la sua circonferenza) e quella del quadrato (la pianta costruttiva dei piani superiori in esso innestata). Festa della compatrona Maria SS. della Cava 14 e 15 agosto, il 16 agosto festa del compatrono San Rocc

ENNA

ENNA  Open
Loc. ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
42 Km da IL PICCOLO ATTICO
  Area Pietraperzia, Caltanissetta, Piazza Armerina
Enna e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Sicilia e si trova posizionata al centro dell''isola su un altopiano dei Monti Erei a mille metri di altezza. E'' un famoso centro agricolo ed archeologico conosciuto in tutta Italia. Storicamente Enna possiede un''origine molto antica: venne colonizzata dai Greci (la chiamarono Henna) tra il VII ed il Vi secolo a.c. Successivamente venne dominata dai Siracusani, dai Cartaginesi e dai Romani. Divenne poi una fortezza bizantina ed in seguito colonizzata dagli Arabi. Enna raggiunse il suo massimo splendore nel XVII secolo e dopo un lungo periodo di decadenza successiva riprese vigore nel 1860 con l''annessione al Regno d''Italia. Da vedere: Chiesa di San Francesco: questa chiesa risale al XIV secolo ma e' stata successivamente rimaneggiata. Possiede un bellissimo campanile del 1500 sito su di una scarpata e strutturato a tre ordini sovrapposti. L''interno e' composto da un''unica navata e vi si puo accedre mediante una grande scalinata. Vi sono conservate alcune opere degne di nota come ad esempio la croce lignea dipinta su entrambi i lati, una tavola del XVI secolo che raffigura l''Epifania ed i bellissimi affreschi di Giovan Battista Bruno (del XVII secolo). Castello Normanno di Sperlinga: Sperlinga e' una cittadina in provincia di Enna che dista circa 50 km. Il suo nome deriva dal latino ''spelunca'' che significa grotta dato che nelle zone limistrofe sono presenti molte caverne trogloditiche. Nella piazza principale di questo paese si trova un bellissimo castello Normanno edificato nel Medioevo. Si puo accedere a questo maniero tramite una grande gradinata scavata nella roccia. All''interno del castello vi sono svariate camere di cui alcune scavate nella roccia. Nel piazzale occidentale del castello sono presenti i resti della Chiesa di San Luca. Dall''uscita settentrionale del Castello si puo accedere al ''giardino del Duca'', un campo alberato. Aree archeologiche di Centuripe: Centuripe e' un paese in provincia di Enna che dista dalla citta circa 60 km. Si tratta di un bel borgo di montagna famoso per la produzione di grano, agrumi, olive e frutta. Nella parte orientale di questo paese sono stati trovati dei resti molto importanti tra cui il Castello di Corradino, resti di un mausoleo romano di eta imperiale e resti di Bagni Termali. Vi sono poi resti di un''abitazione greca con mosaici e pitture parietali. E'' presente il Museo Archeologico dove e' possibile ammirare reperti quali i resti di un sarcofago, vasi, sculture e pitture

Escursioni e attrazioni in SICILIA vicino a CALTAGIRONE San Cono Niscemi Mazzarrone: 'SCALA DI S. MARIA DEL MONTE'   'CALTAGIRONE'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO'   'AKRAI'   'PANTALICA, SIRACUSA'   'FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.'   'RAGUSANO DOP'   'SITO ARCHEOLOGICO DI GELA'   'MONTI IBLEI DOP'   'SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA'   'VILLA DEL CASALE'   'PIAZZA ARMERINA'   'UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP'   'CALAFORNO'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI'   'LA MORGANTINA'   'PARCO FLUVIALE DELL'ALCANTARA'   'RAGUSA'   'PIETRAPERZIA'   'ENNA'  

SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.