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modolo a modolo - sardegna
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 citta  borgo MODOLO

citta  borgo
MODOLO

MODOLO

Il piccolo borgo della Planargia, circondato da vigneti e uliveti, dista appena 3 km dal mare azzurro di Bosa e dalle calette del litorale che conduce verso Alghero. Sono diverse le interpretazioni sull'origine del suo nome: 'Modolo' potrebbe derivare dal toponimo nuragico Madala, termine antichissimo, introdotto in Sardegna da migranti provenienti dall'oriente asiatico; oppure potrebbe essere scaturito dal latino Modulus, riferibile sia a una 'piccola estensione' che al metodo utilizzato dalle antiche genti di queste valli per incanalare o intubare l'acqua delle vicine fonti. In periodo romano esisteva gia' Modulo Vallis, centro attraversato dalla strada occidentale che da Sulki raggiunge Neapolis, Othoca (l'attuale Santa Giusta), Cornus, nel golfo di Oristano, e prosegue per Bosa e Nure, fino a Turris Lybissonis, l'odierna Porto Torres. Il nome viene mantenuto per tutta l'epoca romana, trasformandosi nell'attuale 'Modolo' solo nel periodo medievale. Tra i monumenti archeologici vanno ricordate le domus de janas nelle localita' di Silatari e Coronedu. Si tratta di strutture sepolcrali preistoriche scavate nella roccia, costruite dalle popolazioni che vissero sul territorio in era neolitica. Non si possono inoltre non visitare i nuraghi Albaganes e Monte Nieddu, grandi monumenti in pietra, testimonianze di una civilta' ultramillenaria: un popolo di pastori e contadini, divisi in piccole comunita', che visse in Sardegna per otto secoli e costrui' queste straordinarie strutture, il cui uso e' ancora incerto. Nei pressi del paese e' possibile vedere ancora i resti di un antico convento, probabilmente dimora dei frati Domenicani, e quelli di un'importante villa romana. Sono ubicate nel centro storico, invece, la chiesa di Santa Croce, risalente al XVII secolo, e la chiesa parrocchiale intitolata a Sant'Andrea Apostolo. Quest'ultima, edificata in periodo medievale, fu distrutta da un incendio nel 1828 e quindi ristrutturata. Oggi, in seguito ai lavori di restauro, conserva solo alcuni dei tratti caratteristici dell'impianto originario. Al suo interno sono conservate alcune statue lignee risalenti al XVII secolo. Infine, un'altra chiesa che merita una visita e' quella dedicata alla Madonna del Grappolo