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 area di prodotti locali eno gastronomia artigianato VINO CARTIZZE DOCG

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VINO CARTIZZE DOCG

VINO CARTIZZE DOCG

Dai 107 ettari della sottozona Superiore di Cartizze, si ottengono mediamente 1,4 milioni di bottiglie ogni anno di uno spumante unico e sontuoso. Gia' il colore rimanda ad una maggiore intensita', che si manifesta con una complessita' di profumi invitanti ed ampi, dalla mela alla pera, dall'albicocca agli agrumi, alla rosa, con una gradevole nota di mandorle glassate al retrogusto. Il sapore e' piacevolmente rotondo grazie ad una accennata dolcezza, ma la sottile fragranza del perlage garantisce l'armonia delle sensazioni e contribuisce a sostenere la persistenza dell'aroma. Nel Cartizze, posto nel cuore di Valdobbiadene, ad ottobre l'uva di Glera raggiunge una completa maturazione, cio' garantisce una maggiore concentrazione di aromi e sapori e la possibilita' di dare allo spumante un gusto piu' amabile e denso senza pregiudicarne la freschezza. Il vino base e' ottenuto per accurata fermentazione in bianco, sino a quasi totale esaurimento dello zucchero naturale originario (una traccia di zuccheri collabora a conservare il fruttato), dopo il vino viene lasciato sottostare ai freddi invernali che lo spogliano dei tartrati e ne provocano l'illimpidimento. In primavera al vino vengono aggiunti i lieviti selezionati, capaci di fermentare sotto pressione e a temperature piuttosto basse, e dello zucchero in quantita' tali da ottenere, con la sua successiva fermentazione, la pressione voluta. Alla fine della fermentazione non rimane che lo zucchero voluto per garantire l'amabilita'. Il vino fermenta a una temperatura sui 15°C e dopo una quindicina di giorni o piu' raggiungera' la voluta pressione. A questo punto la rifermentazione viene bloccata affinche' rimanga la dose desiderata di zucchero residuo, mediante la refrigerazione delle autoclavi. In tal modo il lievito cala al fondo ed il vino, dopo 8-10 giorni di sosta a tale temperatura, viene passato, con opportuni accorgimenti che permettono di non perdere pressione, in altre autoclavi da cui poi si passa subito all'imbottigliamento. Per imbottigliamento viene usata la classica Prosecco, di colore verde, che garantisce la protezione del vino dalla luce. Ogni bottiglia viene prima sciacquata e poi riempita, tappata con il classico tappo di sughero e vestita con l' etichetta. Le bottiglie vengono poi riposte in cantine al buio, dove riposano a temperature ed umidita' costanti, permettendo in questo modo al vino di maturare. Dopo 30-40 giorni il vino e' pronto per essere spedito. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, se conservato in ambiente fresco e buio, mantiene le sue peculiari caratteristiche per dodici o diciotto mesi e piu' (sullo scaffale la rotazione consigliata e' di cinque/sei mesi). Da' il meglio di se' a 8 -10° C, prodotto quasi esclusivamente nella versione Dry, questo spumante si accompagna ai dolci della tradizione, dalla pasta frolla alle crostate di frutta, alle millefoglie alla crema e alle focacce; ma spesso non resiste alla tentazione di abbinarsi a piatti salati che abbiano una componente piccante, con i quali sapra' esprimere tutta la sua piena e matura personalita'. Ottimo non solo alla fine di ogni pranzo importante, ma per ogni brindisi augurale, per rendere piu' festosa ogni cerimonia, piu' allegra ogni festa, piu' solenne ogni incontro. Il Valdobbiadene Superiore di Cartizze e' davvero l'inimitabile suggello ai momenti belli della vita. Valdobbiadene Superiore di Cartizze o brevemente Cartizze si produce nella zona di Cartizze, una piccola area di 107 ettari di vigneto, compresa tra le colline piu' scoscese di S. Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, in comune di Valdobbiadene. Un vero e proprio cru che nasce dalla perfetta combinazione fra un microclima dolce ed un terreno antichissimo, originatosi dal sollevamento di fondali marini. Sopra la roccia madre si trova uno strato di terreno assai vario, con morene, arenarie ed argille che consentono un drenaggio veloce delle piogge e, nel contempo una costante riserva d' acqua, cosi' che le viti si sviluppano in modo equilibrato. Il nome della localita', che troviamo riportato nelle mappe catastali, viene fatto risalire, da alcuni, ad un cavaliere di ventura spagnolo, che nel medioevo dopo un lungo periodo di battaglie, si stabili' in queste colline. Un' ipotesi piu' accreditata sembra essere invece, quella che fa derivare il nome da gardiz, gardizze, ecc., espressione dialettale per indicare i graticci usati per l'appassimento delle uve. Nella zona del Cartizze infatti, le uve vengono vendemmiate tardi, quando gli acini iniziano a mostrare i primi segni di appassimento naturale. Cio' conferisce al vino una concentrazione di aromi e sapori di intensita' inusuale.